BLOGGER. Nickname necessario, giustizia sportiva in agguato
| 04/12/2012 | 11:11 Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Angelo Francini: Caro Pier, concordo in toto con quanto scritto da Alfonso Bettini e con il tuo commento. Il problema è da ricercare nell'educazione del singolo blogger: tale educazione dovrebbe essere indirizzata a far capire che ognuno ha la libertà di esprimere i propri concetti senza per forza dover apostrofare in modo indecente colui che esprime concetti diversi. Si dovrebbe, tutti, imparare ad esprimere le proprie idee senza usare termini indecenti o al limite della diffamazione, come ben tu sottolinei: ne guadagnerebbe sicuramente anche la discussione su ogni singolo argomento. Purtroppo il celarsi dietro ad un nickname è diventato, in questi ultimi tempi, una necessità per l'uso scorretto che viene fatto dei commenti pubblicamente espressi da parte di chi, come il sottoscritto, si è sempre firmato con nome e cognome. Questa chiarezza di civili rapporti non è più permessa proprio perché gli uffici della Giustizia sportiva della Federazione si sono appropriati anche della libertà di critica e di pensiero arrivando a punire con sei mesi di squalifica chi, per aver affermato in un articolo scritto in qualità di opinionista l'incompetenza di un Organo ad adottare una decisione. I siti sono letti quotidianamente dagli addetti della Giustizia sportiva, e dopo il fatto sopra indicato, altre persone sono state "pizzicate" e poi squalificate. Di conseguenza mi sono adattato scegliendo la via dell'omertà mediatica «il nickname», per il motivo sopra indicato, cercando di non superare nei commenti che esprimo, il rispetto per chi non la pensa come me. Anche perché dietro tale omertà mediatica, sono celati anche ignoti personaggi che però poi hanno il potere di squalificarti. Ciò detto concordo concordo con il signor Alfonso: quando si supera un certo limite dovrebbe esserci un blocco nel sistema. Certe notizie o affermazioni una volta diffuse restano per sempre, oltre che negli immensi meadri di internet, anche nella testa di chi legge. Quindi esprimiamo i nostri pareri senza paura, ma nei limiti di quella correttezza che è una grande qualità che distingue il nostro sport dagli altri.
Ho sempre letto volentieri il blog (sito, forum, chiamatelo come volete) e commentato ancor più volentieri. A mia volta posso testimoniare di messaggi un po' oltre le righe che mi sono stati, per così dire, censurati (e giustamente, lo riconosco). Personalmente mi sono sempre disinteressato delle discussioni in cui i toni venivano un po' troppo alzati dai partecipanti perché, forse per indole, tendo a stare fuori dai guai. E se posso dire, sono innumerevolmente di più i casi in cui mi sono appassionato ad una discussione perchè ho trovato delle osservazioni competenti ed intelligenti di quelli in cui l'atmosfera si era fatta sgradevole. La mia conclusione, quindi, è: non ragioniam di lor...
Indipendentemente dal nickname o meno. Tanto, e il direttore lo ha giustamente sottolineato, se ci sono gli estremi e la volontà di procedere a querele e quant'altro, quello del nickname è una foglia di fico pronta a levarsi. Ogniuno deve (dovrebbe) sentirsi responsabile di ciò che scrive.
Mai nascondersi
5 dicembre 2012 10:59Fausto62
Egregio Direttore
Sto seguendo questo argomento con estrema passione.
Come il Sig. Bettini anche io ho smesso di seguire in modo attivo, evitando commenti, il vostro stimato sito, per le stesse motivazioni espresse nella lettera.
Purtroppo non concordo con il Sig. Francini sull'uso dei nickname per celare la propria identità.
Nel mondo del web vengono definiti blogger coloro che esprimo in modo coerente (e senza offese) le loro opinioni, poi esistono i cosiddetti troll, coloro che per puro spirito distruttivo commentano in modo poco sensato offensivo post o commenti di altri blogger.
Questa distinzione è fondamentale.
Personalmente non mi sono mai nascosto ed ho sempre espresso le mie opinioni, anche andando contro a sentenze di organi giudicanti come è capitato pure al Sig. Francini.
Il web è una cosa seria e quanto sta accadendo in questi giorni, con persone che entrano in questo mondo senza essere a conoscenza di quella che è definita l'etica d'uso di internet risulta quanto meno volgare a noi operatori del settore.
Non risulta nemmeno corretto affermare che siete in grado di svelare l'identità di un nickname in quanto nella registrazione degli utenti presente sul vostro sito richiedete solo un nome un cognome ed una mail, ma anche questi dati possono essere falsi.
Posso tranquillamente creare un falso indirizzo mail a nome Mario Rossi, ad esempio su Gmail, e poi iscrivermi al vostro sito con queste credenziali. Dunque in questo modo voi non sarete mai in grado di svelare la mia identità anche ad eventuale organo giudicante.
Per questi motivi è perfettamente inutile dare adito ad affermazioni fatte da chi si nasconde dietro un nickname e credo sia dovere del moderatore censurare ogni commento che possa risultare offensivo.
Cordiali saluti
Fausto Piccinini
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Indipendentemente dal nickname o meno. Tanto, e il direttore lo ha giustamente sottolineato, se ci sono gli estremi e la volontà di procedere a querele e quant'altro, quello del nickname è una foglia di fico pronta a levarsi. Ogniuno deve (dovrebbe) sentirsi responsabile di ciò che scrive.