SCHWAZER. «Andavo da Ferrari, ma l'Epo l'ho fatta da solo»

| 08/08/2012 | 12:37
Il doping entra nelle case degli italiani all'ora di pranzo con la conferenza stampa di Alex Schwazer ed è la prima volta che vediamo in diretta una scena di questo genere. È vero che Schwazer non è un ciclista, ma riteniamo interessante proporre le sue parole, in maniera asettica.

«Non avrei mi pensato di tenere una conferenza di questo tipo, ma sono qua per raccontarvi il mio errore. Cercherò di essere sincero con voi e spero siate corretti con me. Ho sbagliato, l'ho riconosciuto e lo riconosco ancora oggi. Alla fine dell’anno scorso, dopo tre anni difficili come atleta, dovevo prendere delle decisioni: con le Olimpiadi davanti, non sono più stato lucido, c’erano aspettative, pressioni, volevo tornare più forte di prima e non sono riuscito a dire di no alla decisione di doparmi».

TURCHIA. «Vorrei chiarire come sono andate le cose: ho scelto da solo di doparmi, non ne ho parlato con nessuno, né con la famiglia né con la mia fidanzata, né con altri. Era una cosa mia, se ne avessi parlato non sarei stato più capace di agire. Mi sono informato su internet - e vi assicuro che è possibile seguire tutta la procedura fino alla iniezione - sono andato all’estero, in Turchia, mi sono procurato l’epo in farmacia e sono ritornato. Era settembre del 2011, vevo con me 1500 euro che ho cambiato in lire turche, un farmacista di Antaliya mi ha dato quello che volevo senza farmi domande».

PULIZIA. «Prima non avevo mai fatto uso di sostanze dopanti: non è stato facile andare avanti, mi sono allenato come sempre. Il 13 luglio sono stato controllato a Obersdorf e dopo quel controllo ho iniziato a farmi iniezioni:
queste tre settimane sono state le più difficili della mia vita, perché psicologicamente per me è stata una mazzata, ogni notte non riuscivo a dormire perché sapevo che alle 6 poteva arrivare il controllo, ho dovuto mentire alla mia fidanzata. ho continuato ad allenarmi, mi sono ammalato, non sono un medico ma forse ho sbagliato. La rinuncia alla 20 chilometri? Ero ammalato veramente, non potevo affrontarla».
 
ULTIMA INIEZIONE. «Il 29 luglio mi sono fatto l’ultima iniezione, sono tornato a casa a prendere la tessera sanitaria e un paio di scarpe da gara, lunedì 30 hanno suonato a casa mia, sapevo che era il controllo, non avevo la forza di dire a mia madre di non aprire. Potevo saltare il controllo, ogni sportivo può saltarne due in 18 mesi senza avere problemi, ma non avevo la forza e non vedevo l’ora che finisse tutto. Sapevo che sarei risultato positivo, ho passato un’altra settimana incredibile in attesa del risultato. Adesso sono dispiaciuto, ho buttato via tutti questi anni, ma sono contento per il fatto che sia finito tutto e che posso fare una vita normale».

CAROLINA. «Non è stato facile mentire a Carolina, dirle che la medicina nel frigorifero era vitamina B12... Lei non sapeva niente, le sue scelte non c’entrano con la mia storia, ha scelto di saltare alcune gare del Grand Prix solo perché è in ritardo di condizione. Carolina è stata la prima a cui ho detto della positività, poi i miei genitori, poi i giornalisti e non ho nascosto nulla».

FERRARI. «Conosco il personaggio, ma non è vero che mi sono dopato per lui e che mi ha curato. L’ho contattato a fine del 2009, quando mi sono ritirato dai mondiali e non ero a posto, avevo voglia di una preparazione sensata, di nuove certezze. Nel 2010 mi sono gestito da solo e gli ho chiesto consigli tecnici, ma solo quelli e tutti i controlli dimostrano che ero pulito in quel periodo. Non ho più sentito Ferrari dall’inizio del 2011, quando ho scoperto tutto il casino con i ciclisti... Da Ferrari si va perché è un grandissimo preparatore: non è solo il doping che ti fa forte, per doparsi uno può andare dovunque, ma per avere certezze sull'allenamento ci vuole ben altro. Ferrari di marcia capisce come io di fiori, ma sa preparare al meglio un atleta per uno sport di endurance».

RISULTATI. «Spero che tutti i risultati dei miei esami antidoping vengano pubblicati, spero che ci sia qualcuno che li analizzi davvero e spieghi che non mi sono drogato, spero che qualcuno scriva che a Pechino ho vinto con l'emoglobina a 12,9, ero anemico e soprattutto ero pulito».

FEDERAZIONE. «La realtà in Italia è quella che il presidente della Federazione racconta bugie, ha detto che ero a Innsbruck... Nessuno mi ha aiutato».

