CASO COLEDAN. Rossato chiarisce: "nessun razzismo"

| 02/08/2011 | 15:49
"Quanto è accaduto al Tour do Rio può avere a che fare con il nervosimo ma non certo con il razzismo. Marco Coledan ha sbagliato e noi abbiamo preso i nostri provvedimenti d'accordo con l'organizzazione, fermandolo ad una tappa dalla fine. Ma adesso si deve sapere esattamente quali sono state le mie dichiarazioni e a quali discriminazioni siamo stati sottoposti noi in Brasile."
Mirko Rossato respinge nel modo più reciso qualsiasi accusa di razzismo. E presenta la sua versione dei fatti: "Razzista io? Chi sta dicendo questo forse non sa che ho voluto nella squadra attuale un corridore albanese, un rumeno e un ceko, che ho avuto vari ragazzi sudamericani e che nel 2004 ho ospitato a casa mia per vari mesi un giovane ciclista eritreo - attacca il d.s. della Trevigiani Dynamon Bottoli -. L'episodio in questione ha dei contorni molto meno gravi di quanto è stato fatto apparire, e non lo dico, come è stato riportato, perché consideri normale dare del "negro" ad un ragazzo di colore. Renato Santos e Coledan hanno avuto uno screzio durante la competizione, il ragazzo brasiliano ha tirato una borraccia addosso al nostro corridore e gli ha dato del 'figlio di puttana', ricambiato con l'epiteto di cui sappiamo. Precisato questo - prosegue Rossato -, dev'essere chiaro che io non ho in alcun modo giustificato l'atteggiamento di Coledan. Ho semplicemente sostenuto che il nervosismo in gara gioca brutti scherzi. Questi episodi sono sempre avvenuti durante le corse e non bisogna caricare ciò che è accaduto di chissà quali significati o pregiudizi, né da una parte né dall'altra".  
"Oltre a questo, ci sono vari altri aspetti della questione da chiarire - afferma Mirko Rossato -. Innanzitutto la decisione di fermare Coledan all'ultima tappa non l'abbiamo subita, ma presa concordemente con la giuria e l'organizzazione: per Coledan sarebbe servito sicuramente da lezione. Per quanto riguarda l'interdizione che il nostro team avrebbe subito dal Tour do Rio, le cose stanno diversamente: siamo noi che abbiamo messo una croce su questa corsa. Io di gare a tappe in giro per il mondo ne ho fatte molte, ma non avevo mai assistito a tanta ostilità e scorrettezza. Dato che noi avevamo vinto l'edizione dell'anno scorso con Alberio, siamo stati sottoposti ad una guerra senza regole dal primo all'ultimo giorno. E non mi riferisco solo alle coalizioni in gara contro di noi, che possono far parte del gioco. Siamo stati ostacolati in tutti i modi. Se uno dei nostri forava, le auto lo bloccavano in modo che non rientrasse, anche a rischio della sua incolumità; se succedeva ad un altro corridore le auto lo trascinavano in coda al gruppo. E questo è solo un esempio. Tutto ciò ha fatto sì che la tensione crescesse man mano che passavano i giorni. Lo stesso trattamento è stato riservato ad un'altra squadra italiana, la Firenze Petroli. Detto questo - conclude Rossato - io sono il primo a condannare la reazione eccessiva avuta da Marco Coledan, purchè si sappia come sono andate veramente le cose e non si faccia una caccia alle streghe che non ha alcun motivo di esistere".
La risonanza acquisita da questa vicenda ha sorpreso anche il corridore trevigiano che ne è stato co-protagonista:
"Eravamo tutti nervosi, ma forse Santos lo era più di me: dopo che ci siamo toccati per errore se l'è presa con mia madre e mi ha tirato una borraccia addosso. A quel punto l'ho offeso anch'io - racconta Marco Coledan -. A mente fredda mi spiace di avere avuto quella reazione, ma vi assicuro che non sono uno che nella vita va in giro ad offendere le persone di colore. Nelle gare succede che voli qualche parola di troppo, poi però si pensa a pedalare e ognuno va per la sua strada. Per me è stato esattamente così: per quel che mi riguarda quello screzio era terminato lì". 

