VAM. Qualche riflessione sui valori altissimi di Froome

| 27/07/2012 | 08:56
Come accade spesso durante i grandi giri come al Tour de France quando si arriva alle Alpi o ai Pirenei, oppure si scalano le salite storiche, inizia la battaglia per calcolare la velocità ascensionale media (VAM) oppure stimare la potenza che i corridori hanno sviluppato.
La diffusione dei misuratori di potenza utilizzati in corsa e in allenamento rende possibile “vedere” ciò che succede realmente in corsa...
Qualche atleta pubblica i risultati sui blog, qualcuno ne lascia intravedere i dati su twitter; qualche altro li mostra e ne discute solo col proprio allenatore. Certo è che la battaglia dei numeri a volte sfocia in vere e proprie lotterie... e chi non è avvezzo a certi termini o procedure di calcolo prende per vero tutto quello che viene scritto.

Bisogna precisare alcune cose. Primo, misurare è diverso da stimare. Ciò significa che ogni calcolo fatto per stimare la potenza che viene fatta da un corridore in salita può contenere errori più o meno grande in dipendenza di una moltitudine di variabili.
Per esempio la VAM, - acronimo di velocità ascensionale media - misura in quanto tempo si è coperto un dislivello in un tempo predeterminato (1 ora) ma pochi sono a conoscenza del fatto che questo parametro permette di confrontare tempi di salita riferiti alla stessa salita (ipotizzando l’effetto del vento e dell’altitudine trascurabile).
Se confrontiamo le VAM di due salite diverse questo parametro andrebbe corretto con dei fattori per rendere la salita “simile”. Per esempio se percorro una salita di 10 km con un dislivello di 500 mt (pendenza media 5% circa) in un tempo di 25’ alla velocità media di circa 24 km/h, la mia VAM sarà di 1200m/h. Se invece copro lo stesso dislivello di 500 m su una distanza metà della precedente, ossia di 5 km, la pendenza media della strada raddoppia e va al 10%: mantenendo il tempo di 25’, la mia velocità media al contrario si dimezza e scende a 12km/h circa. Il computo della sola VAM non ci permetterebbe di confrontare la prestazione su queste 2 salite perchè - risultando la VAM identica - chi legge sarebbe portato a valutare la difficoltà delle 2 salite allo stesso modo (mentre chi ha provato a farle pedalando sa che non è così).
Nella salita più lunga infatti la difficoltà sarebbe maggiore, poichè la velocità media di percorrenza più alta comporta un “costo aerodinamico” maggiore rispetto alla salita più breve ma più pendente.
Infatti sulla prima salita lo stesso atleta (trascurando il vento e l’altitudine) dovrebbe salire a circa 300 W di media contro i 250 W di media circa della seconda.
Se ragioniamo in termini di potenza, questa differenza di 50W sarebbe “compensata” da una VAM pari a circa 1460 m/h (ed un dislivello di 610 m rispetto ai 500 m coperti e quindi circa 110 m di dislivello coperti in più, corrispondenti ad una salita del 12% circa di media).

Ho tralasciato, o meglio, ho trascurato l’effetto del vento e dell’altitudine perchè - a parità di velocità di percorrenza e di VAM - se ho vento a favore o contro il costo in termini di potenza sviluppata può essere molto, molto diverso.

