| 13/05/2010 | 09:05 Riceviamo e pubblichiamo questa lettera che la famiglia Pantani ha indirizzato all'onorevole Gianni Letta.
Al Sottosegretario alla Presidenza del consiglio, onorevole Gianni Letta
Inizialmente con stupore, poi con disappunto e, infine, con reale preoccupazione, la Famiglia Pantani prende atto dell’ennesimo ingiustificabile episodio di associazione tra il nome del proprio compianto congiunto Marco Pantani ed il doping nel mondo del ciclismo, tanto più grave in considerazione del contesto in cui esso si è realizzato, dei personaggi coinvolti e dei temi ivi trattati. Ieri, infatti, nel contesto della conferenza stampa tenutasi presso la sala stampa di Palazzo Chigi nell’ambito della presentazione della campagna di sensibilizzazione “Niente doping solo sport”, promossa dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio in collaborazione con Radio Rai, il Dr. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è così testualmente espresso nel corso del suo intervento: « …l’esempio di questi personaggi, di questi campioni (Coppi e Bartali), cercando di fare sport, in bicicletta, in maniera assolutamente pura….. …..poi la vicenda di Pantani ha rivelato, assieme a tante altre che si sono moltiplicate nel giro degli anni e nel “giro dei giri”, di Francia e d’Italia, che la realtà era un po’ diversa…». A prescindere da ogni ulteriore considerazione che il tenore del predetto intervento sollecita, in particolare in riferimento alla singolarissima utilizzazione della figura di Marco Pantani quale spartiacque tra ciclismo epico e non, ci si limiterà in questa sede ad evidenziare come, ancora una volta, in maniera del tutto gratuita ed infondata, e da parte poi di un prestigioso esponente dell’attuale Governo, con il suindicato abbinamento Pantani/Doping si sia consumata l’ennesima offesa alla memoria di Marco. Sorprende e nel contempo addolora non poco il constatare come anche in questa circostanza, tanto più importante e rilevante in quanto specificatamente dedicata alla lotta al doping nel mondo dello sport (e non solo nel ciclismo), a dimenticare o a non sapere che Marco Pantani, pur controllato centinaia di volte in carriera, non è mai stato trovato positivo ad un controllo antidoping e che la sua sospensione a Madonna di Campiglio non è stata dovuta al doping, bensì ad una, pur contestabile, tutela della salute, sia proprio lo stimato Dr. Letta, personalità di indubbio prestigio e di indiscussa onestà. Ma tant’e’… Sorprende anche registrare per l’ennesima volta il silenzio delle autorità sportive presenti alla stessa conferenza stampa ed evidentemente propense ad assecondare tale concezione. La campagna di sensibilizzazione “Niente doping solo sport” si realizzerà anche attraverso la distribuzione di 30.000 borracce trasparenti durante le tappe del Giro d’Italia… Dottor Letta, e se invece delle borracce si riuscisse finalmente a render trasparente e chiara, anche per il suo tramite, questa semplice verità? Non sarebbe l’occasione per far partire nel migliore dei modi la lodevolissima iniziativa?
Confidiamo vivamente in una sua risposta. La Famiglia Pantani
... Quando manca il rispetto per le persone e la conoscenza delle cose meglio stare zitti..
Pantani
13 maggio 2010 11:04ilgiotti
Sono pienamente vicino alla famiglia Pantani. BASTA accostare MARCO al doping.
E' nuna vergogna!!!!
La verità come sempre sta in mezzo...
13 maggio 2010 11:41The rider
Massimo rispetto per una persona che non c'è più e che ha dato tutto per il Ciclismo e per i suoi tifosi, che ancora adesso lo ricordano con affetto, ammirazione e gratitudine.
Ma sinceramente parlando, non è naturale avere un livello di ematocrito al 49/50% al termine di una faticosissima corsa di tre settimane, condotta per di più al massimo, al tempo stesso non era possibile santificare chi aveva il livello di ematocrito al 49,9% e UCCIDERE MEDIATICAMENTE chi lo aveva al 50,1%
Maurizio Ponti.
il senno del poi
13 maggio 2010 12:01scatto
tutto giusto pero' a me mi e' rimasto l'amaro in bocca per come si e' svolta la vicenda pantani doveva essere aiutato allora con lo stesso appiglio di ora e forse tutto era andato col verso giusto
solidarietà
13 maggio 2010 12:59dinross
Piena solidarieta alla famiglia Pantani, è ora di finirla che ogli volta si parla di doping,l'uomo nero da accostare, sia sempre il caro Marco.
