OSCAR TB. Lisa Morzenti, una giovane con le idee chiare
| 03/11/2012 | 09:47 Lisa Morzenti è la vincitrice del Gp Androni Giocattoli riservato alla categoria Donne Esordienti. Sarà lei la più piccola campionessa tra i protagonisti dell'edizione 2012 degli Oscar tuttoBICI. Iniziamo con la sua intervista a conoscere meglio i premiati che il prossimo 15 novembre saliranno sul palco del teatro della Gran Guardia, in piazza Bra a Verona (diretta tv su RaiSport2 alle 21).
Contenta di aver ottenuto questo riconoscimento? «Molto. Questa stagione è stata perfetta: ho conquistato otto vittorie, tra cui i titoli italiano e lombardo su strada, e questo premio è il sigillo di un'annata super. Guardo queste premiazioni in tv da quando correvo tra i giovanissimi sperando di poterci arrivare, centrare l'Oscar era uno dei miei obiettivi di quest'anno quindi non posso che essere felicissima». Raccontaci un po’ di te... «Ho quattordici anni, sono nata a Seriate (BG) e vivo a Pedrengo con papà Davide che fa il fattorino, mamma Lara, casalinga, e mio fratello maggiore Diego che l'anno prossimo esordirà tra gli juniores. Frequento la seconda superiore al professionale per Servizi Commerciali Guido Galli di Bergamo e nel tempo libero sto con gli amici e la mia famiglia. Non coltivo particolari hobby: mi godo la mia Harley Davidson nera modello 833 che gelosamente tengo nel garage di casa, ma che ancora visto l'età non posso guidare. Altri sport? Seguo molto la ginnastica artistica, sia maschile che femminile perché è una disciplina che da sempre mi affascina». La passione per la bici da dove arriva? «Ho iniziato a pedalare grazie a mio padre Davide che correva le Gran Fondo. La prima gara da G3 a Boltiere, nella Bergamasca, con la maglia della Gi.Effe Fulgor di Seriate. Arrivai ottava con i maschi e seconda tra le femmine. Quest'anno ho corso per il Team Valcar ma il prossimo anno (sarà allieva, ndr) ho deciso di cambiare squadra, passerò al gruppo sportivo Villongo. Non ho idoli particolari, mi piaceva Marco Pantani per il suo modo di aggredire le corse e per come attaccava in salita. Ho molta stima anche per la mia conterranea Rossella Ratto e per l'olandese Marianne Vos. La mia gara dei sogni? La più importante di tutte: l'Olimpiade». Per una ragazza giovane come te cosa significa praticare ciclismo? «Da molti viene visto come uno sport molto impegnativo, a me non pesa assolutamente. Dovendo frequentare la scuola trovare il tempo per allenarsi e andare alle gare comporta fatica ma io vado in bici perché è la mia più grande passione quindi anche i sacrifici li affronto molto volentieri». Come ti immagini da grande? «Parlando con le ragazze che hanno qualche anno in più di me so che di ciclismo femminile è dura vivere ma vorrei continuare ad essere una ciclista e provare a farlo di professione. Mi piacerebbe entrare a far parte di un corpo statale, diventare una buona atleta e continuare a pedalare il più a lungo possibile».
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