Il Resto del Carlino. È ora di sciogliere i nodi

| 28/05/2010 | 08:54
Basso o Evans? Basso o Nibali? Basso o Arroyo? Un Mortirolo solo o addirittura due? Gli ultimi dilemmi il Giro li affida a un lungo fine settimana che come premessa è giù una promessa: di emozioni forti. Si sale sulle vette dove la gloria di giornata diventa in fretta storia: il menu prevede Mortirolo oggi e, se il meteo non ci metterà lo zampino, Gavia domani. Non bastassero ancora montagne così, resta l¹ultima carta, la mini cronometro di domenica a Verona. Guardandolo sulle cartine, è un finale magnifico: alla strada il compito di confermarlo.
Primo nodo da sciogliere: Basso o Evans. Dallo scorso weekend, è il vero duello. Di superba qualità: il campione ritrovato contro il campione del mondo, non si poteva chiedere di meglio. Chiaro lo spartito di Ivan: guadagnare in salita sul canguro iridato per non correre rischi nella crono. Note anche le controindicazioni: un avversario che in montagna non molla mai e la lunga discesa dal Gavia. È sereno è deciso: «Sono pronto, contento di non essere il favorito: mi porta bene».
Secondo nodo, Basso o Nibali. Inteso come possibile rivalità in famiglia: la storia del ciclismo abbonda di precedenti. Di quella regola, però, i due sono un’inedita e simpatica eccezione: fin qui hanno davvero fatto corsa parallela. La faranno anche stavolta: insieme, formano la più tagliente delle forbici. Pronte a tagliare anche la lingua ai gufi: come ogni squadrone che si rispetti, la Liquigas, che con quei due andrà avanti un altro biennio, in questo weekend godrà pure di un simpatico tifo contro.
Altro nodo: Basso o Arroyo. Perché allo spagnolo bisogna pur recuperare due minuti e mezzo. Di tutte, sembra l’impresa meno ardua: in rosa grazie allo scherzone collettivo dell¹Aquila, Arroyo ha goduto fin qui di rendita. Il suo tempo è in scadenza: dovesse proseguire, sarebbe un sorpresone. Nessuna sorpresa, invece, se il cielo si accanisse su queste giornate: in caso di neve sul Gavia, pronta l’alternativa. Un altro Mortirolo, dal versante più lungo e dolce, senza più discesa a rischio: meglio per Basso.
Di dilemmi, il Giro non ne ha certo a Brescia: dopo una tappa fra diluvio e sole, agitata da tante forature e dalla lunga fuga di Marangoni e Kaiser, l’attesa volata premia Andre Greipel, una delle poche firme che a questa edizione ancora mancava.

da Il Resto del Carlino del 28 maggio
a firma di Angelo Costa
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