| 08/08/2012 | 13:43 Mancano ormai tre giorni al G.P. Camaiore di sabato prossimo 11 agosto. Sarà l’abbraccio della Versilia con il grande ciclismo. Un percorso variegato che dopo i primi chilometri lungo il circuito litoraneo di Lido di Camaiore, vivrà nei passaggi al Monte Pitoro e al successivo Monte Magno, i punti chiave di una corsa che ha sempre fatto dell’agonismo il proprio biglietto da visita. Non si vince per caso a Camaiore. Una prova impegnativa nella quale è difficile spuntarla a un carneade qualunque. In passato non sono mancate le sorprese, ma si è trattato quasi sempre di corridori emergenti che nel corso della carriera hanno avuto poi modo di dimostrare tutto il proprio valore. Come nel caso di Maxim Iglinskiy, trionfatore dell’edizione 2005 davanti all’attuale campione italiano Franco Pellizotti. «Ricordo ancora quel 2° posto – dice il “Delfino di Bibbione” -. Il G.P. Camaiore è una corsa molto impegnativa nella quale non ci si può affidare al caso. Penso di arrivarci con una buona condizione grazie alla recente partecipazione alla Vuelta Burgos. Una breve corsa a tappe che mi ha consentito di raggiungere un buon colpo di pedale. Sono supportato da un’ottima squadra che può disporre di varie alternative e al contempo, anche di gente in grado di svolgere importanti lavori di supporto». Un’altra pedina in grado di assumere il ruolo di jolly nella formazione del team manager Gianni Savio, potrà essere Fabio Felline. Il giovane e brillante corridore piemontese che la scorsa primavera ha avuto modo di assaporare la gioia del successo in un’altra prova molto impegnativa qual è appunto il Giro dell’Appennino. «Vengo da un lungo periodo nel quale mi sono allenato moltissimo in altura, correndo invece molto poco – sottolinea il giovane alfiere del team Androni Giocattoli che, come il capitano Pellizotti, ha disputato la Vuelta a Burgos -. Ho tanta voglia di far bene e, compatibilmente con quelle che saranno le strategie di squadra, non è assolutamente mia intenzione tirarmi indietro. Darò il massimo perchè raggiungere un grosso risultato in Versilia sarebbe davvero fantastico». Sarà dunque come consuetudine l’agonismo, il filo conduttore di una corsa destinata ad animarsi e a vivere il momento topico lungo i tornanti del Monte Pitoro. Un’ascesa di quasi tre chilometri sulla quale si danno sempre appuntamento folte schiere di appassionati. Una salita che fa registrare una pendenza media del 6,9% attraverso un dislivello di 203 metri, sulla cui sommità sarà posto il Gran Premio della Montagna che nel corso dei 7 passaggi assegnerà punteggi che andranno alla fine a stillare una speciale classifica che premierà il miglior scalatore di giornata.
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