Scinto scatena la polemica: noi senza Giro? Ancora non ci credo

| 06/05/2010 | 16:58
«Sono davvero dispiaciuto di non poter partecipare al Giro d'Italia»: è un Luca Scinto amareggiato e giù di morale quello che riflette sull'esclusione della sua Isd Neri Giambenini dalla corsa rosa e accetta di parlarne con tuttobiciweb.it. «Mi dispiace perchè sono sicuro che avremmo dato spettacolo. Già l'anno scorso, pur con qualche sbavatura, ci eravamo fatti notare nonostante fossimo da pochi mesi tra i professionisti. Quest'anno avremmo potuto conquistare qualche traguardo importante e fatico ancora a credere che non ci saremo. So bene che il Giro per una squadra Professional è un privilegio e non un diritto, ma con la carenza di corridori e sponsor che c'è oggi in Italia, escludere una squadra italiana come la nostra equivale a tagliarle le gambe. Ora capisco perfettamente le difficoltà che altre squadre hanno dovuto affrontare in passato e vi confesso che per noi sarà dura andare avanti».
Pensieri e considerazioni che cercano i motivi di un'esclusione - e analizzano con un po' di sana polemica - questi primi mesi della stagione 2010: «Abbiamo un corridore come Visconti che alla Tirreno e Sanremo non si è messo in luce perchè ha avuto problemi fisici ed è un corridore da primavera-estate, come tutti sanno. Infatti ha vinto il Giro di Turchia dimostrando forza e leadership. Nel 2007 è stato Campione Italiano, nel 2008 ha vestito per otto giorni la maglia rosa, nel 2009 è stato miglior corridore Italiano e vincitore dell'Europa Tour (maglia che per altro sta vestendo tutt'oggi, n.d.r.). È uno dei corridori del futuro, un corridore che ogni anno migliora e che ha creduto in un progetto piccolo ma interamente votato alla sua causa. Ma visto che non riusciamo neanche a garantirgli le corse importanti in Italia, rimarrà con noi? Rimarrà in Italia? Le formazioni ProTour hanno diritto a tutto, i Team Professional, nonostante abbiano gran parte degli stessi oneri tra cui il passaporto biologico, non hanno diritto a niente, neanche nel proprio paese. Penso che anche le federazioni dovrebbero intervenire su questo punto, tutelando le proprie squadre».
Scinto senza peli sulla lingua, com’è nella sua natura di grintoso.
«Mi spiace poi per i sacrifici e gli investimenti che gli sponsor e il Team Manager hanno voluto fare proprio per il Giro: abbiamo preso Rujano per questo appuntamento e, anche se non è ancora quello del 2005, al Giro avrebbe dato prova del suo talento, soprattutto nell'ultima settimana. Abbiamo ingaggiato professionisti veri come Caccia e Longo Borghini per rafforzare la squadra in vista delle tre settimane rosa. È vero, in questi mesi non abbiamo stravinto, ma abbiamo dimostrato di saper fare un ciclismo professionistico ad alto livello. Non siamo mai anonimi in corsa e abbiamo anche già vinto diverse gare. Cosa ci rimane in mano, ora?».
Uno sfogo sì, che ha anche dei motivi fondati, legati ad alcune discutibili scelte, che ora bruciano quanto una ferita aperta: «Guardando i partenti mi rendo conto che alcune squadre straniere non verranno per vincere. Mi chiedo se non c'era un modo per “accordarsi” con queste squadre, per le quali il Giro non è la corsa della vita, e lasciare spazio invece ai team italiani, che al 70% vivono per questa. Sarò pure troppo schietto, come sempre, e mi spiace per chi leggerà male questa mia intervista: lo scorso anno ho ringraziato Angelo Zomegnan per l'opportunità regalataci, quest'anno mi vedo costretto a sottoporgli queste riflessioni amare che nell'ambiente tantissimi condividono ma che in pochi hanno il coraggio di tirare fuori».

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COMMENTI
Condivido
6 maggio 2010 17:41 rondine
Condivido lo sfogo di Luca Scinto, sul principio di salvaguardare i team italiani , il ciclismo Italiano, nello stesso tempo non credo siano problemi nè di atleti nè di risultati, perchè efettivamente questo gruppo è sempre in prima linea in tutte le gare.
Credo ci sia altro dietro, non so esattamente cosa, altrimenti non si capisce una scelta del genere, perciò quello che fa male è essere esclusi e non avere una chiara motivazione, come può essere per la Flanminia (Riccò) anche per noi tifosi di ciclismo sarebbe importante capiree sopratutto democratico, è il sistema che è sbagliato, già lo scorso anno è successo qualcosa di starno.
Poi ci vogliono regole chiare, definite anzitempo, per decidere la partecipazione delle squadre e non le decisioni di un singolo,assolutamente un modo di fare molto discutibile e anti democratico.
Ma andiamo avanti così

scinto
6 maggio 2010 17:50 overend
mi trovo in completa sintonia con luca scinto. un errore privare all isd la partecipazione al giro. Visconti un campioncino italiano che avrebbe fatto la sua figura. Vergogna zomegnan.

