| 06/11/2010 | 16:11 - A Bordocampo - su Radio24-IlSole24Ore Tre Giri d'italia, due Tour de France, 4 Milano-Sanremo, 126 corse vinte, la leggendaria rivalità (ma anche amicizia) con Fausto Coppi. Questa la carriera di Gino Bartali, uno mito dello sport italiano. Ma per Ginettaccio. scomparso nel 2000 a 86 anni, la vittoria più bella potrebbe essere un albero. Sì, un albero nel Giardino dei Giusti a Gerusalemme, omaggio di Israele a coloro che durante la Seconda Guerra Mondiale si spesero per salvare gli ebrei dalla persecuzione nazifascista. Perché Bartali, a forza di chilometri e pedalate, svolse un ruolo essenziale, trafugando documenti, veicolando informazioni, salvando vite umane. Dario Ricci ne parla con Andrea Bartali, figlio del grande campione e Paolo Alberati, il ciclista appassionato di Scienze Politiche che ha riportato alla luce questa pagina segreta e nascosta della vita di Gino Bartali
La puntata di "A Bordocampo" su Radio24-IlSole24Oresarà su Radio 24 domani alle ore 14.30 ed in replica sabato prossimo alle ore 6.30. «E’ un argomento molto affascinante che spesse volte viene chiesto alla Fondazione Gino Bartali Onlus di raccontare tra radio, tv e momenti di di pubblico ciclismo - ha spiegato Andrea Bartali - per la prima volta una radio si è interessata di parlare dell’albero dei Giusti, per noi di grande soddisfazione perché viene riconosciuto un merito. Papà ne sarebbe molto contento seppure per tanti anni abbia celato i suoi viaggi della salvezza. Diceva che il bene si fa ma non si dice e che questa storia sarebbe venuta fuori al momento opportuno, non certamente con lui in vita. Così è stato, io sono stato il primo a conoscere tutta la storia raccontatami durante i nostri numerosi viaggi e con la promessa di non raccontarla fino al momento giusto che io avrei riconosciuto. Ora, assieme a me, per dare a papà il suo albero stanno lavorando Sara Funaro, Adam Smulevich e molti altri della comunità ebraica fiorentina».
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