ACCPI. «La sentenza del Tas dà forza alla nostra tesi»
| 07/10/2011 | 11:58 La sentenza del TAS di ieri conferma quanto sostenuto dall'ACCPI riguardo al decreto federale 30/2011. La sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS), che ha dichiarato non valida la regola del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che prevede il bando dai Giochi Olimpici per gli atleti squalificati per oltre sei mesi per doping, conferma quanto sostenuto dall'Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) in merito al decreto federale 30/2011, che impedisce ai ciclisti che hanno già scontato una condanna per doping superiore ai sei mesi di prendere parte ai Campionati Italiani e di far parte della Nazionale. Come già sostenuto dal Professor Piero Sandulli, presidente della Corte di Giustizia Federale della Figc e membro della Corte Federale della Federnuoto, interpellato dall'ACCPI nel mese di luglio per un parere sul decreto: l'irretroattività del provvedimento adottato dalla FCI in data 30 maggio 2011 non è ammissibile. L'Assocorridori ribadisce la sua convinzione: qualsiasi norma, ancor più se finalizzata a contrastare un fenomeno deplorevole come quello del doping, non può che essere emanata nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento sportivo e in seguito a un vero confronto che coinvolga tutte le componenti del mondo del ciclismo. Considerato anche questo autorevole parere l'ACCPI auspica riguardo al caso specifico che il Consiglio Federale rifletta sul provvedimento, aprendo un colloquio con i suoi associati. Qualsiasi presa di posizione, tanto più su un tema delicato come quello in questione, affinché possa determinare un vero cambiamento deve essere prima di tutto condivisa dall'intero movimento che mira a migliorare, in primis dai protagonisti dello stesso.
Spero che qualcuno legga questo commento, finalmente un articolo sensato e comprensibile riguardo sempre allo stesso problema del doping.Non come fa il Presidente della federciclismo che dichiara noi andremo avanti per la nostra strada o come quello del Coni che da ragione al Presidente lavandosi le mani al posto come dice l'articolo provare almeno a confrontarsi anche per il bene e per l'immagine dei corridori, anche in considerazione che la sentenza del Tas
è determinante per quei corridori appartenenti alle squadre straniere.A questo punto pagheremo un tributo troppo pesante escludendo dalle gare ufficiali i nostri corridori.Grazie per il bene di tutti.
doping
7 ottobre 2011 14:28apostolo
pene di 6 mesi 1 anno 2 anni In ogni caso io sono per la r.a.d.i.a.z.i.o.n.e. a v.i.t.a cosi evitiamo ogni polemica!!!!!
Non parole ma fatti!!!!
7 ottobre 2011 15:08valentissimo
l'ACCPI, non deve prendere posizione con comunicati ma, deve subito far ricorso in merito alla regola che al momento prevede l'esclusione di chi ha avuto problemi di doping anche dal campionato italiano, questa è una regola illegale e ne va chiesto l'annullamento immediato. Anche le regole che valgono solo per gli atleti italiani fanno ridere, quasi quanto il nostro presidente federale, tutti gli atleti hanno il diritto di gareggiare con le stesse regole, qualunque esse siano, incluso la possibilità di radazione alla prima positività.
7 ottobre 2011 19:04ciceinge
L'ACCPI si rende ridicola con questi bei discorsi sottomessi al potere.
Se sei dalla parte del diritto e hai subito un torto devi lottare fino in fondo ,pretendere giustizia e risarcimeto danni anche per le vie legali.
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