Dieci anni fa, l'addio a Gino Bartali

| 05/05/2010 | 16:14

Dieci anni. Oggi. Questa mattina la famiglia Bartali si è ritrovata per la messa nella Chiesa del San Salvatore nella curia vescovile di Firenze dove Gino fu unito in matrimonio ad Adriana dal cardinale Elia Dalla Costa. E’ stata una cerimonia famigliare e privata ma molto particolare. A officiare la messa, infatti, è stato Padre Raffaele Duranti, frate carmelitano del convento di Santa Lucia la Castellina a Sesto Fiorentino, innalzato tre anni fa a Centro spirituale del ciclismo, frate che oltre essere un religioso è però anche un ciclista legato alla famiglia Bartali da diverso tempo.

GinoBartali. Lo si ricorda in particolar modo oggi ma giorno dopo giorno, ovunque ci si giri ci sono tracce di lui e voci che lo riportano insistentemente in vita quasi a non voler accettare che lui, fisicamente, non ci si più. E’ l’eroe dei pedali che ha vinto le montagne e l’età, è il temerario che con la sua vittoria al Tour del ’48 recuperando oltre 20 minuti ha scongiurato la guerra civile distogliendo l’attenzione popolare dall’attentato a Togliatti, è il postino della pace che con i documenti nascosti nella canna della bici ha salvato migliaia di ebrei mettendo a repentaglio la sua vita… è ovunque ci si giri… perfino “nascosto” sui monumenti proprio come a Trento sistemato a destra del monumento a De Gasperi, nel bassorilievo dedicato all’amore ed alla fratellanza europea. Per tutti questi motivi il gruppo degli ebrei di Firenze sta cercando di far avere anche a lui un albero dei giusti a Gerusalemme.

Gino il ciclista, Gino il pio, Gino l’uomo, Gino l’eroe…Gino il padre…
«Serenamente, molto serenamente, spirò tra le mie braccia allo scoccare delle 2 del pomeriggio del 5 marzo 2000 - è il ricordo del figlio Andrea - per sue precise disposizioni volle essere sepolto solo col suo mantello carmelitano, ordine del quale prese i voti nel 1936. Gli misi però anche due calzini perché aveva sempre freddo ai piedi. Sulla tomba non ha voluto neppure la sua foto».
Un campione, un uomo semplice… Ciao Gino

di Laura Guerra
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