| 02/12/2010 | 11:28 Il "giallo FDJ" si infittisce e qualche ombra si allunga, inevitabilmente, sull'operato dell'Uci. Ricapitoliamo: la FDJ è stata classificata al 21° posto della classifica mondiale e per soli due punti ha mancato l'ingresso tra le "top venti". Due piccoli punti dal peso enorme: a ricostruire il fatto è stato Jean Luc Gatellier de L'Equipe, visto che l'Uci non ha comunicato alle singole squadre l'intera classifica ma solo il loro punteggio singolo (e già questo, consentitecelo, è perlomeno strano). Dopo questa esclusione, l'amministratore delegato de La Française des Jeux, Christophe Blanchard-Dignac, che ha spinto e fortemente voluto il prolungamento della sponsorizzazione fino al 2014, ha chiesto lumi al presidente dell'UCI Pat McQuaid ma si è sentito rispondere che alla base c'erano errori amministrativi compiuti dal team. Ora lo sponsor chiede chiarezza sulle classifiche, stilate sui punteggi ottenuti nelle ultime due stagioni dai 15 migliori atleti di ogni squadra (attenti che l'affare si complica). Marc Madiot (nella foto), team manager della FDJ spiega: «Il 1° ottobre abbiamo inviato 19 contratti alla Ernst & Young per i controlli di rito, il 21 ottobre ne abbiamo spediti altri sei». «Ma era troppo tardi - replica Philippe Chevallier, responsabile del settore strada dell'Uci - perché la data ultima era il 20 ottobre». Ma Madiot non ci sta (e il giallo si infittisce): «L'Uci gioca con le parole. Ci ha chiesto di inviare i precontratti completi di durata, stipendio e assicurazioni ma non i contratti completi. E noi i precontratti li abbiamo mandati alla fine di settembre». Inutile dire che - altrimenti che giallo sarebbe - tra i sei contratti non registrati c'è quello di Anthony Roux che è l'atleta della FDJ con più punti e che avrebbe consentito il sorpasso in classifica ai danni della AG2r. Gli ultimi due indizi che vi forniamo al momento sono in parte noti ma sicuramente inquietanti: molti team manager hanno denunciato la mancanza di informazioni certe sul sistema di calcolo dei punti e alcuni denunciano di essere venuti a conoscenza solo il 18 ottobre scorso, in occasione di una riunione della AIGCP, delle decisioni dell'Uci. E ancora: «Riconosco che il sistema di calcolo è molto complicato - ammette Chevalier a L'Equipe -, anzi il punteggio è praticamente incalcolabile senza strumenti». Al punto che l'Uci si è affidata per redigerlo ad una società olandese (facciamo un po' di dietrologia e pensiamo a Verbruggen?), incaricata anche di calcolare nell'effettivo i punti di ogni team. Ora, probabilmente la FDJ ha sbagliato, probabilmente non ha rispettato i tempi e probabilmente non sarebbe nemmeno stata inserita tra le 18 squadre di ProTour, come invece è accaduto alla AG2r. Ma all'Uci non possono negare di essere degli autentici maestri nel complicare le cose e nel tirarsi addosso i guai: possibile che per stilare delle classifiche fosse necessario rivolgersi a degli statistici di professione dopo aver ascoltati i pareri degli scienziati che si occupano di fissione nuclare e del bosone di Higgs? Possibile che per stabilire i punti conquistati da un corridore in una corsa sia necessario prendere il piazzamento, moltiplicarlo per il numero dei corridori al via, dividerlo per i chilometri percorsi a più di 40 all'ora di media, sottrarre l'eta della mamma del corridore stesso, elevarlo alla potenza del rapporto utilizzato sulla bici in quella corsa, dividerlo per le ruote forate dall'ammiraglia del team in una intera stagione e quindi moltiplicarlo per il coefficiente dichiarato da Klaus Dibiasi prima del tuffo carpiato decisivo alle Olimpiadi di Monaco nel 1972? Secondo noi, un sistema più semplice c'era. Sicuramente imperfetto, ma c'era. Quello basato su una semplice certezza: che 1 + 1 fa 2. Già, come i punti che mancano alla FDJ...
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