| 01/08/2012 | 22:54 Ai Giochi Olimpici quello che contano sono le medaglie ma il quinto posto ottenuto oggi da Marco Pinotti, unico atleta azzurro in gara, ha comunque un sapore speciale. Il trentaseienne bergamasco di Osio Sotto, già in azzurro nella prova in linea di sabato, non partiva certo con il favore dei pronostici ma sui 44 km del percorso con partenza e arrivo dalla residenza reale di Hampton Court Palace ha saputo esaltare le sue doti di cronoman. Pinotti ha fermato le lancette sul tempo di 52’49”28 che vale la quinta piazza con un ritardo di 2’09”74 dal vincitore della medaglia d’oro Bradley Wiggins. A completare il podio troviamo il tedesco Tony Martin, argento, e l’altro britannico Chris Froome, bronzo. Quella di Marco Pinotti, specialista azzurro delle prove contro il tempo al debutto olimpico nella specialità, è stata una prova in crescendo. 8° al primo rilevamento cronometrico Pinotti è andato in progressione transitando 7° al passaggio dei 18.4 km, 6° al rilevamento dei 29.9 km per concludere poi la sua prova 5° a soli 11” dal quarto posto dell’americano Tylor Phinney, a poco più di un minuto dalla medaglia di bronzo di Froome, mettendosi alle spalle giganti del cronometro, già campioni del mondo della specialità, come l’australiano Michael Rogers, lo svizzero Fabian Cancellara, tra i favoriti della vigilia sicuramente penalizzato dalla caduta nella gara i linea di sabato, e il tedesco Bert Grabsch. “Sono molto felice, ci credevo di potere fare una grande crono, il quinto posto forse non me lo aspettavo però per me questo risultato non è completamente una sorpresa. Sapevo di stare bene, sabato nella corsa in linea non mi sono risparmiato, avevo speso molto stando in fuga per molti chilometri, però ho recuperato bene” spiega Marco Pinotti. “Sono uscito con una buona condizione dal Tour of Austria, dove ho vinto una crono, poi ho fatto il Tour de Pologne e i test effettuati contro il cronometro dopo la corsa a tappe polacca mi avevano dato buone indicazioni, sapevo di potere disputare una buona crono qui a Londra e ci sono riuscito. Il percorso mi piaceva ed era adatto alle mie caratteristiche. Ho cercato di gestirmi non sono partito a tutta ma ho cercato di spingere in progressione, sentivo che le gambe giravano bene e così nel finale ho dato il massimo.”
“Sono contento per Marco” dice il C.T. Paolo Bettini, “anche se non è arrivata la medaglia questo è un risultato molto importante per lui e per l’Italia. Sapevo che si sentiva bene e che aveva preparato con dedizione e impegno questo appuntamento. L’obiettivo era un piazzamento tra i primi dieci ma con una buona prova poteva starci qualcosa in più e così ha fatto riuscendo ad entrare tra i primi cinque della classifica, mettendosi alle spalle atleti importanti di questa disciplina.” Un risultato quello di Pinotti che serve da esempio per le nuove generazioni del ciclismo azzurro e che sottolinea l’importanza del lavoro che la Federazione Ciclistica Italiana ha intrapreso, attraverso il lavoro dei tecnici federali e dello staff tecnico del Settore Studi della FCI, portando il settore giovanile a investire sempre di più nella specialità della cronometro, così come nella pista, nell’ambito della multidisciplinarietà finalizzata alla formazione degli atleti.
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