| 23/09/2012 | 09:18 C’è chi dice che la vera differenza fra un buon corridore e qualcosa di più stia nella capacità di essere sempre presenti nelle occasioni che contano. Quest’oggi, Esteban Chaves della Colombia Coldeportes ha dimostrato il motivo per il quale in tanti lo indicano come il talento più brillante del ciclismo colombiano per il prossimo futuro. Dopo una stagione lunga e impegnativa fra i ranghi dei professionisti, Esteban ha messo in mostra tutta la sua classe nel Campionato del Mondo Under 23 a Limburg, vinto in volata dal kazako Alexey Lutsenko davanti al francese Bryan Coquard (Francia) e Tom Van Asbroeck (Belgio). Chaves si è lanciato con coraggio nella volata conclusiva, riuscendo a piazzarsi sesto al termine di una performance di grandissimo spessore, proprio davanti all’altro colombiano Hernando Bohorquez, 7°. I numerosi attacchi che hanno animato la gara non sono riusciti ad evitare la conclusione in volata sull’arrivo di Valkenburg dopo 177 km: dopo una lunga fuga a tre che ha caratterizzato la prima fase di corsa, il gruppo è tornato compatto, e il forte lavoro di Kazakistan, Olanda e Italia non hanno lasciato grande spazio ai vari gruppetti che hanno tentato di riscrivere la storia della corsa, uno dei quali comprendeva anche lo stesso Esteban Chaves insieme a un’altra decina di atleti. Il gruppo è giunto compatto ai piedi dell’ultima ascesa del Cauberg: dopo aver corso con intelligenza e al coperto negli ultimi due giri, Chaves è passato all’attacco seguendo la scia dell’italiano Davide Villella in un tentativo di 5 uomini, sfortunatamente esauritosi poco dopo lo scollinamento sulla salita più celebre dei Paesi Bassi. Tutti di nuovo insieme per lo sprint finale, ma il ricongiungimento non ha esaurito l’azione di Chaves: il colombiano è riuscito a rimanere nelle posizioni di testa e disputare un grande sprint che lo ha portato al sesto posto, pur essendosi trovato ostacolato negli ultimi 150 metri. La medaglia è sfuggita per una questione di centimetri, ma El Chavito può certamente essere soddisfatto di una performance di altissimo livello. “Un pizzico di amarezza c’è, perchè speravo di tornare a casa con un bagaglio più pesante, ma la corsa è risultata meno selettiva di quanto prevedessimo alla vigilia – ha spiegato Esteban Chaves – e da parte nostra non possiamo rimproverarci niente. Come squadra abbiamo cercato di coprire tutte le azioni importanti, e nel finale sono riuscito a entrare nell’ultimo attacco sul Cauberg: purtroppo però il tratto finale in leggera discesa favoriva il gruppo all’inseguimento, e in volata mi sono trovato stretto fra due avversari proprio nelle ultimissime battute. Ma le volate sono così, e così è il ciclismo.” Certamente saprà trovare le parole giuste per il suo ragazzo il General Manager Claudio Corti, che ha assistito da vicino all’assalto del suo giovane talento: “Chaves ha corso molto bene, mettendo in mostra l’importante esperienza accumulata in questo primo anno fra i professionisti. Nel finale ha indovinato l’azione giusta, ma in quelle situazioni non è facile arrivare al traguardo, e lui è stato abile e scaltro nel conservare le energie giuste per giocarsi la volata. Il settimo posto di Bohorquez completa un ottimo risultato per la Colombia, e in generale conferma che il movimento colombiano continua a sfornare giovani di belle speranze.” Per Chaves adesso il mirino si sposta sul Lombardia – “una gara di grande prestigio e che mi piace moltissimo” – ma altre emozioni si attendono in casa Colombia dalla prova Elite di domani, con Fabio Duarte della Colombia Coldeportes a cullare il sogno di un nuovo iride, stavolta quello dei professionisti.
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