DILETTANTI. Il diario della Colpack al Valle d'Aosta

| 24/08/2011 | 22:18
Ciao a tutti è Davide Orrico che vi scrive dal 48° Giro Internazionale della Valle d’Aosta. Come ben saprete è uno dei giri più prestigiosi e duri che un dilettante possa fare e oggi ne è stata la prova ... signori che TAPPA!

Pronti via in discesa solo 5 km per scaldare le gambe in vista di quella che si prospettava come una tappa difficile ma che probabilmente in pochi si sarebbero aspettati così selettiva. Infatti, dopo la discesa, si inizia subito a salire: 13 km di ascesa per il primo gpm di giornata il  Col De Saisies una salita dura ma fatta al ritmo di oggi è stata davvero durissima. Al gpm il gruppo contava solo una trentina di unità uno sparpaglìo unico, e come se non bastasse la discesa molto tecnica non ha favorito il rientro dei ritardatari.

Devo confidarvi che quando ho visto i primi corridori staccarsi dopo 9 km di corsa ho pensato “Sarà molto lunga arrivare oggi” ma tutti noi eravamo motivati per far bene e penso che questi pensieri in questi casi passino sempre in secondo piano :).

Arrivati in fondo alla prima discesa solo 4 km di pianura hanno fatto rifiatare le nostre gambe, consentendoci di fare il pieno di acqua dall’ammiraglia e poi subito di nuovo con il naso all’insù il Cormet De Roselend ci aspettava.  17 km di salita anche questa dura (sinceramente in 3 anni in questo giro non ho mai trovato una salita facile ma dopo un po’ come si dice ci si fa il callo ehehe) e su questa seconda asperità accende la miccia della bagarre il nostro Edo Zardini (nella foto Rodella qui sopra, Edoardo Zardini durante il suo attacco) che parte in solitaria arrivando a guadagnare fino a 3’40’’ sul gruppo principale. Per un po’ ho sperato potesse essere l’attacco decisivo di giornata ma dopo il gpm vedendo la vallata che ci portava verso l’Italia ho sperato per Edo che fosse più corta possibile ma così non era... una vallata davvero lunga circa 20 km, curva a sinistra un solo km e altra salita il Piccolo San Bernardo 27 km di ascesa.

Stamattina in partenza ho provato ad informarmi sulle salite, tutti mi avevano detto che solo le prime due erano dure e che questo ultimo “colle” era pedalabile con strada larga.
Meno male! Macché puntiamo la salita che il gruppo conta circa 40 corridori e ben presto ne perdiamo più della metà tra di loro il nostro inglesino Joshua che stanchissimo perde le ruote e intanto Edo continua imperterrito nella sua azione.

La salita in se non era impossibile, ma 27 km dopo una giornata a tutta e pendenze medie sempre intorno al 6% hanno reso questa salita davvero dura da superare
A 18 km dalla vetta parte il solito cavallo pazzo Fabio Aru, lui è sempre il primo a non tirarsi indietro quando bisogna “menare” e come suo solito parte con una pedalata sciolta ma efficacissima e in poco tempo prende un bel vantaggio sul nostro “gruppo” se così si può ancora definire visto che massimo saremo stati una 20ina di unità... Aru è un corridore che fa sempre paura così al suo inseguimento partono tutti i big, tra di loro il nostro impavido Zilio ... ne manca uno dei nostri Stefano... in un momento di difficoltà fa fatica a reagire allo scatto così rimane insieme a me che provo ad aiutarlo a rientrare, ma sarà tutto vano purtroppo.

La testa della corsa è sempre più lontana Edo viene ripreso e si stacca, stanco ma soddisfatto della sua azione. Stefano prova in tutti i modi a rientrare, io cerco di tenere duro e Zilio, purtroppo, si stacca dai primi ad un solo km dalla vetta... terribile il suo volto dopo l’arrivo. Dava l’idea della sua tristezza mista a delusione per soli 150 metri non è riuscito a rimanere attaccato al trenino che poi si è giocato la vittoria di tappa e la possibile seconda posizione in classifica generale.

Nella discesa finale dove bisognava pedalare essendo rimasto solo all’inseguimento, per lui non è stato facile terminare la tappa, ma con la sua solita grinta è arrivato all’arrivo ancora piazzato nei 10 mentre Stefano con una grande menata sulla salita finale riprende Zilio ed un francese che aveva provato ad evadere dal gruppo in salita  

Beh che dire: tappa devastante, tant’è che mentre noi ci cambiavamo l’ultimo gruppo veniva segnalato al gpm 32 km più indietro e al cb si è sentito il carro scopa esclamare ... “Siamo pieni non abbiamo più posto”.

Speriamo che domani sia una giornta più tranquilla altrimenti prevedo ancora tanta tanta tanta fatica!
A domani nostri lettori!

Davide Orrico

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