CONTROCORRENTE. Santi e la proposta dell'amnistia sportiva

| 12/10/2012 | 09:00
Riceviamo e pubblichiamo

Mi chiamo Claudio Santi, candidato alla Presidenza della Federazione Ciclistica Italiana: propongo l'amnistia sportiva e vi spiego perché.
Parto da lontano. Nel 1985 correvo per la Giacobazzi, squadra eccezionale con ds Pino Roncucci, prima ds di Cassani, poi ds di Pantani. E ovviamente, di tanti altri talenti e "campioncini". Vinsi 11 gare fra cui Valli Aretine, Cuoio e Pelli, prologo Giro d'Italia, ultima tappa del Giro di Campania, secondo ai campionati italiani. Passai professionista, in sei mesi conobbi un mondo intriso di doping e di stipendi non rispettati. Mandai tutti a quel paese, mi sposai e aiutato da mio fratello Luigi e da mia mamma, continuai l'attività di oste del mio povero papà morto due anni prima. Quindi non sono io a dovermi ne volermi salvare.
Mah ... ragazzi cerchiamo di
capirci, dal 1996, al mio rientro nel ciclismo, sostengo che il doping è sistematico. Le squadre avevano i frigo sui camion per mantenere fresca l'epo e non solo. Già molti anni prima si diceva che il record dell'ora fu battuto da un amico degli amici con l'autoemotrasfusione. Conconi fu il responsabile medico della FCI per sistemare i nostri atleti per i confronti internazionali. Ferrari diceva che quello che non veniva trovato non era doping, ed era la mentalità diffusa e dei più, quasi di tutti.
La scienza aveva superato nell'utilizzare i farmaci di gran lunga il metodo di controllo della Federazione. Poi caccia aperta e si salvi chi può, come nella rivoluzione francese tutti a favore della ghigliottina e tutti uno alla volta con la testa sotto la lama. Alcuni vogliono dimostrare che il doping è il male assoluto e beccare nomi eccellenti per dimostrare che l'acqua calda è calda, altri offrono protezione e vincono l'elezione per poi diventare accusatore e giustiziere contro chi gli ha dato fiducia.
Bene, se dobbiamo rinnovare il ciclismo, da dove "partiamo"? Dalla bellezza del ciclismo, spero. Dalle tante cose che ci insegna, dalla concorrenza leale nelle competizioni con gli amici. Alla conoscenza del nostro fisico per il suo miglior utilizzo. Al divertimento e socializzazione dei nostri figli. E alla salute di tutti. Da maggior cultura quindi, chiamatela conoscenza, delle cose e del passato. Dagli errori fatti, dalla non nostalgia dei tempi seppur nella bellezza dei ricordi. Ma per cambiare, nella nostra famiglia, da dove "partiamo"?
Sapendo tutte queste cose del recente, attuale, passato; avendo perseguito da una parte e aizzato offrendo protezione e poi tradito dall'altra, il nostro figlio più illustre, cosa facciamo? mettiamoci d'accordo ragazzi. Io propongo che da padre di famiglia si capisca tutti che la bellezza del ciclismo non è un titolo nel quotidiano rosa, ne in mensili, ne in giornali locali, che pure ci fanno piacere ma che nessuno ricorda più di tanto. Il bello del ciclismo è condividerlo nelle strade, fuoristrada, in pista. Ragazze e ragazzi che si sfidano e si abbracciano, appassionati che attraversano luoghi e paesaggi, che superano le difficoltà conquistando la vetta dei monti e si avvicinano al cielo vedendo il mondo attorno dal vivo per merito delle proprie gambe e non di un motore. I risultati sono importanti, la bellezza indispensabile. Ma i giornalisti, gli addetti ai lavori erano davvero convinti e non sostenitori del sistema doping per vendere campioni e maglie pubblicitarie? non scherziamo.
Io propongo da padre di famiglia, di cercare di fare uno sforzo con i nostri figli, un atto impopolare ma importante. Non di punirli continuamente con frustate a sangue, per farci dire le cose che ben sappiamo. Ma di ragionarci, parlargli, spiegargli e perdonarli. La bellezza, comunque sono sempre solo le ragazze e i ragazzi che corrono in bicicletta. Per questo chiedo di fermarci con lo stillicidio, per questo propongo l'AMNISTIA SPORTIVA. Per fare nuove regole insieme ai nostri ragazzi, insieme a tutti i rappresentanti del mio amato e praticato ciclismo. E cosi, dopo aver pur con i nostri difetti, vissuto momenti meravigliosi nelle imprese dei nostri figli nel passato, ricominciamo di nuovo per il futuro. Solo così possiamo dire veramente, senza se e senza ma, senza ipocrisia e senza vendette, PARTIAMO e questa volta, il ciclismo lo salviamo. Candidiamoci in tanti, da delegati, grandi elettori, consiglieri e presidenti. Questa volta andiamo fino all'arrivo, che sarà per tutti noi, la ripartenza.
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COMMENTI
Sig. Santi
12 ottobre 2012 11:14 Fra74
in che cosa consisterebbe la sua proposta di amnistia sportiva? Ce ne faccia un esempio pratico? Per me come la vedo IO, se davvero si tiene a questo sport, al CICLISMO, io le consiglierei di introdurre, se non la RADIAZIONE alla prima vicenda di doping, almeno, l'innalzamento della pena minima inflitta...ad esempio 4 anni...regole chiare, uniche, coerenti e UNITARIE...forse, si riuscirà a risollevare questo sport...
Francesco Conti.

