Felline: nel mio futuro ci sono le grandi corse a tappe

| 13/03/2010 | 15:55
Degli ottocento ciclisti élite che fanno parte dell’UCI ProTour, l’italiano Fabio Felline (Torino, 1990) è il secondo più giovane, una situazione non insolita per Footon Servetto Fuji che riunisce una dozzina ci ciclisti di età inferiore a 23 anni. Tuttavia il giovane piemontese, malgrado la sua giovane età, ha brillato nelle ultime corse disputate entrando nei top 20 nell’impegnativo Trofeo Deià alla Challenge di Mallorca. Anche nelle prime due corse da professionista nell’Italia, le prestazioni sono state eccellenti: nono piazzato in due volate al Giro di Sardegna, e soprattutto nella Classica Sarda, dove ha sfiorato il podio classificandosi al 5° posto alle spalle di grandi campioni come Visconti, Gavazzi e Scarponi. Consapevole del fatto che il suo meglio è ancora per essere data, il 19enne portacolori - compirà 20 anni tra due settimane - si presenta da subito al grande pubblico come una delle speranze del ciclismo italiano.
Erano nei tuoi piani i risultati ottenuti in Sardegna, pochi mesi dopo il passaggio dai dilettanti ai professionisti a soli 19 anni?
«Sinceramente non pensavo di essere già a livelli così alti dopo avere svolto un buon lavoro ad inizio stagione, ho  fatto un buon programma e ci sono stati dei progressi, ma non pensavo di essere già competitivo. In Sardegna ho fatto ottimi piazzamenti tra i migliori, in qualsiasi condizione di gara, ma la vera sorpresa è arrivata con il quinto posto nella Classica Sarda».
Proprio in questa prova, il DS Stefano Zanini ha affermato che il risultato avrebbe potuto essere molto meglio se non fosse stato chiuso dal tuo connazionale Francesco Gavazzi. Pensi la stessa cosa?
«Sì, certamente. Abbiamo preso il gruppo dei fuggitivi che stava davanti a noi, a meno di un chilometro e mezzo, ho avuto le gambe molto buone ed ero molto ben posizionato a ruota di Fabio Sabatini, ma proprio quando abbiamo rilasciato la volata, Sabatini ha avuto una sbandata a destra, ho perso la ruota ed ero proprio dietro Gavazzi, sono stato chiuso verso le recinzioni dal gruppo. Ho dovuto frenare, smettere di dare forza, e quando ho provato a trovare spazio sulla destra è stato impossibile rilanciare perché non c'era molta distanza dall’arrivo. Penso che avremmo potuto fare molto meglio lì».
Dopo aver provato in pista e sulle strade per formare la tua base, quali sono le tue aspettative ti caratteristiche?
«Vorrei diventare un corridore completo, affrontare bene ogni tipo di montagna, probabilmente non ho lo sprint di Petacchi o altri campioni delle volate, ma posso difendermi bene in un arrivo di gruppo, insomma vorrei lavorare per esprimermi al meglio ad ogni livello. Penso di potermi adattare bene alle grandi corse a tappe: ho andato bene in ogni gara che ho fatto negli anni scorsi e mi sono ricuperato bene di ogni sforzo, quindi penso che posso fare bene».
Quali sono i tuoi punti di riferimento all'interno del team, quali sono i compagni con cui ti trovi meglio?
«Ci sono stati molti compagni che mi hanno aiutato e questo mi ha fatto molto piacere fin dall’inizio. Posso parlare prima di Michele Merlo, con il quale mi trovo davvero bene, ma nel complesso mi sento bene accanto a tutti i miei compagni italiana. Mi ha anche aiutato David Gutierrez Gutierrez, che grazie alla sua esperienza mi ha dato utili consigli nei giorni che si correva in Sardegna. Inoltre, i veterani sono sempre molto disponibili, come Aitor Pérez Arrieta in Sardegna e Giampaolo Cheula. Facciamo davvero un bel gruppo».
È possibile ripetere la buona prestazione in Sardegna? Quali sono i tuoi prossimi obbiettivi?
«Non ho un obiettivo concreto per il resto della stagione: il mio futuro immediato sono gli allenamenti di questi giorni al mare, poi partire Venerdì prossimo con Daniele Nardello e il resto della squadra partiremo per le classiche di Belgio e Paesi Bassi: faremo tre o quattro corse, poi siamo pronti a correre il Giro delle Fiandre (4 aprile) e poi anche il Giro di Turchia (11-18 aprile). Sarà una ricca primavera in cui spero di continuare ad imparare e ad offrire prestazioni di buon livello».
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