Nel Giro più virtuale di sempre, con un occhio a twitter e l’altro a facebook, è virtuale anche la madrina. Di Giorgia Wurth, attrice bella e solare con un cognome ideale per sponsorizzare i gran premi della montagna, si vedono immagini, si leggono interviste e stop. Al momento è una presenza immaginaria: per dirla come si usava ai tempi in cui ogni cosa aveva il suo nome, brilla per la sua assenza. Chi l’ha preceduta in questo particolare ruolo sportivo, non certo adatto a tutti (l’onnipresente Pino Insegno, almeno a madrina del Giro, non può candidarsi) aveva fatto un pelo meglio: a Torino e Milano, per aprire e chiudere la scorsa edizione, Cristiana Capotondi si è mostrata live, come piace dire alla new generation in rosa. Della Wurth, altro termine molto niù e adatto ai giovani (forse è stata scelta proprio perché si sposa bene con app e tablet), non c’è invece traccia in Danimarca: per ragioni che non sono state comunicate, o solo per far lievitare l’attesa, qui si esibisce una sua controfigura locale. La Wurth si limita a mandare messaggi a reti unificate, tutti sui canali targati Gazzetta: l’ultimo è che lei ama la bici da corsa, ma sogna il tandem. Qualche ciclista l’ha inteso come un invito: finito il Giro, proverà a darsi alla pista. Senza una vera madrina, ha mosso i primi passi la nuova maglia rosa. Più fortunata rispetto ad altri simboli: in tempi in cui il ciclamino sbiadisce in rosso e il verde in azzurrino, almeno il suo storico colore è riuscito a conservarlo. Ma neppure il vessillo più ambito della corsa è sfuggito al logorio di questa vita ultramoderna: accanto al marchio dello sponsor compare da quest’anno l’inevitabile uccellino del social network, decisamente più invadente di quello di Del Piero. I migliori ‘cinguettii’ inviati nei mesi scorsi dagli appassionati e dagli stessi corridori sono stati posizionati sugli estremi della maglia: il guaio è averli scritti su una striscia fucsia che sta al rosa come il carrello dei bolliti in una corsia d’ospedale. Un vero e proprio cazzotto allo stile italiano, universalmente riconosciuto. Un piccolo sgarbo a una corsa che non passa mai di moda. Sta a vedere che Giorgia Wurth ha rinunciato al viaggio di Danimarca per non dover indossare un capo del genere.
La frase del giorno. ‘E’ un Giro che si può vincere in un giorno solo’ (Gilberto Simoni, ex ciclista, dimentica che a lui è capitato di perderne in una tappa sola).
Sulle spalle dell'israeliano Itamar Einhorn la prima maglia gialla del Tour du Rwanda: verdetto in capo ad uno sprint perentorio. I 176 km che portano da Rukomo a Rwamagana iniziano in una specie di stadio naturale dove la gente si assiepa...
Tripletta in grande stile! Jonathan Milan ha vinto in volata anche la settima e ultima tappa dell’UAE Tour 2026, la Zayed National Museum - Abu Dhabi Breakwater di 149 km. Il gigante friulano della Lidl Trek ha preceduto ancora una...
Ore di apprensione per l'ex professionista costaricano Andrey Amador, oggi selezionatore della nazionale del suo Paese. I medici della nazionale di ciclismo confermano che Amador è ricoverato in gravi condizioni presso l'ospedale Calderón Guardia in seguito ad un incidente stradale....
Dopo una carriera lunga 19 anni nella quale i successi importanti sono stati molti, Geraint Thomas ha trovato la sua nuova identità nel gruppo e dal primo gennaio è diventato direttore delle prestazioni nella sua Ineos Grenadiers. Venerdì quando Ganna...
Ciclisticamente parlando non ha ancora un nome, anche se Andrea Raccagni Noviero ne ha in verità ben tre. È un ragazzo di 22 anni, appena compiuti (il 26 gennaio scorso), ma il suo nome e i suoi cognomi si stanno...
Due su due. Le volate della Volta Algarve hanno un solo padrone: il francese Paul Magnier. Il ventunenne della Soudal-Quick Step ha battuto a Lagos il belga Meeus, già secondo alle sue spalle nella prima tappa a Tavira. «Mi sento...
“Atmosfera, nacchere e mantiglie, sul giradischi va Anema e core, cui gli spagnoli sono molto affezionati. I tori sono, tra gli spagnoli, quelli che praticano più sport. Le ricchezze della Spagna sono l’arena e la rena: Torremolinos costa meno di...
Prosegue nel segno della continuità e dei risultati la stagione del Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone. Alla 39ª Firenze-Empoli è arrivato il primo podio del 2026 grazie al 2° posto di Alessio Menghini, al termine di una gara interpretata con...
Pierre Barbier, approdato in questa stagione alla Terengganu Cycling dopo due anni alla Wagner, ha vinto il Grand Prix Alaiye corso ieri in Turchia. Il francese classe’97 ha avuto la meglio su Mustafa Tarakcı e Ramazan Yilmaz, entrambi tesserati per...
La novità di quest’anno dell’edizione n. 64 del G.P. La Torre sulle colline delle Cerbaie nel comune di Fucecchio in programma oggi. domenica per élite e under 23, ed allestito dalla locale Unione Ciclistica nata nel 1949 e dalla famiglia...