TOUR. Ancora i Pirenei, l'ultima occasione per Vincenzo

| 19/07/2012 | 00:03
Ultima tappa di montagna in un Tour avaro di grandi salite. Ultimo arrivo in salita in un Tour che ne prevedeva solo tre, uno sui Vosgi, uno sulle Alpi e uno sui Pirenei.
Si parte da Bagneres de Luchon e si arriva a Peyragudes, poco più che un resort di montagna che domina la sede di tappa di ieri. La distanza fra arrivo e partenza è infatti di soli 17 km. Ma i ciclisti ne faranno ben di più: 143 per l'esattezza, con un gpm di hors categorie, due di prima, uno di seconda e uno di terza.
Si inizia subito forte, con la vetta del Col de Mentè (ascesa di 9.3 km al 9,1%) a soli 27 chilometri dal via. Sulla carta è la più dura di giornata, oggi servirà a far andare via una fuga e a scremare il gruppo.
Dopo una lunga discesa, due gpm minori e lo sprint intermedio a Loures-Barousse, ecco il Port de Bales. La salita dove Andy Schleck ha perso il Tour 2010 (salvo poi riprenderselo a tavolino) per il famoso salto di catena, verrà affrontata dal versante di Ferrere e potrebbe essere utilizzata da chi vuole lasciare il segno nella storia di questo Tour. La vetta, posta dopo 11.7 km di strada che sale al 7,7% è a 32 km dal traguardo, troppi se fossero tutti in discesa e pianura, ma così non è.
Infatti, dopo essere scesi fino a Saint-Aventin, i corridori si troveranno di fronte all'ultima asperità di questo Tour: nove chilometri e mezzo per arrivare di nuovo sul Col de Peyresourde (da un versante più duro di quello di ieri), seguiti da tre di discesa e da altri altri tre a salire. Il gpm è posto sulla linea del traguardo, anche se l'ultimo chilometro è in pianura.
Nel complesso, considerando i tre km di discesa e l'ultimo pianeggiante, la pendenza media degli ultimi 15 km è del 5,1%.
Sembra poco, ma in questo Tour per cronoman deve diventare molto, se non si vuole lasciare la Grande Boucle a uno specialista contro il tempo.

da Bagnères-des-Luchon, Francesco Cerruti
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COMMENTI
Vincenzo NIBALI
19 luglio 2012 11:31 Melampo
In bocca al lupo, ragazzo ...

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