comunicato stampa
Copyright © TBW
COMMENTI
2 agosto 2011 16:21 ullallerollerolla
aspettavo il comunicato della trevigiani per commentare anch io, consapevole che come sempre la verità sta nel mezzo. sopratutto, e chi ha corso lo sa bene, perchè gli screzi in gara sono da sempre materia delicata. la fatica si sa annebbia la mente, tante volte basta un pò di buon senso dopo la corsa, cosa che rossato mi pare abbia applicato fermando il corridore nell'ultima tappa.
ho letto tutti i commenti relativi alla precedente notizia e devo dire che se i corridori o ds avversari (perchè di questi si tratta) che hanno commentato, mettessero tutta quella cattiveria e determinazione nella loro professione al posto che sulla tastiera, la trevigiani vincerebbe sicuramente meno corse.
io rossato non lo conosco, lo ricordo però piangere dopo la vittoria di malori al mondiale. penso che se facesse le cose solo per business la reazione sarebbe stata diversa.
in questa sede si criticano spesso e volentieri per svariati motivi zalf e trevigiani. io credo, da semplice osservatore esterno, che molte squadre dovrebbero fare meno comunicati stampa e più km in bicicletta. perchè le vittorie da che mondo è mondo arrivano sempre da li, dalla fatica. ricordate che l'invidia rende solo le gambe dure!

Io
2 agosto 2011 16:40 Fra74
per quanto mi riguarda NON sono invidioso di ROSSATO e del SUO team, anzi, lo apprezzo, mi piace, però resta il fatto che COLEDAN ha sbagliato, entrambi i ciclisti hanno sbagliato, sono tutte e due le frasi delle OFFESE GRATUITE: meritano entrambi i ciclisti il richiamo, tutto qui.
POI, se la legge BRASILIANA reputa la frase di COLEDAN più offensiva a livello giuridico,questo sarà valutato successivamente.
Per me il concetto è chiaro, resta inteso, che pur se non in presenza di leggi razziali, l'epiteto "NEGRO" è pur sempre offensivo...alquanto FIGLIO DI....

Tutti possono sbagliare ma...
2 agosto 2011 17:10 FrancoBui
Tutti facciamo errori, anche gravi, figuriamoci un ragazzo sotto sforzo. Però a Rossato, più che a Coledan, voglio che tra il «figlio di...» e l'aggettivo usato dal corridore c'è la differenza che passa tra un offesa che è un intercalare pesante e un EVIDENTE epiteto razziale. Parafrasando Coledan, POI però NON si pensa a pedalare ma alla gravità di quello che si è detto. Il ciclismo migliora anche se migliora la cultura civica di chi lo pratica.

Comunicato stampa
2 agosto 2011 17:10 Pantera88
Il comunicato stampa rappresenta la versione dei fatti del team, del direttore sportivo e del corridore in questione.
Non l'esatto andamento dei fatti.
Anziché fare la parte delle vittime come recitano in questo comunicato avrebbero fatto maggior figura scusandosi pubblicamente col ragazzo in questione e con l'organizzazione per l'episodio accaduto.
Questo poi è un parere mio.
Il mio parere è che il ragazzo ha sbagliato e che giustamente è stato sanzionato.


Vogliamo parlare di arroganza..???
2 agosto 2011 17:24 Ric74
Questo e' il medesimo episodio che contraddistingue il comportamento arrogante di alcuni atleti della trevigiani in ogni corsa ...vero che dall'alto delle loro vittorie solamente nei circuiti piatti di 100km pensano di fare sempre quello che hanno voglia..ottima la decisione della giuria di escludere colledan e la squadra..così dovrebbero fare anche in Italia quando il loro comportamento va oltre il regolamento sportivo...

INVERTIAMO I RUOLI
2 agosto 2011 17:42 elmetto
Scusate
Io non voglio difendere ne Rossato ne Coledan, ma se Coledan avesse detto figlio di ..... e il basiliano per tutta risposta gli avrebbe detto BIANCO SCHIFOSO, Coledan e Rossato avrebbero denunciato il fatto e il corridore? la stampa ne avrebbe dato cosi tanto risalto, la giuria avrebbe espulso il corridore brasiliano per insulti razzisti?
IO CREDO PROPRIO DI NO.


