Riccò ammette le sue colpe: «Però sono un uomo migliore»
| 23/01/2010 | 12:30 La Milano-Sanremo
come un chiodo fisso, come un punto d’arrivo, come momento
dell’attesa rinascita: nei pensieri di Riccardo Riccò, oggi la
Classicissima è tutto. Ma come, la classica dei velocisti nei
pensieri di uno scalatore? Eppure è così, perché la Sanremo che si
disputerà il 20 marzo potrebbe essere la prima gara per il nuovo
Riccò, che finirà di scontare la sua squalifica due giorni prima,
giovedì 18 marzo: 24 mesi di stop (ridotti a 20 per aver collaborato
con gli inquirenti), dal luglio 2007, per uso di Ce-
ra al Tour de France, l’Epo di nuova generazione. È un Riccò davvero nuovo, quello che si mischia ai compagni durante la
presentazione della Ceramica Flaminia, che quasi vorrebbe evitare i
riflettori, anche se sa di non poterlo fare. E costretto, sciorina
risposte con modestia, raccontando la sua nuova
realtà. «Cosa volete che risponda alle parole forti di Cavendish e Pinotti?
Che hanno ragione esordisce - perché ho tradito tutto e tutti. Ho
tradito la mia famiglia, i miei genitori, i miei tifosi, i miei
compagni di squadra, il mio mondo. Ho tradito e ho pagato. Penso che
definirmi 'parassita', come
hanno fatto loro, sia un po’ esagerato, ma tant’è: credo che Cavendish
abbia esagerato come a suo tempo avevo esagerato io».
L’importante è che oggi Riccò sia cambiato. «Sono cresciuto, ho
costruito una famiglia con Vania, che è stata fondamentale al mio
fianco, e poi è arrivato Alberto, nostro
figlio. Voglio che un giorno possa capire che suo papà ha commesso un
grosso errore ma ha saputo rialzarsi».
La ricetta per ripartire? «Rimboccarsi le maniche e lavorare più di prima, con più forza, più
determinazione, più volontà. Perché i fatti sono l’unica risposta che
posso dare al mondo del ciclismo». Ha scelto la Ceramica Flaminia, un team piccolo... «Ma non certamente debole. Anzi, sono convinto che abbia un potenziale davvero notevole, in particolare in salita
».
Il teatro ideale sarebbe il Giro d’Italia… «Speriamo di essere
invitati perché è un Giro dal tracciato bellissimo, spettacolare,
disegnato proprio per esaltare corridori che in salita sanno dare il
massimo. E nella Flaminia, oltre a me, ci sono Caruso, Anzà, Gentili,
Noè: gente che quando la strada sale sa dire la sua».
Refrattario alle tentazioni verbali, il nuovo Riccò non scende sul
terreno della polemica, non si lancia in proclami, guarda avanti e
spiega: «La Sanremo è lì, se ci inviteranno la correrò e allora mi
sarò messo tutto alle spalle. Con la certezza che nulla sarà più come
prima. Però potrebbe essere anche meglio…
».
da «Avvenire» del 23 gennaio 2010 a firma Pier Augusto Stagi
caro ricco' ne tu ne chi ti sta riabilitando con articoli mirati riuscite a fregarci ancora, la verita' la sappiamo e non sei cambiato..
... e le scuse??
23 gennaio 2010 14:09vittoriogalimberti
Comunque ancora oggi non sono arrivate le scuse (non necessariamente pubbliche)a chi le meriterebbe. Comodo riconoscere SOLO di aver tradito. E guarda caso dall'elenco dei traditi manca qualcuno!
bravo e forte
23 gennaio 2010 14:39camionista58
forza ,tutto alle spalle hai sbagliato pagato e ora umiltà e pedalare .in bocca al lupo x il 2010
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