Un altro punto importante da chiarire nella giungla dei calcoli è che bisogna sempre tenere conto del tempo di percorrenza di una salita. Anche quest’anno ci siamo spaventati quando abbiamo visto che un atleta del Team SKY, nella fattisp ecie Froome, corridore fino alla Vuelta dell’anno scorso snobbato o sconosciuto, ha addirittura superato Contador (Verbier - 2009) in termini di VAM nella scalata alla Planche de Belles Filles durante la 6^ tappa del Tour: ha fatto per 16’ circa una potenza di 440 W (stimata?) che per il suo peso dovrebbe corrispondere a 6,3-,6,5 w/kg (indico un range ampio perchè anche sul peso di un atleta ognuno dice la sua).
Certamente, data la pendenza della salita, possiamo pensare che l’effetto della resistenza dell’aria dovuto alla velocità possa essere trascurabile e quindi la stima dovrebbe essere più vicina alla realtà... Bene, anche se lo fosse, se questa potenza fosse di 6,5w /kg, come già accaduto per Contador in quell’anno è sembrato un allarme rosso, ma se pensiamo che un atleta scalatore di ottimo livello ha una potenza alla soglia anaerobica di circa 6-6,2 W/kg e questo livello di potenza, per definizione fisiologica della soglia anaerobica, dovrebbe potersi mantenere per tempi di circa 30-45’ (qualcuno ipotizza anche vicino ad un ora poichè poi piccole diminuzioni di potenza permettono di allungare i tempi a cui si riesce stare a quella potenza per tempi relativamente più lunghi) non è impensabile quindi che per soli 16’ un atleta, nel finale di una tappa dove punta alla vittoria, possa tenere una potenza più elevata che alla soglia... anzi mi stupirei del contrario, pur rimanendo in valori fisiologici “normali” e senza dare adito a sospetti di alcun genere.

Andrea Morelli
biomeccanico e metodologo dell'allenamento del Centro Mapei Sport

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COMMENTI
Ciclismo truccato
27 luglio 2012 09:32 venetacyclismo
Ma possibile che non vi siete ancora accorti che questo ciclismo non è veritiero, si il gruppo è migliorato, non esistono più porcherie, si va puliti ma non tutti, non quelli che sono protetti .
Direte protetti da chi? semplice da quando tutto il movimento si è messo nelle mani dell'UCI con questo passaporto biologico, valido se fosse rispettato, ma loro possono decidere chi far vincire, a chi dare un po' di libertà, ma pensate che quel po' ora fa la differenza e la libertà viene data al team che più investe denaro, a chi mette soldi in cassa....brutto vero...io penso sia così e questo ciclismo non mi piace più.
Gli intoccabili l'UCI , si stanno riempendo le casse e in quanti che ci mangiano. Ma avanti così, tutti zitti

Grazie Morelli
27 luglio 2012 11:20 ilNik
Anch'io, come "venetaciclismo" penso che il duo sky vada troppo forte da troppo tempo. Un picco di forma simile nemmeno Armstrong (!) riusciva a mantenerlo per tanto tempo... ma le spiegazioni di Andrea Morelli, che ritengo un esperto di fisiologia e metodologie di allenamento, mi bastano per credere nelle possibilità di Froome. Il dubbio mi rimarrà, ma non posso dire ad un tecnico il cui lavoro di ogni giorno è di stare a contatto con gli atleti, di aprire gli occhi e di vedere il marcio che per qualunquismo "credo" ci sia. Temo molto che ci sia qualcosa...ma fino a prova contraria devo applaudire. E bravo Froome! Continua così per molti anni a venire, altrimenti...

Good save the Queen!!!
27 luglio 2012 17:19 gipi66
D'accordissimo al millesimo con Venetacyclismo!! Olimpiadi a Londra con un esponente iridato, uno in maglia gialla a rappresentare la Regina e......il più grande brodcast mondiale. Sono convinto che tra qualche anno, quanto tutto svanirà, usciranno gli altarini.

Se pensate tutto questo
27 luglio 2012 22:46 Monti1970
Perche non smettete di seguire il ciclismo. E poi perché l'uci dovrebbe difendere SKY? In passato anche mapei ,mercatone uno,festina,Telecom,ecc.spendevano tanti soldi ma sono state rovinate lo stesso dal doping e mai difese dal uci

Tutta invidia
28 luglio 2012 01:15 Monti1970
La verità è che inglesi e australiani,negli ultimi 10anni,hanno investito tanti soldi e tanto tempo nel ciclismo e adesso si vedono i risultati. Noi italiani invece abbiamo campato sugli allori,ed infatti in pochi anni il movimento è più che dimezzato

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