Marco Pantani, per i veri amanti del ciclismo, è e sempre sarà un atleta che con le sue imprese,ha saputo dare delle emozioni, che dopo di lui non si sono più semtite con altri se pur bravi campioni.
Grazie Marco...
e' giusto!!!!!!!!!!!!!!
13 maggio 2010 13:43npapi
no e' bello per la famiglia sentire sempre tirare in ballo il nome di pantani!!!!!!!!!! pero' non e' neanche giusto dire tutte le volte che pantani non e' stato mai trovato mai positivo ai controlli !!!! quando sanno tutti che aveva valori anomali!(poi in l'epo non si trovava qundo correva marco!) anche basso non e' stato mai trovato positivo! pero' si vede la differenza da basso 1 a basso 2!!!!!!!! detto questo marco era un furiclasse e lasciamolo riposare in pace e' stato un mito per il ciclismo!!!!!
Apri bocca e dagli fiato
13 maggio 2010 16:34jaguar
Parlano senza sapere nulla. L'ematocrito non è doping e diciamolo una volta per tutte.Avevano stabilito un livello di guardia che era 50% ma potevano sceglierne un'altro sia più basso che pià alto ed allora?Oltretutto questo valore varia da persona a persona per cui molti lo hanno alto naturalmente come il sottoscritto che atleta professionista non è.Ma tant'è...tutti parlano a vanvera e dimenticano di dire che Pantani è stato campione da quando era bambino un fenomeno della natura in salita.Marco è stato insieme a Coppi e Bartali un campione leggendario e resterà nella storia.NEssuno dice che lui si era messo di traverso proprio perchè notava quello che succedeva intorno a lui e mentre soffriva e infiammava le folle in salita.Proprio per questo la Massoneria dei Mediocri gliel'hanno fatta pagare.Un pensiero alla famiglia ed una carezza a Pantani
GRAZIE PIRATA
13 maggio 2010 19:37digonla
Mentre scrivo queste poche righe mi viene la pelle d'oca a parlare di Marco PANTANI, campione di razza, fuoriclasse, senza rivali ...
Mi viene la pelle d'oca anche quando, ancora oggi, sulle salite del giro e del tour, mi cade l'occhio su qualche scritta PANTANI ... (ma signori, ci ricordiamo il duello con Tonkov, ci ricordiamo il "Galibier" e "Le des Alpes", ecc., ecc., ecc., ).
GRAZIE MARCO
13 maggio 2010 19:56digonla
Mi viene la pelle d'oca a scrivere queste poche, banali righe, parlando di un certo signor MARCO PANTANI.
Mi viene la pelle d'oca anche quando su qualche salita del Giro o del Tour, ancora oggi, mi cade l'occhio su qualche scritta inneggiante al PIRATA ...
signori, ma ci ricordiamo I SUOI MORTIROLI, ci ricordiamo MONTE CAMPIONE (il duello più bello della storia del ciclismo, commentato da un grande De Zan), ci ricordiamo il Galibier e Les deux Alpes, ecc., ecc., ecc.
Quelle rano EMOZIONI. MARCO CI EMOZIONAVA TUTTI, COME BAMBINI.
Andatele a cercare con i nostri ciclisti di oggi quelle emozioni.
GRAZIE MARCO.
PANTANI NON SI DISCUTE, SI AMA.
3 marcie in piu'
13 maggio 2010 21:55SERMONETAN
GRAZIE MARCO per quello che hai fatto,il grande MARCO faceva quello che fanno tutti ma era molto piu' forte in salita dei suoi rivali,la conferma era data dai suoi compagni di squadra amici miei,io avro' visto almeno 20 allenamenti in salita di MARCO e compagni credetemi dava sempre piu' di 2 minuti al secondo GARZELLI compreso.UN FENOMENO IN SALITA GRAZIE ANCORA MARCO posseggo ancora custodit gelosamente il tuo cappellino firmato e la calzamaglia che mi hai dato al critrium di cepagatti
ricordiamoci Sanremo
14 maggio 2010 00:20pickett
Pantani prendeva quello che prendevano tutti.Anch'io mi sono entusiasmato per le sue imprese,ma dire che non si è mai dopato é ridicolo,su...Ricordiamoci che il suo entourage tentò di corrompere un testimone,il padrone dell'albergo di San Remo dove fecero irruzione i NAS.Gli chiesero di testimoniare il falso.Mi pare che molti abbiano la memoria corta,o non siano molto informati.
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