TOUR. Si va verso Gap, comincia la rumba finale

| 19/07/2011 | 08:57
Il Tour de France riparte oggi da Saint Paul Trois Chateau con molti dubbi e una sola certezza: la sedicesima tappa della Grande Boucle sarà terreno di caccia per le fughe.
I 162.5 km che portano a Gap sono quasi tutti in leggera ascesa e l’unico GPM di una giornata tutt’altro che piatta potrebbe essere il trampolino di lancio per chi, già in fuga, vuole vincere la tappa e chi, degli uomini di medio alta classifica, vuole provare una mossa disperata per riavvicinare i migliori. La vetta del Col de Manse, di seconda categoria, 9.5 km al 5,2%, è posta infatti soli 11.5 km dal traguardo.
Saint Paul Trois Chateau è famosa per i tartufi neri, festeggiati ogni anno con una grande sagra, ma domani i ciclisti non avranno il tempo di assaggiarli perché si dovranno imbarcare nel primo antipasto di colli alpini.
Gap sta alle Alpi come Pau sta ai Pirenei: tante volte la Grande Boucle ha fatto base qui prima di attaccare le salite mitiche, proprio come quest’anno.
Quello che nel Medioevo era uno dei covi dei Templari, nel secolo scorso si è trasformato in una delle capitali francesi del ciclismo.
Nel 1972 Marino Basso ha vinto il Mondiale superando negli ultimi metri Franco Bitossi in uno dei finali più entusiasmanti e drammatici della Storia. E poi il Tour, che oggi vi arriva per la diciassettesima volta, la prima nel 1950 con la vittoria di Raphael Geminiani, l’ultima l’anno scorso quando a imporsi è stato Sergio Paulinho. In quattro occasioni sono stati gli italiani a festeggiare, ormai un po’ di tempo fa: Gastone Nencini nel 1958, Giuseppe Fezzardi nel 1965, Primo Mori nel 1970 e Marco Lietti nel 1991.
Oggi difficilemente si assisterà al pokerissimo, soprattutto perché viene facile pensare che chi fra gli azzurri presenti al Tour ha buone gambe le terrà per domani, quando la Grande Boucle sconfinerà in Italia.
Sarebbe la tappa ideale per Thomas Voeckler, che però quest’anno si è inventato uomo di classifica. Allora vengono in mente i nomi di Sylvain Chavanel, che è in ripresa, e di Philippe Gilbert, che non vuole proprio smettere di stupire, oltre che di tanti francesi che vogliono mettersi in mostra e vincere per la prima volta in questa edizione.
La classifica non dovrebbe cambiare, a meno che Samuel Sanchez non si inventi un numero dei suoi fra gli ultimi chilometri del Manse e la discesa verso Gap.

da Saint Paul Trois Chateaux, Francesco Cerruti
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