Donne. Anche la Chirio Forno 'Asolo ha reso omaggio a Coppi

| 22/01/2010 | 14:45
“Per una giornata abbiamo potuto rivivere la magica atmosfera di mezzo secolo fa. E’ stata davvero indimenticabile. Semplicemente per il fatto che il mondo del ciclismo passato e presente, in una sorte di pellegrinaggio, si è voluto dare appuntamento, si è riunito tutto a Castellania. Dovrebbe essere ogni anno così”.

E’ il commento compiaciuto di Franco Chirio, team manager del team professionistico femminile Chirio-Forno d’Asolo, invitato lo scorso 2 gennaio assieme ad alcuni collaboratori, alla giornata commemorativa organizzata in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa del grande Fausto Coppi.

Circa tremila appassionati e non solo, si sono spinti fin sul piccolo borgo delle colline tortonesi dov’è nato ed è sepolto il Campionissimo accanto al fratello Serse. Una splendida giornata di sole, con temperature miti, ha accolto un esercito di persone che non hanno voluto mancare al tradizionale saluto a Fausto Coppi, un mito che resiste intatto da mezzo secolo.

C'erano i figli Marina e Faustino, gli ex gregari Carrea detto Sandrino, Favero, Corrieri, Albani che poi fu il ds di un certo Eddy Merckx, il toscano Felsini che come ogni anno è entrato in chiesa vestito con la maglia della Bianchi, campioni del passato come Defilippis, Massignan, Francesco Moser e Motta, Davide Cassani, il ministro Bondi e il sottosegretario Davico, oltre ad alcuni parlamentari. E tantissimi appassionati arrivati da ogni parte d’Italia.

“'Questo riconoscimento a Coppi – riprende Chirio - deriva dal fatto che l’Airone era un uomo mite, buono. Un uomo dal grande cuore, un signore sia in bici che fuori dal suo mondo. Rispetto agli altri corridori dell’epoca era più avanti in fatto di preparazione. Non bastasse, le condizioni delle strade inoltre, gli permisero di vincere con distacchi pesantissimi. Consapevole della sua superiorità, non inferì sempre, come invece fece Merckx, non a caso soprannominato il Cannibale. Nelle competizioni minori il campione delle mie terre lasciava spazio alle squadre minori. Un paragone Coppi-Merckx? Il campione belga è stato più forte, Coppi più grande”.

Al mattino nella chiesetta adiacente il mausoleo, dove riposano Fausto Coppi ed il fratello Serse, è stata celebrata la messa, concelebrata dal vescovo di Tortona.

La mattinata si è conclusa con l'intitolazione a Candido Cannavò del piazzale davanti al mausoleo.

Nel pomeriggio al museo dei Campionissimi di Novi Ligure che il prossimo 13 maggio attende la quinta tappa del Giro d'Italia, il giornalista di Tuttosport Beppe Conti ha condotto il dibattito “50 anni fa Fausto Coppi”, con la partecipazione di campioni del passato, giornalisti e proiezione di filmati d'epoca. Proprio al museo dei Campionissimi sono state esposte le maglie della Chirio-Forno d’Asolo che testimoniano alcuni dei più prestigiosi successi ottenuti dal team piemontese con sede a Montechiaro d’Asti, come quella iridata e gialla del Tour de France indossata dalla compianta Zina Stahurskaia, quella tricolore di Alessandra Cappellotto e quella azzurra di campionessa europea di Gessica Turato.

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