DOPING. Zavaglia:«Caro Ghisalberti questo non è doping genetico»

| 22/03/2012 | 15:10
Caro direttore, ho letto con interesse l'articolo di Claudio Ghisalberti rilanciato dal vostro sito questa mattina, e francamente mi si sono drizzati i capelli. Quello che sostiene il giornalista della Gazzetta non corrisponde al vero e vi spiego il perché.

Cosa ci incastrano l'AICAr  e il TB 500 con il doping genetico? Per cortesia evitiamo le confusioni che non fanno altro che danneggiare il ciclismo, sport già abbondantemente martoriato.
 
L’AICAr (5-fosforibosil-5-amminoimidazolo-4-carbossiammide), detto anche acadesina, è una purina che, sin dal 1980, ripeto sin dal 1980, è stata usata in cardiochirurgia per preservare il cuore durante gli interventi cardiochirurgici. Sembra, ma non è del tutto certo, che il farmaco possa interferire con l’attività metabolica dei tessuti modificando la composizione fisica del muscolo. Secondo il parere dell’Agenzia francese antidoping essa è stata usata durante il Tour del 2009. Ma, attenzione, esiste già un metodo antidoping riconosciuto che ne consente il rilevamento nelle urine (con utilizzo di anticorpi conosciuti) e la sostanza dall’ottobre 2010 è inserita dalla WADA nelle sostanze vietate.
Veniamo al TB 500 (timosina beta4). La timosina è una proteina, o polipeptide che dir si volgia, individuata negli anni '40, ripetiamo anni 40, da Allan Goldstein  come sostanza prodotta naturalmente dalla ghiandola timica (ghiandola che si trova nei bimbi davanti alla tiroide e scompare con l’accrescimento), che agisce nella maturazione del sistema immunitario.

Nel 1972 venne individuata la "timosina alfa1 (composta da 28 aminoacidi) e nel 1981 la "timosina beta4" (composta da 43 aminoacidi). Questa è la nostra sostanza: quella, TB 500, che sarebbe connessa con il doping genetico! Vogliamo scherzare, vero?

Nel 1987 Enrico Garaci  osservò gli effetti clinici della timosina alfa1 nel potenziamento del sistema immunitario e in seguito la sostanza è stata utilizzata nel trattamento di alcuni tipi di melanomi e delle epatiti  B e C.

Altri studi hanno individuato una azione completamente diversa per la timosina beta 4, che regola la produzione di actina, un componente del citoscheletro e la produzione di laminina, una proteina che agisce nel processo di guarigione delle ferite. Sono quindi in corso di studio le possibili applicazioni di questa sostanza nella cura delle lesioni alla cornea o dell'infarto.

La timosina quindi è un polipeptide, una semplice proteina di sintesi composta da 43 amminoacidi, che nulla ci incastra con il doping genetico.
 
Ai fini di doping sembra ma non è assolutamente certo possa offrire vantaggi sulla capacità muscolare di sopportare la fatica ed in particolare sulla forza esplosiva. Sembra.
 
In definitiva appare sensato poter dire che nè l’AICAR nè il TB 500 diventeranno mai il re e la regina del doping come invece, in passato, l’epo e le trasfusioni.
 
Buon lavoro ragazzi e avanti così verso la verità

dottor Massimo Zavaglia, medico chirurgo
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COMMENTI
carneade
22 marzo 2012 15:43 superpiter
Ghisalberti? chi era costui?

SQUALIFICA
22 marzo 2012 18:13 Anthony
Propongo 2 anni di squalifica ed alla prossima infrazione radiazione a vita ai Ghisalberti che si "spacciano" per giornalisti!

sapientino
22 marzo 2012 21:39 balilla
effettivamente ghisalberti come giornalista sportivo non dovrebbe ...sparare c...te cosi sul sentito dire,prima di scrivere contate fino a 33,ciaooooo

23 marzo 2012 03:14 Saligari
In effetti anche a me leggendo l'articolo di Ghisalberti qualcosa non tornava...

Invece, di quanto scritto dal dottor Massimo Zavaglia, che ringrazio comunque per questa lettera, qui sopra non torna questo pezzo: "Ma, attenzione, esiste già un metodo antidoping riconosciuto che ne consente il rilevamento nelle urine (con utilizzo di anticorpi conosciuti)"

Allora perché PatMcQuaid ha detto nei giorni scorsi che UCI e AMA non erano in grado di tracciarlo?
http://www.spaziociclismo.it/?action=read&idnotizia=18085

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