GIRO DI PADANIA. Non sarà soltanto un evento sportivo
| 05/09/2011 | 09:15 Oggi pomeriggio è prevista la punzonatura in piazza Arco di Trionfo a Cherasco e domani ci sarà il via della 1ª tappa a Paesana, sempre nel Cuneese. Ma ancora prima di partire il neonato Giro della Padania di ciclismo ha scatenato polemiche roventi, a sfondo politico, che ne mettono in dubbio il regolare svolgimento. L’idea era venuta a Umberto Bossi, il leader della Lega: «Il ciclismo è più popolare del calcio e fa conoscere alla gente la propria terra» aveva detto il Senatùr, scatenando subito il senatore Michelino Davico, sottosegretario all’Interno, appassionatissimo di ciclismo tanto da aver saputo rilanciare una corsa antichissima e dimenticata come il Giro del Piemonte. Così il progetto è presto diventato realtà, anche perché nel frattempo altri importanti appuntamenti del ciclismo professionistico in calendario tra fine agosto e inizio settembre - Giro del Lazio, Giro del Veneto, Tre Giorni di Sicilia - sono stati spazzati via dalla crisi economica. I finanziamenti non sono invece mancati a questo inedito Giro della Padania, merito del senatore Davico ma anche della copertura tv assicurata dalla Rai e dalla cassa di risonanza mediatica per un evento che in 5 tappe coinvolgerà da domani a sabato 176 comuni, 800 persone, 2500 camere d’albergo in 6 regioni del Nord (Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia, Trentino e Veneto), 80 giornalisti e soprattutto molti corridori di qualità. Il più importante sarà certamente il varesino Ivan Basso, vincitore del Giro d’Italia 2006 e 2010, ma desta ancora più curiosità la partecipazione del campione tricolore Giovanni Visconti, che è siciliano e porta sulle spalle i colori della nostra bandiera, dunque parrebbe in netto contrasto con il concetto stesso della Padania secondo la Lega.
L’ex campione olimpico e due volte iridato Paolo Bettini, ct della Nazionale italiana professionisti su strada, ha commentato positivamente la nuova corsa che lo aiuterà a scegliere gli azzurri per il Mondiale del 25 a Copenaghen: «Negli ultimi anni ci si lamentava delle carenze del calendario italiano nel mese di settembre, quando i corridori devono farsi vedere e hanno voglia di vincere per conquistare una maglia azzurra per il Mondiale. Così almeno si riempie un vuoto». Ma il problema non è certo tecnico né sportivo: è politico. Perché il Giro della Padania è stato fortemente voluto dalla Lega e non a caso vestirà il leader della classifica con una maglia verde, il colore simbolo del Carroccio.
L’organizzazione tecnico sportiva della corsa è stata affidata alla Società Ciclistica Alfredo Binda di Varese, una garanzia nel settore, che già pianificò i Mondiali di Varese 2008 e allestisce ogni anno importanti appuntamenti come la Tre Valli Varesine. «Non mi affiancherei a una manifestazione sportiva con connotazioni politiche - aveva dichiarato durante la presentazione ufficiale Renzo Oldani, presidente della ”Alfredo Binda” -. A settembre c’era un buco nel calendario, così abbiamo valutato che si poteva organizzare una breve corsa a tappe. È una sfida che vogliamo vincere offrendo una manifestazione di qualità». Ma poi Oldani aveva ammesso: «Se non hai un appoggio istituzionale non fai nulla. E poi ci sono anche altre corse che hanno appoggi politici, come il Giro dei Paesi Baschi in Spagna o da noi la Coppi & Bartali e il Giro di Sardegna. Se la politica fa sport serio, ben venga».
