CASO ARMSTRONG. La Nike resta al fianco del texano

| 11/10/2012 | 22:31
La Nike gli ha ribadito il suo appoggio ma per Lance Armstriong, l'asso del ciclismo accusato di esser stato l'artefice del ''piu' sofisticato, professionale e riuscito programma di doping'' nella storia del pedale, potrebbero profilarsi grossi guai giudiziari.
Lance rischia un processo penale per avere deposto sotto giuramento di non aver fatto uso di sostanze proibite in un arbitrato civile del novembre 2005 che vedeva protagonisti il ciclista e la sua societa' Tailwind Sports contro SCA Promotions Inc e Ted Lyonhamman Insurance Services.
La societa' di assicurazione e la SAC non volevano pagare a Armstrong un bonus da 5 milioni di dollari dopo la vittoria del sesto Tour de France consecutivo perche' si erano sparse voci su un suo possibile doping, ma Armstrong voleva i suoi soldi e cosi' la disputa era finita in tribunale.
La Usada, l'Agenzia americana antidoping, adesso ritiene, sulla base di una lunga deposizione video-registrata resa dal texano in quell'occasione, che Armstrong menti' sette volte, una in particolare in cui il campione, dopo aver negato di aver preso sostanze che ne avrebbero migliorato la performance in gara, prese le distanze da Michele Ferrari, il medico italiano radiato dal Coni e accusato dalla Usada di essere il 'cervello' dietro il doping della squadra US Postal.
Oggi intanto Nike ha diffuso un comunicato in cui si ribadisce l'appoggio al ciclista texano: ''Siamo rattristati che Armstrong non possa partecipare in certe gare. Lui ha proclamato la propria innocenza e Nike continuera' ad appoggiarlo e ad appoggiare la sua Fondazione''. (ansa)
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