STRAGE DI LAMEZIA. Otto anni di carcere per otto morti

| 28/10/2011 | 16:37
Otto anni di reclusione: questa la condanna inflitta dal gup di Lamezia Terme a Chafik El Ketani, di 21 anni, il marocchino che il 5 dicembre scorso, a bordo della sua auto, a Lamezia Terme, investì un gruppo di ciclisti amatoriali uccidendone sette. Un ottavo morì dopo alcuni mesi. Il pm aveva chiesto la condanna a 10 anni anni per omicidio colposo plurimo pluriaggravato, tra l'altro, dalla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Il gup Carlo Fontanazza ha concesso ad El Ketani le attenuanti generiche, riducendo così la pena inflitta rispetto alle richieste. Stamani, prima che il giudice si ritirasse per la camera di consiglio, il difensore di El Ketani, l'avv. Salvatore Staiano, aveva sostenuto che il suo assistito non guidava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e non c'era neanche la certezza dell'eccesso di velocità, chiedendo una condanna più mite. Il legale aveva anche detto di avere chiesto al suo assistito di presentarsi in aula, ma che il giovane marocchino non se la sentiva di guardare in faccia i familiari delle vittime. Dopo Staiano aveva preso la parola il pm per una breve replica. Nell'incidente morirono Rosario Perri, di 55 anni; Francesco Stranges (51); Vinicio Puppin (47); Giovanni Cannizzaro (58); Pasquale De Luca (35), Fortunato Bernardi (58) e Domenico Palazzo (46). Nell'ospedale di Cosenza, a distanza di due mesi, morì Domenico Strangis, di 48 anni.

PARENTI VITTIME: PENA LIEVE, 1 ANNO OGNI MORTO - Una pena troppo lieve: è unanime il giudizio dei familiari degli otto ciclisti travolti ed uccisi il 5 dicembre scorso a Lamezia Terme sulla pena inflitta a Chafik El Ketani, di 21 anni, il marocchino che era alla guida dell'auto. "La pena ci sorprende - ha detto Gennaro Perri, che quel giorno si salvò per miracolo e nello scontro ha perso il fratello, Rosario - anche perché lui, intanto, sta comodamente a casa sua e va anche su facebook mentre ha travolto la vita di tante famiglie. Per quello che ha fatto è una pena lieve, un anno per ognuna delle vittime". I familiari di un'altra vittima, Vinicio Puppin, si limitano a dirsi "delusi" preferendo evitare di fare altri commenti. Fabio Davoli, avvocato, anche lui nel gruppo dei ciclisti travolti ed uscito illeso, ha attribuito la responsabilità di una sentenza "che non condivido ma che rispetto, al legislatore che ha lasciato una lacuna per questo grave tipo di reato. Il giudice ha deciso sicuramente in base alla sua coscienza. Per quanto mi riguarda ritengo che vi fossero gli elementi per il massimo della pena". Insoddisfatti anche i legali di parte civile. "Dobbiamo leggere le motivazioni - ha detto l'avv. Francesco Pagliuso - per capire perché ci siano state le attenuanti generiche". Un punto, quest'ultimo, ripreso dall'avv. Francesco Caglioti: "ciò che stride è l'equivalenza delle attenuanti generiche rispetto ad aggravanti specifiche. Anche gli amici dell'imputato hanno riferito che era solito mettersi alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti".
da ansa.it
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COMMENTI
giustizia?
28 ottobre 2011 16:51 zanzibar
otto anni di carcere per otto vite umane.....non ho parole!

Impressionante
28 ottobre 2011 18:19 villabeppe
Sono disgustato dalla pena, se toccava a uno di loro(noi)gli davano l'ergastolo.

AUGURI VIVISSIMI
28 ottobre 2011 18:51 geom54
.... a tutti i giudici e magistrati della nostra ITALIA di una morte più serena, ma certa e subitanea;
la rabbia verso questi idioti non è mai sopita.

Solita (in)giustizia
28 ottobre 2011 19:25 StopAndReplay
sempre la solita solfa... ci si aspettava una cosa del genere di certo ora i poveri otto gli hanno uccisi un'altra volta... una testa per ognuno che ha cercato di difendere quel delinquente... giudici e magistrati: dovete vergognarvi di come applicate la legge

Morti nostri sempre presenti
28 ottobre 2011 19:54 Bartoli64
Fortunato Bernardi;
Giovanni Cannizzaro;
Pasquale De Luca;
Domenico Palazzo;
Rosario Perri;
Vinicio Puppin;
Francesco Stranges;
Domenico Strangis,

PRESENTI!!

Bartoli64

troppo accanimento
28 ottobre 2011 20:30 SoCarlo
".. al legislatore che ha lasciato una lacuna per questo grave tipo di reato.."
come ammesso da chi ha avuto la fortuna di non essere vittima.

Non e' una questione di giudici, ma di leggi.
In Italia i reati della strada non sono opportunamente coperta da legislazione 'seria'.

Anche di fronte a tale scempio (la sentenza) non ce la si puo' prendere con chi la legge la applica (forse maluccio, considerando le attenuanti accolte; ma anche qui bisogna attendere le motivazioni della sentenza) ma pretendere un legislatore piu' attento (ai ciclicsti e non agli interessi delle case automobilistiche).


29 ottobre 2011 06:36 KdF
di che stupirsi? in questo paese chi fa brum brum, a due o quattro ruote, ha sempre ragione.

purtroppo
29 ottobre 2011 09:53 ertymau
purtroppo e questo il rispetto che ha il ciclista in italia.
e una vergogna.
Maurizio

......
30 ottobre 2011 09:28 ale63
PROVATE A PROVOCARE UN INCIDENTE DEL GENERE IN UN PAESE ARABO E POI VEDRETE IL RISULTATO... ALE

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