Landis, il pentito a scoppio ritardato

| 21/05/2010 | 08:59
Da un pentito a scoppio ritardato come Floyd Landis, già squalificato per doping dopo aver vinto il Tour quattro anni fa, arriva una sassata contro la dorata vetrina del campione più importante dell’ultimo decennio, Lance Armstrong. Allievo e uomo di fiducia del texano entrato nella storia per aver vinto in Francia per sette volte consecutive, Landis rivela di esser stato avviato all’uso di sostanze vietate proprio da lui. Dichiarazioni che tornano ad addensare nuvole molto cupe sul nome di Armstrong, già sfiorato all’epoca del suo ritiro dai sospetti dei francesi, frasi che non mancheranno di avviare una nuova inchiesta sul rapporto fra il ciclismo e la farmacia proibita.
La sua bella confessione, Landis l’ha affidata al Wall Street Journal, uno dei quotidiani più popolari degli Stati Uniti. Lo ha fatto nei giorni in cui si sta correndo il giro della California, dove il suo ex maestro Armstrong sta preparando il prossimo Tour. Lo ha fatto soprattutto dopo aver raccontato per anni di non avere mai assunto doping: risultato positivo nel 2006 dopo esser salito in cima al podio dei Campi Elisi, l’ottimo Floyd si è battuto in tutte le aule di tribunale stragiurando sulla propria innocenza.
Sconfitto e, a quanto racconta lui, rovinato economicamente da questa battaglia giudiziaria, ha cambiato completamente rotta: meglio parlare. Un bell’esempio di pentitismo fuori tempo massimo, che ha molto di più il sapore di una vendetta.
Comunque sia, al quotidiano del suo Paese Landis racconta vicende di cui ha già informato le autorità americane del ciclismo con un paio di mail nelle scorse settimane. «Ho fatto uso di sostanze vietate durante tutta la mia carriera: facevo trasfusioni di sangue, assumevo steroidi per bocca, mi iniettavo epo e prendevo anche testosterone, ormoni femminili e insulina. Ho cominciato a farlo dal 2002 e da lì sono andato avanti. Le prove di tutto ciò? Metto a disposizione degli organi preposti i diari che ho tenuto, nei quali racconto tutte queste pratiche».
Di qui, il passaggio ad Armstrong è conseguente. «C’era una sorta di doping sistematico che si praticava all’Us Postal, con la quale ho corso dal 2001 al 2004, e poi alla Phonak. Durante i nostri allenamenti, Armstrong mi ha spiegato più volte che coi nuovi test per scoprire l’epo era necessario passare alle trasfusioni sanguigne. E mi sono iniettato anche delle sacche di sangue che erano conservate nel frigorifero di Lance» dice Landis.  Che nella confessione inviata alla Federazione americana fa i nomi di una dozzina di ciclisti: fra questi, anche Leipheimer e Zabriskie, il primo tuttora al fianco di Armstrong. Dal quale, inutilmente, il giornale americano ha provato ad avere una reazione.
Di reazioni, ne è già arrivata una: curiosamente, l’Unione ciclistica internazionale, anziché aspettare sviluppi o esaminare direttamente il caso, prende le distanze, condannando Landis «per aver parlato senza lasciare alle autorità americane il tempo di completare le indagini». Critiche che non riguardano più l’ex luogotenente di Armstrong, che dopo la confessione dice di sentirsi finalmente «con la coscienza a posto»: c’è solo da chiedersi dove l’abbia tenuta negli ultimi quattro anni.

da Il Resto del Carlino
a firma di Angelo Costa
 
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COMMENTI
al Sig Costa.
21 maggio 2010 09:45 limatore
non parlano e ti lamenti, parlano e gli critichi, ma datti una regolata. Il sasso l'ha tirato,anche se in ritardo, e magari anche per soldi, ma adesso indagare è un dovere , alla ricerca di riscontri.

e' tutto un giro
21 maggio 2010 09:57 scatto
leggendo e' chiaro che anche la stampa con certe precisazioni affossa o resuscita qualsiasi persona e' tutto un GIRO FINCHE' CI FAI PARTE SEI FORTE E LEALE SE NO SEI FUORI

megli tardi che mai.
21 maggio 2010 10:09 roger
Comunque sia, è meglio che certe rivelazioni siano arrivate anche se tardi e (come dice il limitatore)sicuramente per soldi. Ora però è un dovere andare fino in fondo ed indagare altrimenti si rischia di mandare ancora più a fondo il ciclismo. Bisognerebbe anzi che ce ne fossero altri in grado di trovare il coraggio di parlare, proprio come sostiene sempre Fanini.

