GIRO. Mortirolo e Stelvio, gli ultimi giudici. Segui il LIVE

| 26/05/2012 | 08:44
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È questo, nel disegno del Giro d'Italia 2012, il classico “tappone” infarcito di difficoltà che dovrebbe chiudere la partita. La partenza avviene da Caldes, in Val di Sole e subito si presenta il passo del Tonale, G.P.M. 2a cat., discesa su Ponte di Legno, Edolo, salita verso l’Aprica, località molto nota per il ciclismo G.P.M. 3a cat., Teglio, patria dei gustosissimi pizzoccheri, altro G.P.M. 3a cat., a Poggiridenti, legata ad una nota corsa per dilettanti, Chiuro, Tirano e quindi, al bivio di Tovo di S.Agata, inizio dell'ascesa al Mortirolo per un versante inedito. La scheda recita: altitudine m. 1718, 1a cat. G.P.M., km. 11,4 di salita, dislivello 1203 metri, pendenza media 10,5% con punte, per la massima, del 22%. Un mito che ritorna per i “fedeli del Mortirolo” fra i quali, in prima fila, autorevoli firme di Tuttobici... Un mito che, nella circostanza, si deve misurare con un altro mito, sua maestà lo Stelvio percorso dal lato lombardo, da Bormio che ai numeri del Mortirolo oppone i suoi: altitudine m. 2757, lunghezza km. 22,4, dislivello m. 1548, pendenza 6,9% la media con la massima al 12%. Due miti con il rischio - speriamo di no - che uno cannibalizzi l’altro. Lo Stelvio, aldilà dei ben più nu­merosi passaggi, è stata sede d’arrivo nel 1965 con vittoria dello spezzino Graziano Battistini, nel 1972 nella brevissima frazione con partenza da Livigno, soli 88 chilometri, show del minuscolo spagnolo José Manuel Fuente che precede di 38” il connazionale e coéquipier Galdos con Merckx, terzo, a 2’05” che riesce comunque a difendere assai agevolmente, senza rispondere alle stilettate dello scatenato spagnolo, la maglia rosa che porterà poi fino a Milano. L’ultimo arrivo in cima allo Stelvio è del 1975 con l’avvincente duello, testa a testa, fra Fausto Bertoglio e lo spagnolo Francisco Galdos. La tappa partiva da Alleghe ed il Giro d'Italia si concludeva proprio in cima allo Stelvio. Il corridore bresciano, in maglia rosa, rimase incollato alla ruota di Galdos - secondo nella generale a soli 41” - rispondendo a tutti gli scatti dello spagnolo, non mollando mai. Un duello vissuto con il fiato sospeso da tutti gli appassionati con la vibrante ed emozionante radiocronaca in diretta di Radiorai. All’epoca, per conseguenza dell'austerity seguita alla grande crisi petrolifera del ‘73, le trasmissioni televisive erano diffuse solamente in differita. Comunque l’audience e l’indice di gradimento erano altissimi. Speriamo che i protagonisti di oggi sappiano regalarci emozioni altrettanto intense. Il terreno c’è, eccome.
Anche oggi saremo in postazione per raccontarvi la tappa: seguiteci.
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