| 02/07/2004 | 00:00 Per la seconda volta la giustizia francese ha respinto la richiesta di Lance Armstrong, che pretendeva di inserire una sua smentita nel libro-scandalo «L.A. Confidential». Alla vigilia dell'inizio del Tour de France, la corte d'Appello ha infatti rifiutato la richiesta del ciclista americano, confermando in pieno quanto deciso il 21 giugno in primo grado. Obbligare un editore a modificare un'opera inserendo altro materiale è lesivo della libertà di stampa, e, secondo la corte, la richiesta di Armstrong è un «abuso del sistema giudiziario». In «L.A. Confidantial», scritto da David Walsh e Pierre Ballester e distribuito da un paio di settimane in Francia, gli autori sostengono che il campione americano avrebbe più volte fatto uso di doping. Tra le testimonianze-choc, anche quella dell'ex assistente di Armstrong, Emma O'Reilly: è lei a dichiarare che una volta il ciclista le avrebbe chiesto di gettare delle siringhe e di coprire i buchi sulla pelle con dei trucchi. Armstrong, che ha definito «assolutamente false» le accuse degli autori, deve ora arrendersi di fronte al pronunciamento del giudice.
Lance Armstrong, ad ogni modo, promette di spendere anima e corpo per rispondere legalmente alle accuse degli autori del libro-scandalo «L.A.Confidential - I segreti di Lance Armstrong», dove si dice apertamente che il texano è un «dopato»; allo stesso tempo, però, Armstrong dovrà dare anima e corpo anche per l'impresa che potrebbe tramutarlo leggenda, ammesso che non lo sia già: vincere il sesto Tour de France consecutivo, impresa mai riuscita a nessuno.«Piano con le parole, però», frena Armstrong. «La parola leggenda per me è, appunto, solo una parola. Otto lettere, ma una parola grandissima: e io non sono sicuro di poter parlare già da adesso di questa eventualità».
Arrivato a Liegi tre giorni prima della partenza del Tour (crono individuale di 6,1 chilometri), Armstrong ha incontrato i giornalisti per fare il punto sulla sua condizione e su quella dei principali avversari. «Non stiamo parlando di una corsa di un giorno», spiega lo statunitense della US Postal. «Parliamo di una competizione molto difficile da vincere. In tre settimane possono accadere tantissime cose. Potrei benissimo perdere contro chiunque, quindi preferisco affrontare i problemi giorno per giorno, a cominciare da sabato». La sua preparazione è stata disturbata dalla vicenda del libro di David Walsh e Pierre Ballester. «Straordinarie accuse, in genere, dovrebbero essere seguite da prove altrettanto straordinarie. E a me sembra che il signor Walsh ed il signor Ballester non abbiano presentato straordinarie prove...».
Armstrong preannuncia una lunga battaglia legale: «Il caso, al momento, è incredibilmente complicato e si andrà per le lunghe. Ma io ho ingaggiato avvocati, sia in Francia che in Inghilterra: a qualsiasi costo, per tutto il tempo necessario, combatterò affinché giustizia venga fatta».
Armstrong si sente comunque abbastanza in forma per rispondere in strada agli attacchi degli avversari. «Mi sento forte. Mi sento in buona salute. Potrei anche dire di essere più forte e più in salute di un anno fa».
Armstrong indica in Jan Ullrich il rivale più temibile. Il tedesco della T-Mobile lo scorso anno finì secondo (per la quinta volta) alle spalle del texano per soli 61" ed è oggi reduce dalla vittoria al Giro di Svizzera. Il percorso del Tour 2004 prevede un paio di settimane abbastanza tranquille, quindi una terza con un grande concentrato di insidie. «Sarà il Tour più difficile - prosegue Armstrong -. Incredibilmente duro nell'ultima settimana, o meglio, negli ultimi dieci giorni, quando affronteremo due cronometro e le montagne più difficili».
Il texano si riferisce alla cronoscalata da 21 km della mitica Alpe d'Huez e alla crono da 55 km alla penultima tappa. E' arrivato a Liegi assieme alla sua nuova compagna, la cantante Sherly Crow che seguirà tutta la corsa, ma senza mai incontrare Armstrong. La Grande Boucle del 2004 si chiuderà, come da tradizione sui Campi Elisi di Parigi, il 25 luglio ed Armstrong solo allora, nel caso indossasse ancora la maglia gialla, si deciderebbe a parlare della sesta vittoria consecutiva. «Per adesso, questo argomento mi spaventa».
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