Scuola di Pensiero
21 maggio 2010 11:13 serbis69
Fanini con le sue "martellanti" posizioni sul doping sta facendo scuola di pensiero!
Dai e dai, si vede che i corridori che hanno la coscienza sporca, tendono ad ascoltarlo, uscendo dall'omertà.
Spero solo che il comportamento di Landis venga preso ad esempio da tanti altri campioni che nella loro carriera hanno barato. E' il miglior modo per far cambiare mentalità a tutti. E se tutti confessassero, sarebbero alleggerite anche le sanzioni a cui vanno incontro e pian piano il ciclismo tornerebbe ai suoi veri principi originari.
Sarebbe forte se Landis, andasse in squadra con Fanini, come ha scritto un commentatore su un altra notizia

era ora!
21 maggio 2010 13:04 marco130
E' vero che ha spiattellato in ritardo, probabilmente quando ha capito che l'ambiente gli aveva voltato le spalle come succede in questi casi l'esasperazione lo ha portato a far morire Sansone e tutti i filistei.
Comunque sia secondo me ci voleva, penso che si debba riscrivere molto sulla storia del ciclismo degli ultimi venti anni.

serbis scatto limtatore
21 maggio 2010 14:25 claudino
ma il doping fanini onon fanini ci sara sempre ricordatevelo .landis perche non ha denunciato prima di essere trovato positivo? comoda prima ruba e... poi accusa no no no.

Comportamento comprensibile
21 maggio 2010 14:35 pickett
é assolutamente umano e comprensibile che i "pentiti" parlino quando non hanno + nulla da perdere.Avete presente la vicenda dell'ex-calciatore Carlo Petrini?Angelo Costa ha comunque scritto una grave inesattezza:un paio di mesi dopo il ritiro,Armstrong non venne"sfiorato dai sospetti".VENNERO PRESENTATE LE PROVE CHE SI ERA DOPATO,ovvero le provette del suo sangue con tracce di EPO.Diciamole giuste,le cose.

C'E' QUALCUNO?
21 maggio 2010 14:51 jaguar
Ma c'è qualcuno che mi fa capire? Se un corridore non confessa è un mascalzone, un bugiardo, un drogato se poi confessa è sempre un mascalzone, un opportunista e così via.....ma allora? Khol ha confessato e tutto è andato sotto silenzio, ora Landis e la musica non sta cambiando.....la domanda sorge allora spontanea: ma c'è forse qualcuno (UCI,Corridori,Tecnici,Addetti ai lavori) che hanno tutto l'interesse che tutto resti così....Il Gattopardo docet.Insisto allora è più logico che il doping sia libero e non solo risparmiamo un sacco di soldi e non ci saranno più discussioni....d'altronde ognuno si rovina come vuole.

21 maggio 2010 14:55 bira
In quel piatto ci hai mangiato, hai vinto, sei divantato uno dei più forti e hai guadagnato tanti tanti soldi. Poi ne sei caduto fuori. E per rientrarci hai speso tutto: dignità, tempo e tutto il denaro che avevi guadagnato.
Non ci sei riuscito però!
In queste \"lettere-confessione\" hai abbattuto un muro di omertà grande come una montagna, ma saresti anche il primo che venderebbe l\'anima al diavolo per qualche euro. Ho detto solo la tua di anima, perchè quella dei tuoi genitori la hai già venduta nel 2006 giurandoci sopra la tua innocenza.
Landis, non ti si può dire neanche la frase: \"meglio un ladro che un infame\",
perchè tu sei stato entrambe le cose...

Quei 100000 dollari...
21 maggio 2010 15:40 pickett
Solo oggi,leggendo il sito "Ciclyngnews",ho appreso che Armstrong qualche anno fa fece una donazione di 100000(centomila)dollari all'UCI.Vi sembra normale?Io sono sbalordito che la cosa fino ad oggi sia passata sotto silenzio.INCREDIBILE!!!

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