SANZIONE.
«Ho sempre detto e ribadisco ancora una volta che chi si dopa deve essere squalificato a vita. E non cambio idea perché mi ci trovo dentro. Spero solo di riuscire ora ad affrontare la vita. Domani vado a Bologna, restituisco pistola e tesserino ai Carabinieiri. Voglio solo dire che se non ci fossero stati i Carabinieri, io a 8 anni non avrei potuto continuare a fare sport. I gruppi sportivi militari in Italia hanno un ruolo fondamentale, con la mia scelta so di aver deluso anche i Carabinieri, mi scuso e spero di poter andare avanti».
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COMMENTI
Testa rossa
8 agosto 2012 13:05 limatore
ok... sarà anche un grande allenatore, ma tanti che sono andati da lui sono risultati positivi. Partiamo anche dal presupposto che non sia stato lui a consigliare l'atleta all'uso dell'epo, ma un allenatore di un atleta di quel genere, se è bravo veramente, diventa l'organizzatore della tua vita, quindi come educatore fà veramente schifo.

ferrari...
8 agosto 2012 13:37 claudino
schifo nn fa lui, non ti cerca lui sono gli atleti che cercano lui! vai a tagliare la legna che e meglio!

l ha spiegato
8 agosto 2012 13:58 cocco88
l'ha spiegato tnt bene pozzato e oggi anche scwarzer... ferrari di marcia ci capisce ben poco quindi nn era il suo allenatore lui fa solo le tabelle per prestazioni sull endurance ...non facciamo passare glia atleti come vittime... sono loro che scelgono se prendere o no sostanze

alex
8 agosto 2012 14:49 AERRE56
per Alex

Confesso di essere stato uno dei primi ad avere accolto con rabbia e con un po' di soddisfazione la squalifica di Alex: nella mia vita da piccolo agonista ho praticato principalmente ciclismo e corsa su strada: due prestazioni atletiche simili, ma che oggi vedono il ciclismo come unico e solo occhio nel ciclone.

Quando mi resi conto di non farcela con le mie risorse andai a piegare lamiere, ma mi sforzo a favore di Alex. Complessa la sua vita, le sue relazioni personali, i media

domanda a Limatore
8 agosto 2012 15:34 ruotone
Chi sarebbero i clienti (ufficiali) di Ferrari, beccati all'antidoping?
Specifichiamo bene, perchè questo è il nocciolo del problema.
Prescindendo dalle carte processuali in cui si fecero i nomi di vari atleti, riportati poi nel dispositivo di sentenza, nessuno è stato trovato positivo (nemmeno il texano ufficialmente).
Questo è il vero problema.
Purtroppo continuiamo a dare addosso agli atleti ed ai corridori.
E diamo voce ai moralizzatori delle federazioni, gli stessi che facevano le emotrasfusioni ai ragazzi di 17 e 18 anni della 70 chilometri juniores e pagavano le consulenze al centro di Ferrara. Una volta testarossa era pagato direttamente dalle federazioni, oggi si triangola.
E testarossa continua a non essere nel casellario della Fci e delle altre Federazioni. Chissà perchè. Quanti testicoli di federali vari tiene tra le mani il dracula ossigenatore?

Benemerita?????
8 agosto 2012 16:08 velo
come verrà punito da parte del corpo dei Carabinieri, quello che più mi disgusta è la pubblicità in televisione, pensate a quanti giovani è entrato nella testa di mangiare e lui si faceva povero Alex!!!!!!
Ferrari di maratoneti ne capisce e come era allievo di Conconi a Ferrara

MAHHHHHHHHHHHHHHHHHH
8 agosto 2012 18:27 ewiwa
Resto allibito per un'altra cosa e non per la notizia di doping( solo gli ingenui e quelli in malafede possono credere nello sport pulito ...Anquetil docet mica io!!!) questo signore si vedeva in tv solo in occasione di qualche manifestazione o per alcuni spot pubblicitari ora che ha rovinato ben bene la sua vita sta dapertutto...mi sembra Alemanno dopo la neve a Roma......ma un po' di dignità e di silenzio andando dietro la ribalta in buon ordine quello no è?

I NOMI!!!!!!!!!!!!
8 agosto 2012 19:17 insella
Dalla questa storia comunque esce fuori che il Coni ha la lista dei Ciclisti seguiti dal Dott.Ferrari.Si tratta di nomi di corridori italiani di primissimissimo livello.Come sempre questo dimostra che colpiscono solo dove
vogliono colpire,per gli altri per il momento immunità.

Cose c'entra tutto questo con il ciclismo?
8 agosto 2012 22:37 Monti1970
Siamo su Tutto Bici o Tuttodoping? Qualch'uno può rispondermi?

Solidarietà
8 agosto 2012 23:09 pickett
Noi appassionati di ciclismo siamo abituati a sentire i corridori trovati positivi giurare di essere innocenti,parlando di complotti e di congiure.Ultimo caso,quello di Schleck al Tour.E qualcuno gli da pure retta,se é vero che c'é chi ha ancora il coraggio di dire che Pantani non s'era mai dopato.Onore a Schwazer per aver ammesso subito la sua colpa.Tra i ciclisti,se non ricordo male,l'unico a comportarsi così fu Camenzind.

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