Libri. "Tano, la busca!? e l'epopea di Gaetano Belloni

| 14/05/2010 | 09:06
Arriva maggio; ritorna come tutti gli anni il Giro d’Italia.
L’anno scorso, 2009, in occasione della ricorrenza centenaria si sprecarono i libri che andavano alla ricerca del ciclismo storico ed eroico dei pionieri. Quest’anno non ne parlerà più nessuno del caro vecchio Giro… e dei suoi anni migliori.
Quale occasione più propizia per ricordare quindi, lonato da casse di risonanza e momenti d’occasione, un protagonista del bel ciclismo di un tempo?
E’ quasi pronto, in fase di stampa, un lavoro dell’ormai noto duo Delfino-Petrucci, studiosi di storia del ciclismo, su il misconosciuto Tano Belloni, corridore degli anni venti, noto soprattutto ai rari cultori come “eterno secondo”.
Il libro edito dal FIORINO di Modena si intitola appunto “TANO, LA BUSCA!” Il ciclismo di Tano Belloni, “eterno secondo” che sapeva vincere.

La prefazione di Claudio Gregori impreziosisce il lavoro.
Balza subito agli occhi il titolo del libro quantomeno singolare: perché LA BUSCA?  Ce lo spiegano gli autori.
“….Belloni in gioventù ha il vezzo di correre con il fazzoletto in bocca. In seguito per soddisfare il suo desiderio fremente di avere qualcosa tra i denti, usa una cordicella arrotolata attorno al collo la cui estremità viene masticata.
Questo suo comportamento che all’inizio desta ilarità, complici gli ottimi risultati che riesce a conseguire, diventa un corollario indispensabile al suo “essere corridore”.
Al velodromo Sempione di Milano, Belloni trova molti estimatori per la sua generosità. Però, quando i tifosi lo vedono senza questa sorta di collana, lo apostrofano bonariamente urlandogli a gran voce : “Tano, la busca!”. Busca infatti in milanese significa pagliuzza e Belloni accontenta il pubblico; entra sul prato in maniera istrionica, stacca un filo d’erba particolarmente lungo e se lo infila tra i denti. L’applauso scatta fragoroso. Tano è pronto per un’altra sfida…”

Nato a Pizzighettone nel 1892, da fanciullo rischiò di morire annegato nell’Adda. Quando i suoi si trasferirono a Milano si dedicò in principio allo sport della lotta libera. Ballerino formidabile ed eccelso giocatore di carte e biliardo, fu grande protagonista del ciclismo di tempo di guerra (ricordiamo che Tano non fece il militare perché da ragazzo si amputò due falangi al tornio…) ma trovò ben presto sulla sua strada il primo Campionissimo: Costante Girardengo che, nonostante fosse un grande amico, lo batté spesso (da qui il soprannome). Tuttavia la sua carriera fu brillante e Tano trovò spazio anche all’estero dove ottenne successi importanti. Corridore completo anche in pista e anche nel ciclocross, non fece fatica ad imporsi nelle Sei Giorni d’oltreoceano. Ma una parte notevole della sua vita ciclistica si estese al dopoguerra con la sua presenza costante ed estrosa al seguito delle corse professionistiche e al Vigorelli di Milano di cui fu per una trentina d’anni il direttore.

Il libro è di 160 pagine con un centinaio di foto significative e lo si può richiedere all’Editore Il Fiorino Modena al numero 059 281577, costo 12,00 euro.
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