Mmmm...
12 ottobre 2012 11:29 Sikhandar
Si concordo, cioè: amnistia se ne può forse parlare, ma qual è poi il "path forward"? Regole nuove tipo radiazione al primo colpo? O 4 anni? O 2 anni come ora?

Il "promo" elettorale del Sig. Santi
12 ottobre 2012 12:54 Bartoli64
Il Sig. Santi - persona comunque competente e appassionata - fa pure il suo bel “promo” elettorale e secondo me dice anche cose più che condivisibili.

Non v’è alcun dubbio, infatti, che per un lungo periodo - che va dal Record dell’Ora di Moser sino a tempi ancora recenti - il doping nel ciclismo è stato praticamente “istituzionalizzato” a tutti i livelli.

La Storia stessa, d’altro canto, ci insegna che il processare la Storia non porta mai a buoni risultati e continuare a scavare su quello che è accaduto gli anni ’80, ’90 e seguenti (tutte cose peraltro risapute) costituisce oggi un dispiego di risorse molto grandi comunque destinate (nel migliore dei casi) a riscrivere gli ordini d’arrivo, penalizzando i “dopati trovati positivi” a favore di quelli che, per chissà quali e quanti motivi, positivi non sono risultati pur facendo ricorso agli stessi identici mezzi dei loro colleghi.

Non mi pare, infatti, che chi è stato poi dichiarato vincitore a distanza di anni di una corsa, a discapito di un corridore trovato positivo, abbia poi alzato fieramente la testa e detto ai tifosi che giustizia era stata finalmente fatta. Questo perché il più pulito, nell’ambiente di allora, aveva la cosiddetta “rogna” anche se non sono nel tempo mancati casi di corridori che puliti lo erano per davvero!

A mio parere, dunque, i presupposti per un’amnistia ci sarebbero tutti ma sarebbe anche il caso che questo provvedimento - che di per sé ha il carattere dell’eccezionalità - fosse il preludio a nuovi e ancor più penetranti provvedimenti volti a sconfiggere questo cancro che continua ad aggredire il ciclismo.

Aumentare dunque il periodo minimo di sospensione a 4 anni e (finalmente), introdurre la RADIAZIONE DEFINITIVA per gli amatori trovati positivi già al primo controllo, altro che squalifica temporanea!!

Credo che questo sia il mimino indispensabile che CONI, UCI e FCI possano fare per controbilanciare un provvedimento di amnistia e, francamente, mi ha deluso il fatto che di questo il Sig. Santi non ne parli all’interno di questo suo scritto se non limitandosi ad un generico “nuove regole”.

Parole chiare per favore! Perché la “caccia al consenso” a destra e sinistra (sempre facendo molta attenzione a non “sbilanciarsi” troppo), è esercizio specifico dei nostri politici ma non quello che gli appassionati VERI di ciclismo si aspettano da un candidato alla Presidenza Federale.

Bartoli64

12 ottobre 2012 14:06 fr08
ancora santi..e una minestra riscaldata....se il ciclismo italaino e ridotto cosi male la colpa e anche della gestione cerruti santi quadriennio 2000-2004
addirittura chiudento un settore della pista velocita chiamandoli omini michelin
quindi meglio che se ne sta a casa

bartoli 64
12 ottobre 2012 14:16 claudino
ci mancava la sua pappardella ! vero discorso da persona intelligente!hahaha

Claudino.....
12 ottobre 2012 14:42 Bartoli64
..... ma tu sei stupido così, al naturale, oppure ha fatto un corso specifico per diventarlo?

Beato te, che non capisci proprio in czo (e continua pure a farti una bella risata sopra stà cippa)!

Bartoli64

Prof. Bartoli
12 ottobre 2012 15:47 Fra74
...pur condividendo i Suoi scritti...in quest'ultimo ha un poco esagerato, mi pare...lo so che dà fastidio essere etichettato e attaccato..ma Lei è pur sempre un Prof.!!!!!!
Seriamente, mi dispiace leggere, alle volte, di attacchi insensati (e mi riferisco a quelli fatti contro Bartoli64) ai vari utenti...si può condividere o meno, ma la dignità e lo stile dovrebbero essere sempre quelli di una certa CIVILTA'.
Francesco Conti.

