PADANIA. Ivan Basso: «Ma della corsa non parla nessuno?»
| 07/09/2011 | 19:54 «Voglio far chiarezza una volta per tutte: il Giro di Padania per me è un evento sportivo e non intendo prestarmi a nessun tipo di polemica politica ed extraciclistica». Con queste parole Ivan Basso intende spiegare in maniera inequivocabile la sua posizione in merito agli accadimenti che stanno facendo da contorno alla breve corsa a tappe. «Il ciclismo per noi è passione ma, come atleti, si tratta anche di lavoro. Qui al Giro di Padania non stiamo facendo che questo: lavorare. Riguardo a tutto ciò che sta accadendo intorno alla corsa, credo che non sia compito mio esprimere un giudizio o un parere. Affrontare certe situazioni è compito degli organizzatori e delle forze dell'ordine, come già hanno dimostrato di saper fare. Io penso solo a svolgere il mio lavoro in condizioni di sicurezza e con il pieno rispetto. L'unica amara considerazione la dedico all'enfasi che si sta dando a due episodi che, purtroppo, stanno mettendo in secondo piano l'aspetto festoso e agonistico, segnato oggi da una bellissima vittoria del mio compagno Viviani. Si è parlato tanto dei blocchi e troppo poco del calore riservato dai tifosi lungo tutto il resto del percorso. In questo senso, oggi abbiamo avuto una bellissima dimostrazione quando la gente ha circondato il nostro bus per festeggiare la vittoria: questo è il vero ciclismo».
..... fai bene a rivendicare il diritto di svolgere il tuo lavoro, soprattutto in condizioni di sicurezza, ma hai visto come si chiama questa corsa nonchè chi, e cosa, c'è dietro?
Considerato ciò, credevi che la manifestazione, tuttalpiù, suscitasse solo qualche polemicuccia? Beh, come vedi, così proprio non è stato (e forse non è nemmeno finita qui, purtroppo).
Comunque non crucciarti...... pensa che chi ha organizzato tutto questo spot elettorale è un Sottosegretario al Ministero degli Interni che, fra le sue preoccupazioni, dovrebbe avere in primis quella dell'ordine pubblico......
Pensa te che lungimiranza (tanto mica è lui che rischia la buccia)!!
E se per una volta, ma solo per una volta, parlassimo SOLO di ciclismo? Onestamente, da appassionato quale mi vanto di essere, non riesco a vedere cosa c'entri la politica in una gara ciclistica...Lasciamo tutto il resto fuori e, magari, ne parliamo alla fine, cosa ne dite?
8 settembre 2011 09:19foxmulder
Ma il Giro dei Paesi Baschi? E' vero, nel passato ci sono state polemiche anche lì, ma è nel tempo diventato un appuntamento importante del calendario.
Vero che quella della Padania è, di fatto, un'invenzione, ma se si fosse chiamato "Giro del Nord" sarebbe cambiato qualcosa? Non credo. Quindi, ripeto ai manifestanti, prendetevela, se proprio dovete, con l'organizzatore, non con la corsa e con i corridori.
BRAVO CIMO!!
8 settembre 2011 14:04Bartoli64
Bravo Cimo!
Ho visto che nello scrivere hai fatto dei miglioramenti rispetto al ns. ultimo confronto (anche se hai ancora mooolto da lavorare).
Però, mi raccomando, non scrivere più quei brutti “ke” e “ki”, al posto dei “che” e dei “chi”, perché proprio non si possono leggere e poi - se proprio non sai come inserire le virgole - cerca di curare di più gli spazi fra una parola e l’altra, altrimenti non si capisce niente!
Ho letto anche quel divertente termine “nostalgicone”….. oh, non è che te sei fatto suggerire vero?
Ora, però, non montarti la testa….. “tas e pedala”! (Si dice cosi dalle tue parti no)?
Bartoli64
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