DENTRO IL GRUPPO. Perché lo faccio? Perché è giusto così
| 23/07/2010 | 10:45 Perché lo fai? Me l’hanno chiesto in tanti, ad un certo punto me lo sono chiesto anch’io: perché lo faccio? Perché salire in bicicletta con una tracheobronchite che ha cominciato a farsi sentire sul col de la Madeleine una settimana fa, dopo Morzine, e punirsi con una tappa pirenaica che termina sul Tourmalet? Perché lo fai? Me l’ha chiesto anche Micaela, mia moglie, ieri mattina, poco prima di partire, sotto un cielo cupo e carico di pioggia e una temperatura che invogliava tutti a starsene al calduccio, sotto le coperte. Anche i miei compagni di squadra me l’hanno chiesto: Ivan, perché lo fai? Lo faccio e l’ho fatto perché non voglio darla vinta a questa bronchite fottuta. Mi ha già fatto perdere un bel piazzamento al Tour - non dico vittoria, perché Alberto e Andy sono sempre stati di gran lunga superiori -, perché ci credevo e sono sicuro che proprio qui, in queste tappe, in questa tappa io avrei potuto fare qualcosa di buono. Perché lo faccio? Proprio perché dopo il Giro non mi sono concesso un giorno di vacanza, perché ho continuato a pedalare, ad allenarmi ad andare in ritiro con la squadra. Perché sono stato lontano da casa per tre settimane e un senso a questa lontananza andava data. Perché lo faccio? Perché lo sta facendo Cadel Evans, che nonostante due podi al Tour, una maglia iridata sulle spalle e un gomito rotto, lui è qui che corre, perché il lavoro che fa oggi, non lo farà domani e alla fine tutto torna: tutto resta. Per la stessa ragione Lance Armstrong è qui. Lui è venuto per vincere. Ci sperava - credetemi - era convinto di fare il gran colpo, invece è saltato per aria, ma è qui. E se gli chiedete perché lo fai? Lui ti risponde perché è giusto farlo. Perché un velista che scuffia non vuole essere aiutato, e un ciclista in difficoltà non si ferma tanto facilmente. Perché lo faccio? Per dimostrare a me stesso, che con solo due cilindri e il respiro affannoso riesco ancora a fare qualcosa di buono. Sul Tourmalet sono arrivato in 69° posizione a 16’28” da Andy Schleck, e me ne sono lasciati alle spalle centodue. In classifica generale ora sono 30°. Perché l’ho fatto? Perché potevo farlo. Ed era giusto farlo.
«Dentro il gruppo», rubrica di Ivan Basso da il Giornale del 23 luglio
Bravo Ivan, siamo orgogliosi di te!
La gente che ti chiede perchè lo fai (ovviamente perchè si preoccupa della tua salute), non si ricorda della grave crisi (causata dalla gastroenterite) che avesti sullo Stelvio al Giro del 2005.
E anche quella volta terminasti il Giro, non solo, ma anche con ulteriori due belle vittorie.
Maurizio Ponti.
Mai contro il palazzo.
23 luglio 2010 13:36LorenzoFiuzzi
Credo che Basso voglia finire il Tour anche in condizioni di salute difficili per guadagnare punti di simpatia verso gli organizzatori, che queste cose le apprezzano molto, punti utili per il futuro.
Pantani non fu più invitato dopo il ritiro del 2000 per dissenteria, benchè potesse in teoria continuare, e il ritiro non fu affatto cosa gradita.
Ivan è un ragazzo molto intelligente, quello che con più dignità ha vissuto la sua vicenda di positività all'antidoping, ha capito come funzionano le cose, e si comporta di conseguenza.
23 luglio 2010 14:16Atsic
L'invito non c'azzecca proprio niente. Quindi della simpatia potrebbe anche fregarsene altamente visto e considerato che Liquigas sarà protour anche l'anno prossimo e avrà il diritto/dovere di partecipare al tour.
Perchè lo faccio
23 luglio 2010 16:00forzaG
Ribadisco il mio concetto, anche se non lo si vuole pubblicare: non capisco perchè se uno si chiama basso e continua il tour con una bronchite lo si debba considerare o si consideri egli stesso quasi un eroe..... E poi sul giro del 2005 e della famosa gastroenterite, beh ci sarebbero da dire alcune cose, ma non entro in merito.....
basta...
23 luglio 2010 17:08alexuno
...dacci un taglio, corridori come te ce ne sono a migliaia, sta storia della bronchite ha stufato, se stavi male ti ritiravi, se invece continui è perchè il ciclismo è il tuo lavoro e non stai poi cosi male...basta far l'eroe, non serve!
Per atsic
23 luglio 2010 19:05LorenzoFiuzzi
Come dici giustamente tu, essendo in una squadra protour per il 2011 l'invito non c'azzecca niente. Se però tra 2 anni sarà in un'altra squadra, allora sì.
Invece essere apprezzato dagli organizzatori c'azzecca sempre, protour o non protour. Se te ne intendi e allarghi gli orizzonti, capisci questa mia ulteriore spiegazione.
A ragione Fanini
23 luglio 2010 19:36harlock
Io non credo alle condizioni di salute difficili ,ma piuttosto al fatto che Ivan come dice da tanto tempo Fanini ora corra quasi pulito,non potendo piu' rischiare altrimenti sarebbe la sua fine. Gli altri davanti in classifica anno il turbo che ai controlli non si trova.
23 luglio 2010 21:54vampiro
Venerdì 23 Luglio , 19:36
Io non credo alle condizioni di salute difficili ,ma piuttosto al fatto che Ivan come dice da tanto tempo Fanini ora corra quasi pulito,non potendo piu' rischiare altrimenti sarebbe la sua fine. Gli altri davanti in classifica anno il turbo che ai controlli non si trova. Harlok.
...ha ragione fanini,ora ivan non potendo piu rischiare corre QUASI pulito.
Gli altri davanti in classifica Hanno il turbo che hai controlli non si trova.
-.- fatti 2 conti e renditi conto della scemenza che hai scritto.
basso grande professionista
24 luglio 2010 12:59MARcNETT
invece che criticare,dandogli contro a sproposito abbiate rispetto per l'uomo che cotinua debilitato a prescindere.visto che di fenomeni in giro non ne vedo come si può dire che come lui ce ne sono a centinaia.....
qualche perplessità
24 luglio 2010 14:09pickett
Quest'ultima settimana di Basso non é servita assolutamente a niente,inutile arrampicarsi sugli specchi per trovare una motivazione plausibile.Il sospetto é che gli piaccia un po' farsi compatire.
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