Il Giornale. Il Giro si fa più duro, ma forse è anche più puro
| 22/05/2010 | 08:49 Caro diario, se finora il Giro è sembrato duro, imprevedibile, carogna, con tanta acqua e tanto freddo, con tante fughe e tante cadute, tanti chilometri in bicicletta e tanti trasferimenti in pullman, ecco, da quest’oggi sarà molto, ma molto, ma molto peggio. I sopravvissuti del gruppo arriveranno a rimpiangerlo, il Giro massacrante corso finora: perché con il monte Grappa di oggi e lo Zoncolan di domani si apre la lunga settimana dei tormenti. Suona il gong: il campionato del mondo di fatica, il vero reality della sofferenza estrema, la corsa a tappe più dura del pianeta offre l’opportunità, a chi abbia gambe e orgoglio, di fare un figurone. Otto giorni, otto tappe, mille modi per assaltare la maglia rosa. C’è chi, come il ragazzino della Tasmania, Richie Porte, questa maglia la veste già, e dunque proverà a realizzare il sogno di difenderla con i denti fino all’ultimo chilometro. Poi c’è chi, come gli spagnoli Arroyo e Sastre, questa maglia la vede molto vicina, grazie alla memorabile imboscata nella tappaccia dell’Aquila. E infine ci sono tutti gli altri, l’iridato Evans e il kazako Vinokourov, ma soprattutto i nostri, da Basso a Nibali, da Garzelli a Scarponi, che la famosa maglia se la sono lasciata allontanare, troppo e colpevolmente, sempre nello storico flop dell’Aquila, passato alla storia come raduno mondiale degli impiastri e dei masochisti. Inutile aggiungere altre chiacchiere: siamo alla resa dei conti. A questa resa dei conti si presentano ciclisti già molto consumati, sicuramente per le battaglie che non si sono risparmiati finora, tutti i giorni, su tutti i percorsi. Ma qualcuno dice anche per la mancanza di aiutini e rabbocchini magici che alla vigilia delle montagne negli ultimi anni hanno sempre rimesso a posto i livelli del motore. Sostiene il campione d’Italia, Filippo Pozzato: “Il ciclismo non è mai stato così pulito”. Voglia il cielo che sia davvero così. Che il fesso truffatore, immancabile in qualsiasi contesto umano, resti un’eccezione esposta alla pubblica vergogna. Una semplice testimonianza però posso tranquillamente sottoscriverla anch’io: tappa dopo tappa, si vedono in Giro cere sempre più smunte ed emaciate. Ogni giorno sembra che in gruppo trascorra un anno. Ogni giorno una ruga in più. I segni indelebili della fatica sono evidentissimi. I ciclisti tornano a suscitare l’antica pena, prima delle pozioni magiche, prima dei siringoni che tappa dopo tappa, salita dopo salita, li rendevano stranamente più belli, più freschi e più giovani, fino all’ultimo giorno del Giro, quando sembrava di vederli bambini e bisognava abbatterli a fucilate per convincerli della fine. Caro diario, mai più così. Mai più Giri finti e taroccati, per superman e nembo kid. Bastano uomini veri e sinceri, con il loro coraggio e i loro limiti, persino con le loro stupidissime gaffe, come quelle dell’altro giorno all’Aquila. Ce lo faranno, questo favore? Prima di mettere la mano sul fuoco, conviene aspettare. Siamo già tutti con i moncherini. Serve prudenza. Ma i segnali sembrano incoraggianti. Meglio vincere meno, ma vincere bene. Guardiamoci in Giro: sembrava che noi italiani dovessimo pagare con tante sconfitte il nostro piano nazionale di pulizia, abbiamo perso dieci tappe di fila, già si parlava di fine del mondo, ecco invece due vittorie in due tappe. L’altro giorno Pozzato, a Cesenatico il giovane Belletti, ragazzo del posto cresciuto sognando Pantani. “L’ho amato – spiega commosso -, ho cominciato emozionandomi con lui. Un altro così non tornerà più. Non chiedetemi se era pulito, ero troppo piccolo per sapere, mi hanno raccontato che aveva dei valori fuori posto…”. Caro diario, qui tutto parla di Pantani. I ricordi rimuovono le pagine scure e lasciano trasparire solo i giorni migliori. Chissà, forse è meglio che sia così. Per i ragazzi come Belletti, ma anche per tutti noi, con la memoria così confusa.
