Francia: più potere ai medici nella lotta al doping

| 26/10/2005 | 00:00
Dopo le polemiche e i fatti di doping degli ultimi mesi, la Francia inasprisce ulteriormente le misure contro il doping. Lo ha confermato stamane sulle colonne de L’Equipe Armand Mégret, medico federale della Commissione medica della FFC. Il programma prevede un rafforzamento del suivi médical applicato dal 1997 e la volontà di convincere l'UCI ad uniformare le norme in tutti i paesi, facendo possibilmente adottare le norme in vigore per la Federciclismo francese. «I medici - spiega con soddisfazione Armand Mégret - avranno più potere nella lotta al doping. Finora i medici sono stati soggetti quasi passivi, ora potranno agire se riscontreranno anomalie nei quattro prelievi sanguigni effettuati ogni anno sugli atleti. Potremo imporre degli stop, fermo restando naturalmente il segreto professionale». Il medico federale potrà anche, in caso di dubbio, chiedere dei controlli supplementari, anche a sorpresa, per tutti i corridori per i quali lo riterrà opportuno: «L’atleta avrà 48 ore di tempo per presentarsi presso uno dei nostri centri autorizzati altrimenti sarà costretto a sospendere l’attività». Mégret spinge anche perché le stesse misure siano adottate per i dilettanti ma soprattutto a livello internazionale. A questo proposito, Mégret e il presidente della FFC, Jean Pitallier, incontreranno a metà novembre Pat McQuaid, nuovo presidente dell'UCI. «Noi chiediamo che il suivi medical sia lo stesso per tutti, mentre fuori dalla Francia vengono effettuati solo due prelievi invece che quattro. E in più, i laboratori non usano tutti gli stessi materiali, rendendo quindi impossibile ogni comparazione. Per questo abbiamo chiesto ad una società specializzata di studiare la possibilità di creare una catena di laboratori presenti in tutti i paesi della Comunità Europea».
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