Bravo Rossato
2 agosto 2011 18:35 luciano55
il nervosismo fa parte dello sport e delle corse, sfido chiunque a dire il contrario.
Coledan ha sbagliato e il Team lo ha ammesso, per di più prendendo provvedimenti.
Ma ora non si ci può attaccare a questo episodio x screditare un'intera squadra, la Trevigiani, che è fra le 3 migliori d'Italia e probabilmente la migliore. Rossato fa un ottimo lavoro coi suoi ragazzi, soprattutto dal pt di vista umano.
L'invidia è un gran brutto male...

per ric74
2 agosto 2011 19:05 jo333
ma fammi il piacere , oltre che non capire nulla ,infatti tiri in ballo le vittorie i circuiti e quant'altro non sapendo che pesci pigliare e usi un contesto così per far capire che ti puzza vedendoli vincere a destra e a manca...ma fammi il piacere stai zitto che fai una figura migliore.

riassumendo
2 agosto 2011 19:14 lupin3
quello che probabilmente qui e in casa Trevigiani si ignora è che il Brasile viene da un passato schiavista e tuttora affronta situazioni di disuguaglianza sociale a discapito principalmente della popolazione afrodiscendente, cosa di cui si vergogna ma allo stesso tempo accetta, per cui si sfoga in questo modo (espulsione di Coledan). Il razzismo qui esiste eccome, anche tra brasiliani di diversa discendenza, ma è un tabù di cui non parlare. Inoltre, a seguito del recente caso Battisti, i rapporti con l'Italia sono notevolmente peggiorati, come dimostra il recente provvedimento del governo brasiliano di limitare a 90 giorni il visto turistico per i soli italiani (fino a pochi giorni fa era 180 giorni, come continua ad essere per tutte le altre nazioni europee). Quindi la morale è: se vai in un paese straniero, ti informi e non ti comporti come al circuitino in provincia di Padova.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
In seguito alla caduta avvenuta oggi durante la Coppa Bernocchi, Andrea Raccagni è stato trasportato in ospedale per accertamenti, è stato sottoposto a diversi esami tra cui una TAC. Gli esami hanno confermato che Andrea ha riportato la...


Lo spagnolo Alex Aranburu è stato coinvolto nella caduta verificatasi nel finale della Coppa Bernocchi. Il corrodore della Cofidis è stato immediatamente soccorso e portato in ospedale per gli accertamenti del caso: gli sono state disgnosticate la frattura della clavicola e...


Il fotofinish di Sencur è destinato apassare alla storia. Dopo avervi spiegato in parole semplici come funziona, alla luce deei dubbi manifestati da Giulio Ciccone, abbiamo chiesto a EvoData di entrare nel dettaglio e chiarici come ha stabilito la vittoria...


Per il secondo anno consecutivo la Coppa Bernocchi ha parlato francese. Dopo l’acuto di Dorian Godon nel 2025, questo ottobre è toccato a Noa Isidore far risuonare la Marsigliese sul gradino più alto del podio di Legnano conquistando in volata...


Gaia Realini lascerà Lidl Trek alla fine di quest'anno. A comunicarlo, con la nota che vi proponiamo qui di seguito, è stato poco fa il team tedesco. Dopo conversazioni aperte e costruttive, Lidl-Trek e Gaia Realini hanno deciso di comune...


Ultimo appuntamento con il ciclismo in provincia di Arezzo con il 49° Trofeo Mario Zanchi-Fosco Frasconi-Trofeo Festa Patronale riservato agli élite e under 23 con l'organizzazione del Gs Acli diretta da Sirio Chiodini. Si è imposto Lorenzo Magli del...


Una vittoria, un podio e diversi buoni piazzamenti, questi gli ottimi risultati ottenuti nel primo impegno stagionale dai modenesi dell’Ale CX Team in gara a Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia, nella  seconda tappa del Giro delle Regioni Ciclocross. La vittoria...


Dopo la Coppa Agostoni la Decathlon CMA CGM si aggiudica anche la Coppa Bernocchi 2026. Ad imporsi questa volta è stato Noa Isidore, bravo ad anticipare in una volata a ranghi quasi compatti il sempre presente Tommaso Dati (Team Ukyo)...


Giulio Ciccone non si dà pace e dopo aver visto sfumare la vittoria al Campionato Europeo in linea di ieri per 2, 8 millimetri, sui social chiede di vedere con i propri occhi il fotofinish che ha assegnato il titolo...


La Spagna dice addio ad Ángel Arroyo, scomparso a 70 anni presso il complesso sanitario di Ávila, dove era ricoverato da diverse settimane a causa di una grave malattia. Originario di El Barraco, è stato una delle figure di spicco del ciclismo spagnolo...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra