La Castellina, padre Raffaele e la fede "in bicicletta"
| 17/05/2010 | 09:11 Tutto è partito da tuttoBICI ed ora Padre Raffaele è una star. Frate carmelitano lo abbiamo scovato alcuni anni fa al Convento di Santa Lucia la Castellina, innalzato 3 anni addietro a centro spirituale del ciclismo: è un vero e proprio ciclista, con tanto di divisa del convento, bici tirata a lucido e rulli in cella collegati al pc per la simulazione delle corse. Pubblicato poi un altro articolo sul sito Pontifex, anche la Rai è arrivata a conoscere questo formidabile religioso e a dedicargli la puntata di sabato scorso di “A sua immagine” alle ore 17.05 dopo il tg su Rai Uno. Tutto da scoprire, Padre Raffaele è davvero un uomo speciale, capace di unire la sua passione per la bici alla sua missione di religioso e ancor più strabiliante è come sia riuscito a farsi voler bene soprattutto dai più giovani parlando per così dire, la loro lingua ed entrando discretamente nei loro motori di comunicazione come internet e facebook, compagno di pedalate e ottima spalla di vita. «Durante la puntata di “A sua immagine” si è raccontata la mia esperienza di sacerdote amante della bicicletta che vive al Centro Spirituale del Ciclismo ed è stata registrata con la presenza di Francesco Moser che negli anni 70 veniva al nostro convento con la squadra Filotex. Un sacerdote che "utilizza" la passione per la bicicletta per testimoniare la sua vita di fede nel seguire Gesù Cristo: questo ha raccontato la puntata. Da una cartolina del 1966 che Padre Agostino Bartolini (ndr: fondatore del movimento della Castellina) ricevette dalla nazionale di ciclismo radunata in Germania nacque allora l'impegno nel mondo delle due ruote... fino ad oggi. Poi c'è stata la visita alla famiglia Bartali e gli auguri di un amico che porto nel cuore... L'uscita in bici con gli amici della Campi 04 e Cicli poccianti con Daniele...». Padre Raffaele, Padre Agostino Gelli e Padre Agostino Bartolini, tre persone che di giorno in giorno rendono sempre più speciale la Castellina, un luogo che una volta visitato non lo si dimentica più e che per i ciclisti, con il museo storico, la messa con la bici sull’altare e tutto il resto, è come sentirsi a casa, un must, un appuntamento fisso a cadenza più che regolare.
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