Altri però sostengono che la Lega - abile a farsi pubblicità anche con eventi di sport e spettacolo, come la Nazionale padana di calcio o Miss Padania - tenta ora grazie il ciclismo di aumentare la propria cassa di risonanza. E sottolineano che il Giro del Carroccio domani partirà proprio da Paesana, dove Bossi la settimana successiva - come ormai tradizione - preleverà in un’ampolla l’acqua dalle sorgenti del fiume Po. E che sabato la corsa verde si concluderà a Montecchio Maggiore, in Veneto, poco prima della consueta festa leghista a Venezia. Troppi segnali politici che hanno scatenato le proteste di numerosi amministratori locali ma soprattutto di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, che ha addirittura scritto al presidente Giorgio Napolitano chiedendo che il Capo dello Stato impedisca «una manifestazione incostituzionale e di chiaro segno politico di parte». Ferrero sottolinea che «la partenza è prevista da Paesana e il primo in classifica indosserà una maglia di colore verde. Mi pare del tutto evidente che ci troviamo dinanzi a un evento fortemente connotato sul piano politico. Non mi risulta infatti che la Padania esista altrimenti che nella propaganda e nelle proposte secessioniste della Lega. Così come il colore verde abbinato alla Padania è punto qualificante della propaganda di partito. La gravità istituzionale consiste nel fatto che la Fci (Federciclismo italiana, ndr) non è una struttura privata ma è parte del Coni cioè della struttura che ufficialmente lo Stato italiano riconosce come propria per l'organizzazione dello sport a tutti i livelli. Una struttura autonoma appunto per garantire l'indipendenza della gestione sportiva dalla politica».
Immediata la risposta della Lega, per bocca del senatore Sergio Divina: «Non si capisce l'assurda strumentalizzazione di Ferrero. Al Giro hanno già aderito 20 squadre di professionisti, fra cui due squadre nazionali ufficiali, come Slovenia e Polonia. Perché tanta acredine? Rassicuro Ferrero: la Lega fa politica, fa consiglieri comunali, provinciali, parlamentari e promuove anche lo sport, che per fortuna continua a correre con le sue sole gambe». La protesta non è stata solo di Ferrero. A Rovereto, sede di partenza dell’ultima tappa, c’è stata una raccolta di firme contro il Giro e si prevedono azioni di disturbo se non addirittura l’interruzione della gara. Il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, ha invece definito la corsa «una buffonata, soprattutto nel 150º anno dell’Unità d’Italia» e negato ai corridori il passaggio in città. E proteste ci sono state anche a Parma, Salsomaggiore, Montecchio Maggiore (Vi) e Laigueglia, dove il consigliere comunale Luigi Tezel si è rivolto al Prefetto di Savona e al Procuratore Regionale della Corte dei Conti per ottenere l’annullamento della gara. Infine un gruppo di artisti veneti ha annunciato che dipingerà centinaia di croci bianche sulle strade della corsa in segno di protesta. L’impressione è che il Giro della Padania farà discutere ma non certo per le performance dei vari Basso, Visconti, Rebellin, Oss, Garzelli, Modolo, Belletti, Viviani, Malori, Kreuziger...
da «La Stampa» del 5 settembre 2011 a firma Giorgio Viberti
Che non era solo un evento sportivo era già chiarissimo......
Infatti!!
5 settembre 2011 15:04Bartoli64
Il giro di padania non sarà solo un evento sportivo (infatti non è questo lo scopo per ui è stato creato).
Lo stesso giro, in realtà, è solo un "mega spottone elettorale", peraltro fatto combaciare ad hoc con le celebrazioni per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia.
BUFF......!!
Bartoli64
PROPAGANDA ELETTORALE?
5 settembre 2011 18:07AlessioCre
...la vera propaganda elettorale a me sembra che la facciate Voi che continuate a parlarne in questo senso....perchè non parlarne solo come corsa ciclistica? Volete dirmi che tutti i partecipanti,le squadre,la RAI e altri siano tutti leghisti solo perchè parteciperanno al GIRO? Smettete di fare polemiche e godetevi una corsa nuova (FINALMENTE!!) ITALIANA....!!!
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