Tour: Stockeau, cronaca di una discesa incredibile
| 05/07/2010 | 18:54 Meno di trenta chilometri al traguardo, discesa dello Stockeau. Il Tour la affronta in senso inverso rispetto alla Liegi, la pendenza raggiunge anche il 18%. Ma la strada bagnata si trasforma in una pista di pattinaggio, le biciclette si fanno ingovernabili, finiscono a terra più di cento corridori in una serie incredibile di oltre dieci singole cadute. E a terra finiscono anche un paio di moto... Ai piedi della discesa, Fabian Cancellara si accorge di essere rimasto solo con un gruppetto di trenta uomini scarsi, tra i quali Menchov, Gesink e Tony Martin. Qualche minuto per far la conta e capire cosa accade dietro di loro, poi la decisione di rallentare e attendere il rientro di tutti, o quasi. Inseguono gli acciaccati Armstrong (botta al braccio), Wiggins (botta al braccio e alla gamba) e Contador (escoriazioni varie) con Basso e Sastre, dietro ancora pedalano come forsennati i fratelli Schleck (Frank con il braccio destro insanguinato, Andy con problemi al braccio sinistro). Alla fine rientrano tutti alla ruota di capitan Cancellara che, a quel punto, affianca la vettura del direttore di corsa Jean Marie Pescheux e ottiene la neutralizzazione dello sprint per il secondo posto. Valgono solo i tempi registrati sul traguardo, non i piazzamenti dei singoli. A fine tappa, Vandevelde e Farrar sono stati trasportati in ospedale per accertamenti, ma l'elenco definitivo di ferite e botte varie lo si potrà stilare solo a tarda sera, se non addirittura domattina alla partenza della tappa del pavè. «Sembrava di pattinare sul ghiaccio - ha dichiarato Contador al traguardo - e la bicicletta era ingovernabile». «Sono caduto due volte in 200 metri - spiega Andy Schleck -, non riuscivo davvero a controllare la bici. Ringrazio tutto per il fair play dimostrato e credo si possa dire che oggi abbia vinto lo sport pulito».
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