| 25/07/2010 | 09:39 Ultima sveglia: per prendere il treno. Nessuna levataccia, anche perché il treno è il superveloce TGV e in un paio di ore si arriva a Longjumeau, dove la corsa prenderà il via alle 14.42: la tappa più breve di questo Tour de France (escluso le crono): solo 102 km. Un vera passerella, che noi incominceremo sul treno, dove di fatto inizierà la festa. Dopo tre settimane di battaglia e più di 3.500 chilometri percorsi, il clima dell’ultima tappa è da sempre un vero e proprio ultimo giorno di scuola prima delle vacanze, anche se le vacanze per noi ciclisti non ci saranno. Si festeggerà Contador, si festeggerà Andy Schleck, festeggio anch’io, che l’ho vista brutta ai piedi dei Pirenei, quando la mia tracheobronchite mi ha tolto il respiro e anche le piccole e residue speranze di arrivare almeno sul podio di Parigi. Anche questa mattina - me l’hanno confermato ieri sera non è mancata la corsetta mattutina promossa di Stefano Zanatta, il nostro diesse, che si è trascinato al seguito per tre stettimane Archetti, Nakano e Yankee Germano. Anche questa mattina Paolo Barbieri, il nostro responsabile della comunicazione, ha dormito un po’ di più. Niente corsetta: non ci sono riusciti, come lui non è riuscito a vincere la scommessa con noi corridori: è arrivato a Parigi sovrappeso. Quattro chili di troppo, causa pasta e crostate del nostro cuoco Massimo Carolo. Abbiamo festeggiato anche Paolo, per il suo prezioso lavoro, ma soprattutto per la vera impresa di questo Tour: partito con un peso forma di 70 kg, torna a casa a quota 74: grandioso! Poi questa sera, la festa a me più gradita e attesa: finalmente riabbraccerò Micaela e i miei bimbi, Domitilla e Santiago. Chiuderemo come da tradizione: con un bella cena a lume di candela in un bel “bistrot” a Parigi, come una normale e bella famiglia in gita nella «Ville Lumière». Poi spegneremo la luce.
«Dentro il gruppo», rubrica di Ivan Basso da il Gironale del 25 luglio
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