| 07/11/2012 | 15:32 Il presidente dell’Uci Pat McQuaid ha annunciato l’istituzione di una consulta del ciclismo, alla quale saranno chiamate a partecipare tutte le componenti dello sport delle due ruote. Le consultazione inizierà nel corso del primo trimestre del 2013 e avrà come tema il futuro del ciclismo: sarà l’occasione - si legge nel comunicato Uci - per portare dei miglioramenti duraturi che contribuiscano a risolvere i problemi più gravi del ciclismo e per contribuire alla costruzione di un avvenire più sereno. Aggiunge Pat McQuaid: «Tutte le componenti del ciclismo saranno invitate a partecipare a questa consulta che discuterà anche della mondializzazione del nostro sport e di incoraggiare una partecipazione ancora più vasta, così come di trovare soluzioni per rendere questo sport ancora più appassionante per gli spettatori. Noi dobbiamo lavorare insieme per superare le conseguenze che il caso Armstrong ha causato. È giusto che la Commissione Indipentente faccia il suo lavoro, ma è altrettanto giusto che il ciclismo guardi anche oltre. Ai Giochi Olimpici di Londra abbiamo potuto constatare come il ciclismo resti una delle discipline più popolari , tanto per la partecipazione degli atleti quanto per quella del pubblico ed è su questo che la consulta deve mettere il suo accento». Ulteriori dettagli sulla consulta saranno forniti entro la fine dell’anno.
Ma che ce ne facciamo di una consulta? Chi sta
a capo della consulta? Chi controlla la consulta? Cosa regola la consulta? Ma per favore!!!1 Mc Quaid vai a casa, non ne possiamo più di sentire cretinate .... basterebbe che all'interno della UCI ci fosse un cambio generazionale, totale, di tutti i burocrati che hanno coperto, insabbiato, intorbidito le acque a più non posso anzichè ascoltare la voce dei corridori, delle associazioni delle squadre, di chi vive il ciclismo e ne conosce i problemi veri. Ci vuole un organo fatto di gente onesta, moralmente onesta, capace, innovativa, costruttiva, che abbia il coraggio di cambiare le regole del gioco e riportare credibilità ad uno sport che sta prendendo coscienza che è finita, finalmente, un'epoca buia e che bisogna voltare pagina.
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