DOPING. La Federciclo olandese chiede misure severe all'UCI

| 26/10/2012 | 09:50
Richieste sempre più pressanti giungono alla Uci dopo lo scoppio del caso Usada. In una lettera indirizzata a Pat McQuaid, il presidente della KNWU Marcel J.G. Wintels chiede misure urgenti.
Vi proponiamo alcuni estratti della lettera:
«La KNWU sente fortemente il bisogno di rendere noto il proprio punto di vista sui problemi e le sfide che il ciclismo internazionale deve affrontare a causa del rapporto Usada e dell’addio di Rabobank.
Il rapporto Usada ha reso dolorosamente chiaro che:
- Nel ciclismo internazionale il doping sistematico era (è) comune;
- Nonostante severi controlli antidoping, questo sistema non poteva (non può) essere rilevato se non con difficoltà (Armstrong dice: 'Non sono mai risultato positivo');
- Molte persone nel circuito professionistico sapevano, ma 'hanno pensato che questo fosse un comportamento normale.'

Secondo la KNWU è più che mai evidente che l'UCI ha l'obbligo di adottare misure molto forti e riforme per venire fuori da questa crisi e per ridare credibilità e fiducia al ciclismo.
10 anni fa, dopo il 'Tour del doping,' l’UCI aveva promesso che fatti del genere non si sarebbero mai ripetuti, ma la relazione Usada ci dice che le cose sono andate ancora peggio.
Oggi siamo molto preoccupati, e non siamo i soli ad esserlo. La decisione di Rabobank è evidentemente, oltre che dolorosa, molto significativa.
Questa crisi profonda richiede un approccio forte e non convenzionale. Crediamo che sia assolutamente necessario che un'indagine internazionale indipendente, una sorta di "comitato di verità", sia costituito a breve, dal CIO o dall'UCI, o in alternativa dalle federazioni nazionali. Con misure giuridiche adeguate ed efficaci, questa commissione potrà condurre una ricerca approfondita in tutti gli aspetti e le sfaccettature della professionale ciclismo internazionale. Con un doppio mandato:

1. La commissione deve riportare tutti i dati e le risultanze dal 2007 fino ad oggi, esponendo il sistema, la sua cultura e il modo di funzionamento del sistema, mostrando quali progressi sono già stati fatti, e anche quello che il sistema non riesce a fare.
2. Questo Comitato deve avere il compito di formulare proposte e adottare misure che possono contribuire a risolvere la situazione.

Se non si utilizza questa crisi per ripartire con nuovi metodi, si rischia di perdere una grande occasione.
Proponiamo:
- Squalifica di quattro anni invece di due  e maggiori sanzioni pecuniarie o detrazione di punti per i corridori;
- Pesanti sanzioni per le squadre (e i loro dirigenti responsabili) i cui corridori sono trovati positivi (detrazione di punti, sanzioni pecuniarie, il ritiro delle licenze);
- Divieto per le squadre ProTour di assumere personale (massaggiatori, medici, team leader, tecnici) precedentemente coinvolto in affari di doping;
- Solo medici UCI accreditati per le squadre ProTour;
- Separazione netta dei ruoli di governo e di controllo sul doping, oggi svolti dall’UCI;
- Misure che contribuiscono a un maggior grado di auto-pulizia .

L'UCI deve avere il coraggio di agire con forza. Solo se noi, inteso come comunità del ciclismo internazionale, siamo disposti a metterci in gioco, saremo in grado di costruire un futuro sportivo e credibile.
Se l'UCI non sarà in grado di fare questo, noi come KNWU stiamo prendendo in considerazione la possibilità di creare una tale commissione di inchiesta perché crediamo che questo sia indispensabile».
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