CASO ARMSTRONG. Tygart (Usada) minacciato di morte

| 25/09/2012 | 09:02
Il caso Armstrong, direttamente o indirettamente, continua a tenere banco. Indirettamente circa le minacce di morte ricevute dal direttore dell'Usada, che ha condotto il procedimento accusatorio che ha portato alla radiazione del texano: "Il caso Balco ha cambiato tutto perchè per la prima volta abbiamo ricevuto delle minacce di morte. Due per il mio predecessore, Terry Madden, e una per me e per la mia famiglia, dopo la prima confessione di Landis. E da quando è scoppiato l'affare Armstrong, per tre volte sono stato minacciato di morte, credo si trattasse di iniziative individuali, ma l'Fbi se ne sta occupando", spiega in un'intervista a "L'Equipe" Travis Tygart, direttore dell'agenzia americana antidoping.
Tygart, che fa sapere come le misure di sicurezza al quartier generale di Colorado Springs siano state incrementate a causa di queste minacce, ha anche annunciato che il dossier su Armstrong sara' trasmesso all'Uci "a fine mese". I documenti dovrebbero poi essere resi pubblici entro fine anno mentre l'ex corridore texano potrebbe essere chiamato a deporre nel procedimento a carico di Johan Bruyneel, il suo ex team manager attualmente alla guida della RadioShack-Nissan. "Dovrebbe testimoniare sotto giuramento e se c'è spergiuro, la questione si fa seria", commenta Tygart.
Sempre in merito alla decisione dell'Usada, la ministra dello sport francese, Valerie Fourneyron, ha chiesto all'Unione ciclistica internazionale (Uci) di confermare la sentenza di doping sistematico e continuativo a carico di Armstrong, e di togliere al corridore tutti i titoli vinti a partire dal 1998, compresi i sette Tour del France conquistati da Armstrong. "Sarebbe incomprensibile se l'Uci non togliesse i sette Tour ad Armstrong. L'Uci deve assumersi le sue responsabilità in relazione a quanto deciso dall'Usada. Il Tour continua a essere una manifestazione sportiva molto popolare e l'ho potuto verificare nuovamente questa estate nella mia città di Rouen. Che ci siano interrogativi sul palmares di questi ultimi anni è una realtà e non attribuire il titolo in questo periodo potrebbe essere un primo passo perchè la corsa riguadagni in credibilità".

da repubblica.it
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COMMENTI
Chi salva le vite rischia la morte
25 settembre 2012 15:17 pagnonce
Tigart un vero uomo da premio nobel,potrebbe diventare un beato e avere un seguito in tutte le pari del mondo.Complimenti.

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