HANDBIKE. Il messaggio di Federico e la maratona di New York

| 01/11/2012 | 08:45
Domenica al via della Maratona di New York ci saranno tre handbiker italiani, vi raccontiamo la storia di uno di loro che sta narrando la sua avventura americana attraverso il sul blog http://preparingnewyork.wordpress.com/ e su di essa realizzerà un documentario che, pensate un po', presenterà alla mostra del cinema di Venezia dell'anno prossimo.
Federico Richard Villa ha 26 anni e vive a Monza. Da quando ha 15 anni è affetto dall'Atassia di Friedreich, una malattia genetica che inibisce progressivamente le capacità coordinative, l’equilibrio, l’emissione della voce e l’articolazione della parola, l’udito, la vista, la muscolatura e può provocare problemi cardiologici e diabete.
Grazie al fratello maggiore Alessandro, anche lui affetto dalla medesima patologia genetica degenerativa (rara e al momento purtroppo senza cura, ndr), che ha fondato la società sportiva "Piccoli Diavoli 3ruote", Kicco ha scoperto la passione per la bicicletta.
«La malattia non mi ha impedito, nonostante mi abbia costretto all’uso della sedia a rotelle, di tornare in bici. Sono uno dei pochissimi atleti, con questa patologia, che è riuscito a praticare questo duro sport a livello mondiale. Con Ale cerchiamo di essere un esempio per i numerosi giovani atassici in Italia (oltre 5.000) e nel mondo, vogliamo infondere in loro la consapevolezza che con i giusti mezzi e una buona dose di coraggiosa costanza si può affrontare questa malattia senza penalizzazioni e con esaltanti possibilità di successo. Lo sport per noi malati rappresenta una sfida quotidiana e un incentivo per combattere il male che avanza inesorabile. Salire su un podio aiuta a testimoniare le nostre storie e può essere un esempio per chi non ha ancora imparato a convivere con la malattia» spiega Federico. «Di chilometri ne ho macinati davvero tanti e le soddisfazioni non sono mancate. Ho portato a termine competizioni in Australia, Sud Africa, Libano ed Emirati Arabi, ho gareggiato in tutta Europa e tutta Italia. Ma soprattutto.. continuo a farlo. So di non avere davanti a me molti anni di ottime prestazioni e che un giorno l’atassia mi raggiungerà, ma proprio per questo ora non smetto di correre e di dare tutto il possibile e dimostrare al mondo dove una persona con questa sindrome può arrivare». Federico avrebbe voluto essere a Londra per le Paralimpiadi, ma la convocazione non è arrivata. Così si è allenato per un altro grande obiettivo: la maratona di New York. «Non è stato facile ottenere un pettorale perché gli atleti disabili che vogliono partecipare alla maratona sono selezionati da una onlus americana e i posti per gli azzurri sono proprio pochi. Valutano la storia personale e sportiva di ogni atleta, ma sono stato fortunato: a parte Zanardi che ha vinto l'anno scorso, i posti a disposizione per gli italiani erano solo tre. "I’M IN. to finish" recita lo slogan di chi viene accettato. Ed è quello che sono e farò grazie anche al supporto di tutte le persone che con il loro contributo mi hanno permesso di arrivare a NY. Mi sono dato l'obiettivo di chiudere in un'ora e quaranta minuti, non sarà facile ma ci voglio provare. Il mio viaggio verso la Grande Mela è come un ritorno: sono nato e cresciuto in questa città fino ai cinque anni. Non ricordo granché, ma New York è rimasta nei miei sogni. Io sono pronto, la mia handbike con su i nomi dei ragazzi e le ragazze che soffrono di atassia pure. Loro correranno con me...».  Buona maratona Kicco!

Giulia De Maio
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COMMENTI
Grande Federico
1 novembre 2012 21:37 drinn
Ciao Federico. Ho avuto il piacere di partecipare alla Maraona di New York e sono certo che porterai a casa grandi emozioni dalla Grande Mela ma soprattutto ti scrivo perchè conosco l'atassia di Freidreih Una mia stretta parente ne soffre ed ho partecipato ad incontri dell'associazione che cerca di aiutare chi è colpito da questa sindrome.
Sono certo che il tuo gesto sarà un grande messaggio di speranza e di forza per non mollare mai.
Grazie
Roberto Damiani

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