Amnistia; NO
12 ottobre 2012 16:51 CotturTS
Innanzitutto ce il rischi di creare un precedente nella giustizia sportiva che possa inclinare la sua stessa efficacia; ma cosa più importante un eventuale amnistia andrebbe a offendere i principi morali che a spinto qualche ciclista a rimanere pulito per tutta la sua carriera.

Marco Pantani e morto. Perché caduto in depressione dopo i fatti del 1998, lui ha pagato i suoi errori (se ci sono stati) e per tutta una serie di eventi, che esulano dal contesto ciclistico, ma che vedono questo conteso come fenomeno scatenate, a perso la sua stessa vitta.

Del Amnistia lui non'e potrebbe beneficiare: “O TUTTI O NESSUNO”

PS: Singiori, idraulici o professori che siano, manteniamo quel rispetto e dignità che a sempre contraddistinto i l'amante del ciclismo...




eccomi
12 ottobre 2012 17:08 santicsc
Mi fa piacere che analizzate la mia proposta, che piaccia o meno è una proposta. Spot elettorale? Perché no, però io la dico da 11 anni, dal 2001. E a mio modesto parere senza questa non se ne esce più e continuiamo ad essere considerati dalla massa, dei drogati. La proposta per il dopo? Non sono un dittatore quindi non decido io, credo che una proposta debba essere di un medico di altissimo livello, con un rappresentante ciascuno di atleti, tecnici, società, organizzatori. E poi approvata dal consiglio federale. Comunque anche la proposta deve ancora essere approvata, il 20 a casalguidi da chi partecipa al programma di partiamo.
Minestra riscaldata un po si, santi – ceruti proprio no, se non per fiducia ricevuta nella nomina di direttore del settore professionistico e delle squadre nazionali strada dal 2001 al 2005. Se ci sono critiche per squadre e corse di quegli anni e per le nazionali ok ma allora ceruti non c'entrava senno' dovremmo dargli vittorie di olimpiadi e mondiali che io assegno sempre agli atleti con merito dei tecnici primo fra tutti Ballerini con cui ho condiviso quattro anni di camera meravigliosi. mentre alcuni italiani a verona gli tiravano uova e urina.
Per me gli atleti sono atleti, i tecnici tecnici, i dirigenti dirigenti, i rappresentanti politico sportivi rappresentanti. E fino a prova contraria io non ho mai fatto parte dell'organo decisionale, il consiglio federale. Cari amici siete invitati il 20 a casalguidi e se vi iscrivete avete il posto per fare la vostra proposta. Riabituarsi alla FCI casa nostra e non cosa nostra non è facile, ma ci proviamo, come slogan “partiamo”.

Il vaso di pandora
12 ottobre 2012 19:13 Per89
Il vaso di pandora è stato scoperchiato e ora dal vaso sta uscendo di tutto... come diceva Bartoli ad Armstrong vengono tolti i Tour e le vittorie conseguite nel periodo di interesse, ma queste vittorie a chi si danno? Forse al trentesimo della generale sempre che anche lui sia pulito... L'unica soluzione è a mio parere quella di fermarsi un attimo (in questa pausa invernale) e quello che è accaduto prima del 2012 è accaduto, ma dall'anno 2012 quindi compreso questo anno sportivo le regole si cambiano pene più aspre e la radiazione per chi è recidivo punto e non importa qual'è la sostanta... Più controlli negli under e negli juniores e passaporto biologico obbligatorio per gli under e le continental...

Proposta
15 ottobre 2012 13:51 Sikhandar
Domanda: il laboratorio dell'Acquacetosa è l'unico CONI-autorizzato per i controlli in Italia. Ma è così anche fuori, tipo in Germania? Me lo chiedo perchè discorrendo con un DS di là in una gara in luglio sono venuto a sapere che i controlli li fanno (parlo di gare dilettantistiche) anche nelle università. A me pare interessante: se i controlli vengono eseguiti da più laboratori (in osservanza di norme standardizzate e certificazioni strette) il prezzo per un esame si abbassa (l'Acquacetosa ha il monopolio e fa "i prezzi che vuole"...). Conseguenza: con lo stesso ammontare di soldi, il CONI farebbe più controlli; si può forse addirittura pensare a standardizzare l'antidoping per almeno il 50% delle gare U23/Elite o Juniores, "l'antidoping come prassi" ossia, vinci, vai a fare l'antidoping, festeggi. La FCI potrà convincere il CONI a fare questa modifica, anche eventualmente "solo per il ciclismo"?

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