| 13/09/2012 | 00:00 Ci si consenta una precisazione, innanzitutto: le notizie sul Giro d’Italia 2013 che stiamo per divulgare devono per forza di cose godere del beneficio d’inventario. Il motivo è molto semplice: gli stessi organizzatori della Rcs stanno ancora plasmando il percorso rosa che verrà ufficializzato domenica 30 settembre a Milano, il giorno successivo al Giro di Lombardia. Perché una data così anticipata? Per due motivi: A) arrivare prima della concorrenza (Tour e Vuelta); B) approfittare dello stesso “Lombardia” per avere un parterre de roi, come avrebbe detto il grande e inimitabile Adriano De Zan. Insomma, nei prossimi dieci giorni Mauro Vegni, Michele Acquarone e Stefano Allocchio sottoscriveranno contratti che a tutt’oggi sono ancora da stipulare (in queste ore, tanto per essere chiari, il summit della Rcs sta definendo le tappe nel Sud Italia).
WEEK END Diciamo subito che sarà un gran bel Giro: non un gioco al massacro in salita e neppure una corsa sacrificata alle cronometro. Un Giro d’Italia che potrebbe piacere moltissimo a Vicenzo Nibali, ma il messinese sulla sua strada potrebbe trovare non solo la collaudata coppia Hesjedal-Rodriguez (1° e 2° nell’ultima edizione) ma anche i ritorni di Bradley Wiggins e di Cadel Evans (ultimi due uomini in giallo al Tour) nonché la novità Alejandro Valverde. Non ci sarà invece Contador, ma di questo parliamo a parte. In questa sede, comunque, non parleremo dell’intero Giro 2013 - per questo ci sarà tempo e modo - concentrandoci soprattutto sul penultimo week end di corsa, quello che riguarda il Nord-Ovest della Penisola.
NAPOLEONE Da Giuseppe Verdi all’Imperatore dei francesi: presumibilmente in data venerdì 17 maggio la Corsa Rosa dovrebbe affrontare la tappa che partirà da Busseto per affrontare nel finale lo strappo che porta a Cherasco, sede del famoso armistizio del 1796 tra la Repubblica Francese e il Regno di Sardegna, voluto personalmente da Napoleone. Prima dell’arrivo si transiterà nelle Langhe passando anche da Alba.
JAFFERAU Il giorno successivo il via sarà dato da Cervere (le due città cuneesi già protagoniste del Giro 2012 si sono scambiate partenza e arrivo) e il percorso entrerà nella provincia di Torino per transitare dal capoluogo e raggiungere Bardonecchia nell’alta valle di Susa. Dal grande centro invernale si salirà verso lo Jafferau, dove nel Giro ‘72 lo spagnolo José Manuel Fuente andò in fuga per essere raggiunto e superato dal Cannibale Eddy Merckx, che tornava alla corsa rosa dopo un anno di assenza (nel ‘71 aveva vinto lo svedse Gosta Pettersson) e reduce dai trionfi di Sanremo, Freccia e Gand.
GALIBIER Andiamo oltre, ri-sottolineando il “beneficio d’inventario” che tutta la nostra analisi comporta. Probabilmente la tappa domenicale sarà quella del Galibier, noblesse oblige, con arrivo in vetta salendo dal versante più duro, quello con Télégraphe e con transito da Valloire. Partenza da Cesana, discesa sino a Susa, salitona sulle orme degli elefanti di Annibale attraverso il Moncenisio discesa transalpina, quindi Modane e via a sinistra verso il Galibier.
RIPOSO Ecco il primo problema. Quando fare il secondo riposo? Teoricamente di lunedì, ma stando ai prospetti annunciati il primo giorno dell’ultima settimana sarà invece dedicato al rimpatrio con partenza da Valloire, quindi di nuovo sul Moncenisio e finale in circuito con salite attorno a Ivrea: sede d’arrivo nell’ex centro della Olivetti o a Lessolo. E fonti bene informate assicurano che il giorno successivo si partirà verso Bergamo dal Castello di Aglié, rifugio preferito del poeta Guido Gozzano e dove furono girati alcuni episodi de “La Freccia Nera” (1968), con Aldo Reggiani e Loretta Goggi, e di Elisa di Rivombrosa (2004).
SINTESI Del resto del percorso diremo presto, in attesa della presentazione milanese del 30 settembre. Ripetiamo che dovrebbe essere un Giro d’Italia sulla falsariga della spettacolare Vuelta appena conclusa, senza dubbio la corsa a tappe più entusiasmante di questa stagione (l’ottimo Vegni è stato recentemente proprio in Spagna, nel tentativo non riuscito di ingaggiare Alberto Contador per il 2013). Un Giro con una cronosquadre all’inizio, una cronometro individuale non lunga (a Milano) e un’altra intermedia concepita come cronoscalata. E poi salite inedite come la friulana Malghe del Montasio (primo traguardo della storia in una malga...), un arrivo a Erto ricordando le vittime del Vajont, un tributo a Tullio Campagnolo nella sua Vicenza, forse un altro a Felice Gimondi in quel di Bergamo, una capatina sul circuito dei Mondiali 2013 in quel di Firenze e probabilmente Cosenza come punto più basso. La partenza arcinota avverrà da Napoli sabato 4 maggio, la conclusione il 26 a Milano, come detto quasi sicuramente con una crono. Infine un retroscena: Vicenza si era offerta per una grande tre giorni finale, offrendo anche una cifra cospicua, ma i vertici amministrativi della Rcs hanno imposto l’epilogo a Milano. Anche per questo, il disegno definitivo che era stato già abbozzato ha subìto radicali modifiche ed è ancora in fase di realizzazione. Ci sentiremo prima del 30 settembre.
da «Tuttosport» del 13 settembre 2012 a firma Paolo Viberti
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