VERSO IL FIANDRE. Tafi e un'emozione indimenticabile

| 29/03/2012 | 14:41
A dieci anni di distanza dalla conquista del Giro delle Fiandre, Andrea Tafi ha ripercorso quel giorno così importante della propria carriera ai microfoni del programma di Radio Manà Manà Sport “Ultimo Chilometro”, affermando: «tra le tante vittorie che ho avuto in carriera, senza nulla togliere alle altre, le più importanti sono quelle ottenute al Fiandre, alla Roubaix e al Giro di Lombardia: ho sempre sognato di vincere la Roubaix fin da quando ero bambino, ma per la suspance che si era venuta a creare quel giorno la vittoria al Giro delle Fiandre del 2002 è stata la più sofferta e quella che ricordo con maggiore affetto. Quella vittoria è stata particolare perché al mattino noi della Mapei avevamo fatto la riunione con il direttore sportivo Serge Parsani e io non figuravo tra i capitani: durante la corsa, però, ho attaccato per fare selezione e il gruppo non mi riprendeva più, allora Parsani mi ha dato il via libera per proseguire la mia azione, e così ho vinto. E’ stato un successo che non speravo di raggiungere per il fatto che non partivo da capitano, ma alla fine sono riuscito a conquistare questa vittoria che ricorderò sempre».
Tafi ha anche commentato il nuovo percorso del Fiandre, orfano del Grammont: «il Giro delle Fiandre senza il Grammont è come la Sanremo senza il Poggio, viene privato di uno dei punti più importanti, però è anche vero che una corsa come il Fiandre non perderà comunque il fascino e resterà sempre durissima. Per il 17 Giugno, però, in accordo con il sindaco della località, ho organizzato una gara ciclistica dove gli amici potranno venire a pedalare proprio su questo storico muro del Giro delle Fiandre».
Infine, l’ex corridore ha espresso un parere su chi potrà essere il vincitore di domenica: «giustamente tutti prevedono un duello tra Boonen e Cancellara, ma io voglio mettere tra di loro anche Alessandro Ballan, perchè è un ragazzo che merita fiducia».
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