FIGURE e FIGURINE. La solitudine dei fratelli primi

| 13/05/2012 | 19:28
di Angelo Costa


«Fai la valigia, vai al Giro». E’ il castigo che Frank Schleck si è visto infliggere pochi giorni prima del via della corsa rosa. Stava spingendo la figlioletta sull’altalena, fin qui una delle sue migliori prestazioni stagionali, così ha pensato a uno scherzone. Nemmeno l’arrivo del biglietto aereo lo ha convinto: «Non ci casco: vogliono che corra in Italia e mi spediscono in Danimarca…». C’è da capirlo: doveva dedicarsi solo al Tour, poi il malanno di un compagno lo ha catapultato in Italia. Dove i suoi dirigenti gli hanno ricordato che spesso nel ciclismo l’ultimo arrivato è il primo ad arrivare, come al Giro è successo a Contador: avrebbe preferito correre con dieci chili di zucchine sulla schiena.
In realtà, la presenza del vecchio Frank al Giro nasconde un altro obiettivo: i suoi tecnici vogliono tenerlo lontano dal fratellino Andy, col quale forma l’unica coppia di gemelli siamesi al mondo che non sono nati nello stesso giorno. Inseparabili: anche nelle difficoltà o quando è l’ora di far pipì. Al punto che in corsa chi dei due va avanti sembra sempre aspettare l’altro: più volte è capitato di vederli rientrare in albergo col torcicollo. Rare le occasioni in cui ognuno è andato per proprio conto, cosa che non capita nemmeno quando entrano al supermercato. Al Tour di un anno fa, a Andy è riuscita l’impresa sull’Izoard solo perché Frank via radio gli ha urlato continuamente ‘vai’. Era un incitamento: il piccolo Schleck l’ha preso come il permesso di muoversi da solo.
Nel suo solitario viaggio lungo la Penisola, il maggiore degli Schleck non pensava di trovarsi così bene: badare a se stesso lo sta aiutando a ritrovarsi. Va in difficoltà solo quando gli chiedono se gli manchi qualcosa per poter vincere il Giro: è come ricordargli che il fratellino è a casa da solo. Magari smarrito per l’assenza del maggiore: chissà come se la cava ai fornelli, se dorme bene, se tiene in ordine l’armadio. Per non soffrire la lontananza, Frank qui non guarda nemmeno le cartine della corsa: così non ha idea di quanto sia ancora lungo il viaggio. «Lo so che non va bene, ma se sarò ancora in classifica prima delle montagne manderò qualcuno di mia fiducia avanti», promette. Su chi sia la sua personalissima spia per rivelargli percorsi e salite gli scommettitori non accettano quote.


La frase della settimana. «Un grande sponsor è in arrivo nel ciclismo: la Vinavil» (Beppe Conti, opinionista Rai, s’inventa una proposta per svegliare un Giro in cui nessuno attacca).

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COMMENTI
13 maggio 2012 20:08 foxmulder
Fantastico! Complimenti a Costa. Mi sono smascellato. L'unica cosa triste è che è tutto vero ;-)

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