Grande Scinto!
6 maggio 2010 17:54 5raggi
Bravo Scinto, a modo tuo le dici a tutti.. l'anno scorso le hai cantate a Sgarbozza quando aveva criticato la tua tattica di corsa. Ora critichi GIUSTAMENTE l'esclusione dal giro.... e sui giornali parlano solo del doping che vogliono loro senza mettere in luce queste clamorose esclusioni! Se il ciclismo in Italia va male e mancano le squadre è inutile chiedersi perchè... ecco il perchè!

6 maggio 2010 17:54 ciceinge
Complimenti a Scinto, gran bel discorso, pienamente condivisibile.
L'unico modo per far ragionare gente come Zomegnan sarebbe di non vedere e di non seguire il giro, che peraltro a me sembra anche brutto come quello dell'anno scorso, che se lo vedano gli Olandesi se gli piace.

6 maggio 2010 18:07 Braga
Il discorso è altresì fazioso, ma non ha difetti concettuali. Il ciclismo italiano si fa male da solo. e Zomegnan è un soggetto che non ha colto molto il vero senso della corsa. mette salite a raffica o cerca traguardi bizzarri, non prova a relazionare corridori e percorso, idee e solidarietà sportiva.
Riccò, Visconti, Sella e Rujano a casa sono un delitto che andremo a pagare presto.

JUPITER
6 maggio 2010 19:00 stargate
Ha ragione chi dice che ci vogliono delle regole certe, magari ancorate ai risultati sportivi di un determinato arco di tempo. Sino a quando Zomegnan continuerà nel suo delirio di onnipotenza, atteggiandosi a Giove sull'Olimpo, ne vedremo delle belle, tipo squadre straniere teoricamente titolate che vengono con le seconde linee, o formazioni con molti brocchi peraltro neanche battaglieri.

MARINS
6 maggio 2010 19:20 ELIOT
COMPLIMENTI SCINTO !
ORA CAPISCO PERCHE' VUOI E HAI DEI COMBATTENTI IN SQUADRA DEI MARINS!
PERCHE' CHI LI GUIDA NON SCENDE A COMPROMESSI!
ED E' UN CAPO VEROOOOO

Una riflessione
6 maggio 2010 19:28 velo
Luca è un bravo e ottimo preparatore, però corto di memoria (è stato spiegato in precedenza dal direttore del giro. Quando è nato il pro tour volevano prendersi tutta la torta l'intervento duro dei organizzatori dei tre giri si sono salvaguardati fino al 2010 facendo firmare l'impegno a squadre professional straniere garantendo loro la partecipazione. Il 2011 cambiano le regole con l'augurio di più partecipazione italiana.
I percorsi li fanno in base alle richiesta(questi che vogliono il giro pagano fior di euro).Purtroppo si verifica che anche in'italia vengono cancellate manifestazioni e questo è un male.

Vuoi vedere che...
6 maggio 2010 23:57 pickett
Ho il netto sospetto che l'ISD sia stata lasciata fuori proprio per quel battibecco di Scinto con Sgarbozza.Se ricordate,il presentatore della Rai,di cui ora non ricordo il nome,la prese malissimo.E credo che a Scinto la potentissima Rai l'abbia giurata.

Ma c'è il giustizialista
7 maggio 2010 00:05 jaguar
Scinto ha perfettamente ragione ma il giustizialista Zomegnan"il rovina giro" ha deciso e con i dittatori non si può trattare.Il livello del giro è modestissimo ed a questa situazione c'ha messo il carico da undici il presidente del FCI dicendo che Riccò l'ha fatta grossa e gli farà bene stare un anno fermo.Una cavolata così se la poteva risparmiare...certo non parla mai ma quando parla ti fa rimpiangere il suo silenzio.E mi chiedo ma perchè la stessa cosa non l'ha detta per Basso, per Scarponi, per Vinokourov e per gli assenti DiLuca, Sella e tutti gli altri? e no solo Riccò è colpevole.Vergogna!!!

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