da Il Giornale del 22 maggio a firma di Cristiano Gatti
proprio ieri sera parlavo con un dottore che lavora presso un ospedale mi diceva che secondo tutte le sue conoscenze scentifiche correre ogni giorno a quei livelli PULITI COME DICE POZZATO E' IMPOSSIBILE chi non ci crede invece di rispondere a vanvera si documentasse da premettere IO E' UNA VITA CHE VADO IN BICI E NE CAPISCO PARECCHIO
Puro?
22 maggio 2010 10:08DarkSide
Che vuol dire? Mi sia data la definizione di purezza...
...fai una distinzione
22 maggio 2010 17:54raffaello
...c'è da fare una distinzione.... fare un giro e non far classifica si può fare..... quelli la davanti non so..... una cosa è certa, la differenza dagli altri anni si vede!
per scatto
22 maggio 2010 20:24Cada
Anche Cristoforo Colombo quando ha scoperto le Americhe era convinto di essere arrivato in India! Anche i migliori a volte possono sbagliarsi...
Per poter commentare i post devi esser registrato.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.
Seconda vittoria in carriera per il 23enne Pierre Gautherat (Decathlon CMA CGM) che si aggiudica la novantesima edizione della Paris-Camembert: 198 km da Favrieux a Livarot-Pays-d'Auge. Ripresa ai -35 dal traguardo la fuga di giornata, è partito un sestetto 100% made in...
João Almeida lancia l'allarme ed è un segnale importante, visto che arriva a poche settimane dal Giro d'Italia per il quale il portoghese dovrebbe essere il capitano designato della UAE Emirates XRG. Il condizionale è d'obbligo perché, dopo un mese...
LOOK Cycle presenta la 795 Blade RS “Ciel du Nord", una speciale livrea in edizione limitata che nasce come tributo ciclistico all'atmosfera speciale ed unica delle terre di confine tra Francia e Fiandre. Qui nella tappa Roubaix-Bruxellese del Tour de France 1992...
Presso lo stabilimento Pirelli al confine tra Bollate e Paderno Dugnano, il responsabile del settore ciclistico di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) Piero Nigrelli ha illustrato i dati relativi all'andamento del mercato della bicicletta in Italia. In particolare...
La Cofidis si porta avanti nella definizione dei propri roster maschili e femminili per le prossime stagioni e con largo anticipo ha comunicato che sia Nadia Quagliotto che Nicolas Debeaumarché difenderanno i colori giallorossi anche nel 2027 e (nel...
Domenica si è conclusa l’edizione 2026 della Settimana Internazionale Coppi e Bartali, 5 giorni di corsa organizzati dal G.S Emilia di Adriano Amici con il costante supporto della Lega Ciclismo Professionistico che ha inserito la corsa all’interno del circuito della...
È tornato. Bello, elegante, rinnovato, con una storia che sa di passato e di contemporaneità. È tornato il velodromo di Dalmine, con la sua storia, la sua leggenda, il suo fascino asciutto come il cemento spazzato dal vento, che ieri...
Calcio, altro che ciclismo. A lui piaceva giocare a calcio, e chissà che cosa avrebbe dato per poter diventare un calciatore di quelli bravi, di quelli famosi. Invece gli amici andavano in bici, c’era anche chi correva, e tutti gli...
Oggi, 31 marzo, ricorre il 6° anniversario della scomparsa di Giancarlo Ceruti, morto per Covid all’età di 67 anni. Presidente della Federazione Ciclistica Italiana per due mandati consecutivi dal 1997 al 2004, Giancarlo Ceruti è stato un passaggio significativo...
Alessio Magagnotti è uno dei giovani più promettenti del movimento italiano e già in questi primi mesi di gara sta confermando i numeri che ha già fatto vedere nella categoria junior e che potrebbero diventare qualcosa di veramente grande. Nel...