DIECI FACCE DA VUELTA

VUELTA | 21/08/2026 | 08:20
di Angelo Costa

Sette arrivi in salita, quattro tappe di media montagna, oltre 58mila metri di dislivello: è la Vuelta più dura di sempre, almeno a sentire chi l’ha disegnata. Si comincia ancora fuori dai confini, nel Principato di Monaco, con una breve crono,  inedita la conclusione a Granada con uno spettacolare  circuito finale che prevede quattro scalate all’Alhambra. In un percorso interamente disegnato in Andalusia nella seconda metà, non manca lo spazio per uomini veloci ed attaccanti, nè per i cronomen (due chance: i 9 chilometri del primo giorno, i 32 del terzultimo), a scegliere il vincitore sarà indiscutibilmente la montagna. Con un paio di novità: un tratto di sterrato nel finale della sesta tappa e l’arrivo al terribile Collado del Alguacil nella penultima, con pendenze fino al venti per cento. Assenti l’ultimo vincitore Vingegaard e altri due big da corse a tappe come Evenepoel e Seixas, al via ci saranno grandi specialisti da classiche come Van Aert e Pedersen e bimbi emergenti come Vidar e Nordhagen. Fuori dall’albo d’oro da oltre un decennio (di Aru, nel 2015, l’ultimo centro), l’Italia affida a una dozzina di uomini il compito di tener alto l’onore nelle tappe. Ecco le dieci facce (una più altre nove) candidate al successo finale.


Tadej Pogacar. Vince perché ogni volta che si presenta si prende tutto, perché non si intravede fra i rivali chi possa impensierirlo, perché l’occasione di entrare nel club di chi ha vinto tutti i grandi giri è il suo obiettivo. Non vince perché ogni tanto la cattiva sorte guarda anche i più bravi.


Primoz Roglic. Vince perché c’è già riuscito quattro volte, perché è il più fresco di tutti, perché anche dice di puntare soltanto alle tappe perché ha avuto mille guai è pur sempre uno da tener d’occhio. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto.

Richard Carapaz. Vince perché è uscito in condizioni smaglianti dal Tour, perché è nato per percorsi come questo, perché puntando soltanto alle tappe alla fine in classifica ci finisci sempre. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto.

Joao Almeida. Vince perché fra malanni e infortuni si è spremuto poco, perché è un altro che i grandi giri li chiude in top ten, perché se al suo capitano Pogacar girasse storta è la miglior alternativa. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto.

Felix Gall. Vince perché al Giro ha finalmente respirato l’aria del podio, perché una corsa così è l’ideale per uno scalatore, perché in assenza di Seixas vuol dimostrarsi vincente. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto. 

Mattias Skjelmose. Vince perché è reduce da un Tour corso al passo dei più forti, perché nell’unico precedente sulle strade spagnole ha chiuso in top five, perché ha la fiducia dell’intero team. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto. 

Oscar Onley. Vince perché vuol rifarsi dopo il mancato Tour, perché vuol confermare che nel gruppo di baby emergenti c’è anche lui, perché rispetto al compagno Carlos Rodriguez ha dato qualche segnale in più. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto. 

Cian Uijtdebroeks. Vince perché deve riscattare una stagione con più ombre che luci, perché dà più garanzie rispetto al compagno Mas, perché della nuova generazione è ancora quello non pervenuto. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto.

Tobias Johannessen. Vince perché è reduce da un buon Tour, perché ha le qualità per questo percorso, perché se ha deciso di affrontare per la prima volta due grandi giri in stagione significa che è pronto. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto.

Santiago Buitrago. Vince perché è uomo di montagna e qui il terreno non gli manca, perché gode della completa fiducia del team, perché inseguendo le vittorie di tappa è sempre finito nei primi quindici. Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto.


Copyright © TBW
COMMENTI
Uijtdebroeks
21 agosto 2026 09:35 Albertone
Sono curioso di vedere se batte un colpo oppure se rimane una speranza.
Ha ancora 'solo' 23 anni, ma adesso ci sono ragazzi di 19-20 anni che volano

Albertone
21 agosto 2026 10:50 Frank46
Uijtdebroeks è il Tiberi belga.

Carapaz
21 agosto 2026 11:20 GianEnri
Visto il livello dietro a Pogacar, Richard ha una ottima occasione di andare a podio

Omrzel
21 agosto 2026 11:30 GianEnri
Curiosità per come andrà questo giovane sloveno

Onley
21 agosto 2026 11:38 fransoli
È il più fresco, avendo dovuto saltare il tour, secondo me può aspirare al primo posto tra gli umani

Podio incerto
21 agosto 2026 14:02 Leonk80
non ci fosse Pogacar non saprei su chi scomettere per la vittoria.
Finalmente rivediamo Almeida, se stesse bene finirebbe sul podio magari con un aiutino da parte del suo capitano.
Comunque per il podio Gall (soprattutto) e Carapaz sulla carta danno più garanzie degli altri.

Vuelta
21 agosto 2026 15:00 Stef83
Senza Pogacar, credo sarebbe stata veramente una Vuelta spettacolare ed incerta fino all'ultimo per la vittoria....con Pogi ovviamente non c'è storia....troppo superiore a chiunque(presenti e assenti)

Frank46
21 agosto 2026 16:57 seankelly
Ha azzeccato il concetto: Uijtdebroeks il Tiberi belga

GianEnri...
21 agosto 2026 17:02 canepari
il giovane Omrzel piace anche a me....e sono curioso di vedere Vidar e Nordhagen. Per il resto....senza sfighe....la lotta, come dice Angelo Costa, è per un posto tra i primi cinque e qualche vittoria di tappa...

