INTERVISTA. Giacomo Nizzolo, il vero re di Vallonia

| 01/08/2012 | 14:21

Giacomo, re di Vallonia. Titolo e attacco un po’ scontato ma perfetto per celebrare la prima vittoria da professionista in una corsa a tappe per il brianzolo di Calò Giacomo Nizzolo che la scorsa settimana ha dato una svolta alla sua seconda stagione coi “big” aggiudicandosi una tappa e la classifica generale del Giro di Vallonia. Una vittoria sul filo dei secondi (solo uno lo ha diviso da Gianni Meersman) e dei centimetri. Ne bastava qualcuno in più al belga nell’ultima volata per mettere le sue ruote davanti a quelle di Danilo Napolitano e scavalcare proprio Nizzolo in classifica per il gioco degli abbuoni. Ora Giacomo è in Brianza, si è riportato a casa anche la maglia gialla da leader. Non è come quella del Tour ma per il 23enne della Radioshack è un bel punto di partenza. Come si difende una manciata di secondi nella classifica generale in tappe in cui sai che poi ti giochi tutto in volata e con gli abbuoni? Quale strategia avete utilizzato? Quali i consigli del vostro direttore sportivo? Lo scenario migliore era quello di far uscire una fuga. C’erano tre traguardi volanti nell’ultima tappa e l’obiettivo era quello di far portar via gli abbuoni. Alla prima volata ho fatto terzo guadagnando un altro secondo, poi una fuga ci ha risparmiato un po’ di lavoro. Comunque serve sempre massima attenzione, lo stress mentale è al top. Non dimentichiamoci che per me era la prima volta da leader, avevo la squadra a disposizione e bisognava star sempre davanti con un dispendio di energie incredibile. Offrirai una cena a Danilo Napolitano? La sua vittoria nell’ultima tappa davanti a Meersman è stata cruciale per il successo. E’ stata una volata particolare, te eri lì vicino, cos’hai visto? Ho provato a vincerla. Mi sono un po’ sopravvalutato, le gambe non erano fresche, l’ultimo giorno ero stanco ed ero anche reduce da un mesetto di stop. Sono partito lungo, sulla ruota di Napolitano. Meersman era in rimonta, mi ha superato e dopo il traguardo ha alzato le braccia in segno di vittoria. Per qualche secondo mi è caduto il mondo addosso e ho pensato di aver perso la maglia. E’ stato proprio Danilo a rassicurarmi di avere vinto lui. La classifica generale era salva… Hai anche vinto una tappa, la terza, com’è andata? C’erano salite, siamo rimasti davanti in una trentina, l’unico velocista a resistere sono stato io. Ho impostato la mia volata classica partendo ai 250 dall’arrivo e non ho avuto avversari. Un paio di anno parlasti proprio a L’Esagono del tuo desiderio di diventare corridore più completo. Eccoti qui! E’ vero e non mi aspettavo di migliorare così velocemente in questo senso. Ma non ho voluto esagerare in salita, il mio spunto veloce non voglio assolutamente perderlo. Se voglio vincere qualche corsa è fondamentale mantenerlo. Com’è andata quest’anno? Ho concluso il Giro d’Italia, era la prima volta che lo facevo e finirlo era il mio obiettivo. Si riparte da qui per le prossime partecipazioni. Ho fatto anche un terzo posto nella tappa di Frosinone e qualche altro piazzamento. Programmi futuri? Da lunedì prossimo prenderò parte all’Eneco Tour, poi la classica di Amburgo e Plouay dove mi piacerebbe cercare qualcosa di importante…


da il settimanale L'Esagono, Roberto Sanvito


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