NIBALI & IL GIRO. Tanta pasta e un sogno tricolore

| 03/06/2011 | 10:44
Lo shopping con la fidanzata Rachele e quelle belle dormite che tanto gli sono mancate durante il Giro. «Anche due-tre ore al pomeriggio, perché no...» . L’affetto dei tifosi nei circuiti (ieri era a Vimercate) e un premio in arrivo dedicato a Franco Ballerini, il 17 giugno a Feltre. Vincenzo Nibali viene da un mese a tutta, e godersi un po’ di relax è il minimo. Nibali, ha avuto anche il tempo di ripensare al Giro d’Italia? Che voto si darebbe per il terzo posto, lo stesso risultato del 2010? «Ehm, i voti di solito me li danno gli altri ed è giusto così, anche se a me non sempre piacciono. E qualcuno ha detto che ho deluso. Io mi darei un 8, per la costanza. Per come me la sono giocata, è stato un bel Giro, fino all’ultimo non si sapeva chi avrebbe fatto secondo tra me e Scarponi dietro a un Contador imbattibile. Mi sono divertito» . Non pensa le sia mancato proprio niente? «Sì, una vittoria. Alzare le braccia verso il cielo è la cosa più bella che c’è. Quest’anno non ci sono ancora riuscito, pur essendo stato sempre costante ad alto livello, ma adesso non è che vada proprio in vacanza e cercherò subito di rimediare. Sarò al Giro di Slovenia (16-19, ndr) e poi al campionato italiano di Aci Catena, il 25. Nella mia Sicilia. Ci si può pensare» . Scelga un bel ricordo dell’ultimo Giro. «La tappa in Sicilia, con i miei cugini che mi facevano da guardie del corpo per "proteggermi"da tutto l’amore del mio popolo. E la cronoscalata del Nevegal, che ho sperato di vincere: c’era talmente tanta gente che ho temuto che al passaggio non si aprisse» . Qualcosa che ha sbagliato? «Dobbiamo ancora analizzare la corsa nei dettagli. Ho notato, però, che rispetto all’anno prima ero meno scattante. Può essermi mancata un po’ di brillantezza» . A questo proposito, lo staff medico della Liquigas Cannondale ha a disposizione tantissimi dati, che sta elaborando per proporre un’analisi dettagliata dell’esperienza-Giro d’Italia. E il dottor Roberto Corsetti, che è anche il presidente dei medici di ciclismo, ce ne ha illustrato qualcuno in anteprima. Calorie «Il Giro d’Italia è stata un’avventura durata 23 giorni, dal 7 al 29 maggio — spiega Corsetti —. Ebbene, Vincenzo ha consumato in tutto la bellezza di 106.000 calorie. Per capirci, sono l’equivalente di circa 56 chili di pasta, al dente e poco condita, come la mangiano gli atleti. La giornata record è stata quella del Gardeccia, quando ne ha spese 8.150. Il suo peso però è rimasto sostanzialmente stabile. Ha iniziato a 64,8 chili e ha finito a 64,2. Questo anche grazie alla particolare cura dell’alimentazione, Corsetti, medico della Liquigas, analizza la corsa di Vincenzo: «Pensate, ha perso solo 600 grammi in 23 giorni» che è stata di primissima qualità, e del recupero. E comunque il peso, da solo, non è un buon indice di stanchezza o fatica» . Chili «I nostri dati ci permettono di sfatare un altro mito. Non si perde più peso nelle tappe più difficili, o in quelle che durano di più. Bensì nelle frazioni più lunghe e/o più calde. Nibali ha perso tre chili nella tappa di Orvieto, 190 chilometri a 31 gradi; 2,6 chili nel giorno di Parma, 244 chilometri a 33 gradi (il giorno più caldo del Giro); 2,3 a Fiuggi, 216 km a 32 gradi» . Potenza «La potenza media espressa è stata di 230 watt giornalieri, un dato che considera anche i momenti in cui non si pedalava durante la tappa, per esempio in discesa. Il wattaggio maggiore si raggiunge nelle tappe corte e con salite. Vincenzo, nei giorni di Montevergine, Etna e San Pellegrino, è arrivato a 260 di media. Quanto ai watt per chilo espressi in salita, siamo su un valore di 5,5» . Bene, è solo l’inizio.

da «La Gazzetta dello Sport» del 3 giugno 2011 a firma Ciro Scognamiglio
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