Vuelta
21 agosto 2026 17:53 fransoli
ho visto adesso il percorso, veramente duro, forse anche troppo, per i velocisti ci saranno 4 tappe non di più, poi una caterva di arrivi in salita più o meno duri e tappe da fuga dove arrivare in volata sarà difficile.. volendo lo sloveno ne può vincere minimo 5 anche in Spagna.

Tifo
21 agosto 2026 18:08 Panassa
Tifo roglic e carapaz. Roglic perché sempre mi è piaciuto. Ma vale lo stesso per carapaz. C'è pogacar e vabbè lo sappiamo sulla carta non c'è partita.

Confronti
21 agosto 2026 18:48 Cicorececconi
Dislivello positivo totale del Tour de France 2026 è stato di 54.450 metri
Vuelta 2026, circa 58.000 metri

COSTA
21 agosto 2026 18:59 geom54
"Non vince perché quando c’è Pogacar in circolazione si corre per il secondo posto.", detto ben nove volte può solo vincere e avvincere tutti, in attesa di inizio.

Di certo
21 agosto 2026 19:19 Àaaaaaa
Di certo non leggeremo che la corsa è noiosa, come puntualmente accade.
Silva non corre e maglie da leader indecenti, forse non ce ne saranno, come disse qualcuno.
Ora che Silva vince, è un campione

Tante facce da Vuelta!
21 agosto 2026 20:23 Gnikke
POGACAR: Vince perché è il migliore! Non vince perché si ritira!!
TUTTI GLI ALTRI: Vincono perché Pogacar si ritira! Non vincono perché Pogacar è il migliore!

Geom54
21 agosto 2026 21:19 SoCarlo
Al povero Costa nei commenti sono anni che lo prendiamo in giro perche’ deve tirar fuori dieci nomi anche quando corre TP.
Questa volta ci ha fregato…;)

vuelta
21 agosto 2026 23:56 fransoli
circa 3500 metri di dislivello positivo in più rispetto al Tour, per di più distribuiti su un percorso che complessivamente risulta leggermente più corto (una cinquantina di chilometri circa)... se si cura la classifica non è proprio l'ideale per preparare un mondiale che strizza l'occhio anche a passisti come Van Aert ed Evenepoel, ma l'assenza di grossi calibri può anche permettere a Pogacar di correre con un minimo di riserva. Comunque secondo me fa bene a provare a completare i GT, andare a vincere il terzo mondiale consecutivo non sarebbe facile neanche con una preparazione mirata, correre sul percorso canadese contro una corrazzata come il Belgio con una squadra nazionale che non vale certo le top può risultare proibitivo anche per il fuoriclasse di questo millennio

Aaaaaaa
22 agosto 2026 08:16 BuIlet
se la corsa è noiosa scrivilo tu, nessuno te lo impedisce

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
L'HG Cross di Heerde, nei Paesi Bassi, incorona vincitori Ceylin del Carmen Alvarado e Joran Wyseure al termine di una giornata di grande spettacolo nel ciclocross internazionale. Tra le donne elite, la portacolori della Fenix-Premier Tech ha fatto valere tutta...


Si può considerare un esotismo fuori stagione l’assegnazione di così tante maglie tricolori, sette, il 24 ottobre, ma è veramente il caso di dirlo: meglio tardi che mai. La bella e partecipata rassegna dei campionati italiani assegna un ruolo quasi...


Ancora una volta è Elisa Longo Borghini a dettare legge. Sulle strade piemontesi di Piasco, nel Cuneese, la campionessa della UAE Team ADQ ha conquistato l'ottavo titolo italiano a cronometro della sua straordinaria carriera, chiudendo la stagione con l'ennesima...


Ancora Sud Africa sul tetto continentale. La campionessa africana 2026 si chiama Magda Nieuwoudt, ha 36 anni e arriva dalla gravel. Una vera prova di forza quella delle sudafricane Che piazzano seconda Lisa Bone e terza Tiffany Keep. A fare...


Nicolas Milesi concede il bis. A una settimana dal prestigioso successo nella Crono delle Nazioni di Les Herbiers, il bergamasco conquista anche il titolo italiano a cronometro della categoria Under 23 sulle strade di Piasco. l portacolori della Netcompany...


Arriva in Slovacchia la prima, attesa vittoria tra gli juniores di Alessio Borile. Il promettente friulano della Asd DP66 Pinarello si è imposto nel Gran Premio di Topolcianky, confermando tutto il suo talento in una prova di alto livello internazionale....


Bella vittoria internazionale per Lucia Bramati. La vicentina del FAS Airport Services Guerciotti Premac si è infatti aggiudicata la terza prova della Janev Cup per donne elite disputata a Rymarov, in Repubblica Ceca. Bramati ha dominato il confronto chiudendo...


Va al figlio d'arte Patrik Pezzo Rosola il titolo italiano a cronometro della categoria juniores. Sulle strade di Piasco, nel Cuneese, il veronese della Nordest Petrucci Assali Stefen ha offerto una prestazione impeccabile, coprendo i 19, 7 chilometri del...


Si chiude nel segno della maglia tricolore la stagione di Nicole Bracco. La cuneese della Società Ciclistica Cesano Maderno ha conquistato il titolo italiano della cronometro donne allieve sulle strade di Piasco, nel Cuneese, coprendo i 13 chilometri del...


L'apertura dei Campionati Italiani a cronometro di Piasco parla lombardo. A conquistare il titolo tricolore nella categoria allievi è stato il milanese Samuele Matteini del Team Aba Orobia Biassono, autore della miglior prestazione contro il tempo della giornata sui...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra