OLIMPIADI. I ciclisti marocchini dispensati dal ramadan
| 27/07/2012 | 15:26 Tra gli atleti che stasera sicuramente non rimarranno a lungo alla cerimonia inaugurale della XXX edizione delle Olimpiadi a Londra, i Ciclisti, impegnati fin da domani mattina nella prova su strada di 250 km. Tra questi, ulteriore problema per quelli di religione musulmana, che si trovano a gareggiare in pieno Ramadan (quest'anno dal 20 luglio al 18 agosto) con l'obbligo quindi di astenersi dall'alba al tramonto dal bere, mangiare, fumare ed avere rapporti sessuali (queste ultime due attività, ad onor del vero, non eccessivamente praticate durante gare in linea...). Per evitare di correre i 250 km di gara sul circuito londinese (che misura 15,6 km da ripetere 16 volte) senza borracce, crostate e barrette energetiche il Marocco con la Féderation Royale Marocaine de Cyclisme, che alle Olimpiadi schiereranno la Nazionale con tre corridori (Tarik Chouafi 26 anni, Adil Jelloul 29 anni e Mouhsine Lahssaini 27 anni), hanno chiesto al Ministro per gli Affari Islamici di Rabat che venisse emessa una Fatwa... "In Occidente si associa spesso erroneamente ed esclusivamente il termine fatwa come sentenza di condanna a morte della comunità islamica verso una persona (si ricordi quella del 1989 contro lo scrittore Salman Rushdie); molto più semplicemente invece la fatwa è un'opinione che si chiede ad un'autorità musulmana, nel caso della Federciclismo marocchina al Ministro per gli Affari Islamici" spiega il presidente della Federazione Mohammed Belmahi. "La fatwa richiesta per i Ciclisti marocchini che correranno alle Olimpiadi è il permesso in Ramadan di alimentarsi durante gli allenamenti precedenti e i 250 chilometri di gara di domani. Il Ministro l'ha concessa a patto che i tre Ciclisti recuperino successivamente le giornate di preghiera e digiuno..." L'anno scorso in preparazione dei Campionati del Mondo su strada di Copenaghen, fu anche richiesta una fatwa per gli allenamenti in vista della gara del 25 settembre ma il Ministro, forse poco esperto di carichi di lavoro e preparazione ciclistica, non la concesse considerando la fine del Ramadan 2011, sufficientemente distante dal Mondiale (26 giorni). Risultato: ritiro di tutti e 5 i corridori marocchini. Per evitare la stessa sorte anche alle Olimpiadi di Londra, questa volta il Ministro ha interpretato il Corano in modo decisamente più "Cycling - friendly"...
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