ATTACCHI & CONTRATTACCHI. Complimenti per lo spot

| 22/05/2012 | 19:14
di Cristiano Gatti


Se non altro non dicono più che “il Giro è ancora lungo”. Se ne sono accorti che il Giro s’è accorciato, come in un lavaggio sbagliato. A forza di dire domani, sono rimaste tre tappe. Mamma, mi si è ristretto il Giro. Michele Scarponi, uno dei più diretti, lo dice papale papale: “Non possiamo più stare a ruota. Chi vuole vincere, domani deve muoversi. Anche perché domenica il Giro finisce”.
E meno male che la ricreazione è davvero finita. E’ durata pure troppo. Non è mai durata così a lungo. E il peggio, in coda. Prima di (ri)mettersi al lavoro sulle Dolomiti, il gruppo lancia in mondovisione un memorabile spottone, proprio quello di cui ha bisogno il ciclismo in quest’epoca di ricostruzione e di rilancio. Negli ultimi dieci chilometri si contemplano le immagini più surreali. La maglia rosa Rodriguez veste i panni del buffone per mimare scenette da cabaret. Il motocronista De Luca testimonia che in coda “i corridori pedalano serenamente, scambiandosi qualche chiacchiera”. Davanti, pure peggio: prima dello strappetto finale, si vedono i fidi gregari definire a favore di telecamera un’andatura gradevole, hai visto mai che magari qualche capitano si affatichi nel giorno di riposo supplementare.
La storia del Giro è piena zeppa di belle scenette folkloristiche, taglio umano. Ma nelle tappe di trasferimento. Ma quando mancano 150 chilometri all’arrivo. Gente che mangia ghiaccioli nelle giornate afose, gente che saluta la mamma con la manina in video, gente che si attacca alla sella dell’avversario per sfotterlo un po’. Cose piacevoli e divertenti, queste sì innocenti e persino edificanti, che trasformano il ciclismo in un bell’ambiente di varia umanità. Ma un conto è vederle in certi precisi momenti, a certe particolari condizioni, un altro è sorbirsele nel finale di una tappa comunque montana.  
Con tutto il bene che voglio ai corridori, non credo che lo spettacolo di Falzes possa passare alla storia come momento di grande promozione pubblicitaria. Può darsi che mi sbagli io, che la faccia troppo lunga. Però credo davvero ci sia un limite. Avanti di questo passo, giocando e scherzando, finiremo sullo Stelvio con lo schiaffo del soldato.

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COMMENTI
dico la mia
22 maggio 2012 19:49 AERRE56
gatti, qualche volta sto con te. questa è una di queste.

io

Memorie...
22 maggio 2012 20:20 cargoone
Concordo a pieno con il sig. Gatti, aggiungo anche che in questo giro, difficilmente ci si ricorderà delle prime 14 tappe, se non per cadute e percorsi al limite della follia ( relativamente ai finali in volata degni di corse per esordienti non per gente che va a 70 all'ora), l'unica perla resta quella di Rambo, che resterà indelebile!!!

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